Ieri è stato pubblicato il documento SEN2017 sulla Strategia Energetica Nazionale.
E' in fase consultazione pubblica per un periodo di 30 giorni.
Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017
Almeno un occhiata bisogna darla!
Dario
Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017
Moderatori:
sebago,
mario_maggi
12 messaggi
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Sono socio AICARR e a me è arrivata la segnalazione con l'invito a proporre osservazioni.
Sarebbe interessante parlarne a livello di forum, magari mettendo l'argomento in evidenza, e presentare proposte / piattaforme.
Saluti
Sarebbe interessante parlarne a livello di forum, magari mettendo l'argomento in evidenza, e presentare proposte / piattaforme.
Saluti
Altrove. .Volutamente Anonimo
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E' stata presentata la SEN:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ind ... -nazionale
parla di decarbonizzazione e rilancio delle rinnovabili, riqualificazione del patrimonio energetico, nuove tariffe elettriche e anche (poco) di mobilità elettrica, con l'obiettivo vago di 5 milioni di auto nel 2030
http://www.lastampa.it/2017/11/12/scien ... agina.html
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ind ... -nazionale
parla di decarbonizzazione e rilancio delle rinnovabili, riqualificazione del patrimonio energetico, nuove tariffe elettriche e anche (poco) di mobilità elettrica, con l'obiettivo vago di 5 milioni di auto nel 2030
http://www.lastampa.it/2017/11/12/scien ... agina.html
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Alcune iniziative, seppure buone in teoria sono completamente inapplicabili, rendendo la SEN un coacervo di fuffa, tipica di una politica che preferisce (cit.) il "far sapere" al "saper fare".
Per fare un esempio, il realizzare entro 8 anni dei rigassificatori e delle nuove centrali a metano in Sardegna per sostituire il carbone è chiaramente fantascienza in un paese dove un'autorizzazione di una nuova centrale termoelettrica o di un rigassificatore dura almeno 10 anni.
Da un lato si propone di triplicare in 13 anni il fotovoltaico installato, dall'altro
il che va ad uccidere l'unica categoria di impianti che hanno raggiunto ad oggi la grid parity, ossia gli impianti a terra.
Certo, per far contenti i soliti ingenui si dice che si faranno nelle aree industriali dismesse, glissando sul fatto che la bonifica di queste aree costa molto di più dell'impianto fotovoltaico stesso.
Così come (e parlo contro il mio interesse) è fortemente dubbia la convenienza nello spendere miliardi di euro per nuovi collegamenti HVDC tra Sardegna, Sicilia e continente, nel forzare la gestione della rete senza generazione locale.
Poi la necessità di costruire nuove centrali a ciclo aperto (OCGT) per gestire l'intermittenza delle rinnovabili è francamente imbarazzante... per emettere meno CO2 andremo a bruciare metano con rendimenti del 35%, come 40 anni fa.
Si forzerebbe il mercato a scegliere una soluzione tecnologicamente obsoleta, mediante il meccanismo del capacity payment. Poi in capo a qualche anno, quando cambierà il vento, ci troveremo con catenacci inutili e non esercibili per motivi di costo di produzione.
Ieri intanto, con un po' di freddo siamo arrivati a 140 €/MWh, mentre nei mercati Austriaco e Tedesco i prezzi a malapena superavano i 55 €/MWh.
Ma che ci importa noi siamo i più bravi, dobbiamo salvare il mondo da soli mentre il resto del G20 continua a bruciare carbone. Come se la CO2 fosse un problema locale e non globale...
Ci illudiamo quindi che produrre da rinnovabili ed aumentare i costi dell'energia e serva a ridurre le emissioni di CO2,in realtà serve solo a delocalizzare le produzioni energivore in paesi che producono energia a basso costo (carbone).
Invito a leggere l'articolo di Clerici "“Ecco quanto costa decarbonizzare con le rinnovabili", pubblicato poco tempo fa proprio su questo argomento.
Per fare un esempio, il realizzare entro 8 anni dei rigassificatori e delle nuove centrali a metano in Sardegna per sostituire il carbone è chiaramente fantascienza in un paese dove un'autorizzazione di una nuova centrale termoelettrica o di un rigassificatore dura almeno 10 anni.
Da un lato si propone di triplicare in 13 anni il fotovoltaico installato, dall'altro
,"si ritiene che sia opportuno, in via generale, un divieto di installazione del fotovoltaico in aree agricole"
il che va ad uccidere l'unica categoria di impianti che hanno raggiunto ad oggi la grid parity, ossia gli impianti a terra.
Certo, per far contenti i soliti ingenui si dice che si faranno nelle aree industriali dismesse, glissando sul fatto che la bonifica di queste aree costa molto di più dell'impianto fotovoltaico stesso.
Così come (e parlo contro il mio interesse) è fortemente dubbia la convenienza nello spendere miliardi di euro per nuovi collegamenti HVDC tra Sardegna, Sicilia e continente, nel forzare la gestione della rete senza generazione locale.
Poi la necessità di costruire nuove centrali a ciclo aperto (OCGT) per gestire l'intermittenza delle rinnovabili è francamente imbarazzante... per emettere meno CO2 andremo a bruciare metano con rendimenti del 35%, come 40 anni fa.
Si forzerebbe il mercato a scegliere una soluzione tecnologicamente obsoleta, mediante il meccanismo del capacity payment. Poi in capo a qualche anno, quando cambierà il vento, ci troveremo con catenacci inutili e non esercibili per motivi di costo di produzione.
Ieri intanto, con un po' di freddo siamo arrivati a 140 €/MWh, mentre nei mercati Austriaco e Tedesco i prezzi a malapena superavano i 55 €/MWh.
Ma che ci importa noi siamo i più bravi, dobbiamo salvare il mondo da soli mentre il resto del G20 continua a bruciare carbone. Come se la CO2 fosse un problema locale e non globale...
Ci illudiamo quindi che produrre da rinnovabili ed aumentare i costi dell'energia e serva a ridurre le emissioni di CO2,in realtà serve solo a delocalizzare le produzioni energivore in paesi che producono energia a basso costo (carbone).
Invito a leggere l'articolo di Clerici "“Ecco quanto costa decarbonizzare con le rinnovabili", pubblicato poco tempo fa proprio su questo argomento.
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Goofy ha scritto:Peccato che non possa dare più di un voto a un messaggio.
Ho pensato la stessa cosa. Propongo ad
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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3
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Nel frattempo, visto che il futuro è rinnovabile, è stata appena bocciata dal Tar l'autorizzazione del parco eolico offshore di Gela.
Il progetto era partito 14 anni fa; la procedura di valutazione di impatto ambientale "solo" 12 anni fa...
Il ministero dell'ambiente aveva rilasciato parere positivo, ma il ministero per i beni culturali (
)aveva espresso parere negativo.
Per chi non fosse informato, il tratto di mare in questione è di fronte alla raffineria di Gela, ed è già interessato da due piattaforme petrolifere.
Secondo voi, una società che volesse valutare se investire nelle rinnovabili in Italia, che fattore di rischio dovrebbe considerare per l'investimento? E per rendere il rischio sostenibile, che ritorno sull'investimento (leggi:incentivi) gli si dovrà garantire?
Il progetto era partito 14 anni fa; la procedura di valutazione di impatto ambientale "solo" 12 anni fa...
Il ministero dell'ambiente aveva rilasciato parere positivo, ma il ministero per i beni culturali (
Per chi non fosse informato, il tratto di mare in questione è di fronte alla raffineria di Gela, ed è già interessato da due piattaforme petrolifere.
Secondo voi, una società che volesse valutare se investire nelle rinnovabili in Italia, che fattore di rischio dovrebbe considerare per l'investimento? E per rendere il rischio sostenibile, che ritorno sull'investimento (leggi:incentivi) gli si dovrà garantire?
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ebbe' è il luogo dello sbarco alleato in Sicilia
Non conosco la zona, ma anche in questo caso leggo che non sono stati i "verdisti" ma i Beni Culturali.
Non mi esprimo, certo che se è la zona del petrolchimico certe logiche sono inafferrabili se non come "nimby"
Non conosco la zona, ma anche in questo caso leggo che non sono stati i "verdisti" ma i Beni Culturali.
Non mi esprimo, certo che se è la zona del petrolchimico certe logiche sono inafferrabili se non come "nimby"

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Certo, i pareri vincolanti non li esprimono (fortunatamente) le associazioni ambientaliste ed i comitati locali ma le commissioni, i ministeri od, in questo caso, i tribunali.
E' altrettanto ovvio che le suddette associazioni possono creare una forte attenzione mediatica e che politici e ministeriali non sono immuni dalle pressioni mediatiche.
Nel caso specifico, il WWF, Italia Nostra e LIPU hanno spinto molto per l'affossamento del progetto.
E' altrettanto ovvio che le suddette associazioni possono creare una forte attenzione mediatica e che politici e ministeriali non sono immuni dalle pressioni mediatiche.
Nel caso specifico, il WWF, Italia Nostra e LIPU hanno spinto molto per l'affossamento del progetto.
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