Salve a tutti,
Mi sono imbattuto in una problematica che riguarda il dimensionamento e quindi la scelta del diodo di ricircolo di un relè.
Premesso che non ho idea di come si dimensioni un diodo ho optato inizialmente per descriverne le caratteristiche e soprattutto cercare di capire vantaggi svantaggi applicazioni e motivi di tre tipologie di diodi
1) Diodi standard
2) Ultra-fast diode
3) Fast soft-recovery diode
Quello che ho capito di queste tre tipologie è che hanno tutte tempi di ripristino (il famoso trr) diversi.
Avere un trr troppo basso può comportare dei problemi? se guardo i datasheet cosa mi dovrebbe(oltre al prezzo ovviamente) indurre a aquistarne uno rispetto che un altro?
Grazie per ora.
Diodo di ricircolo bobina
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Solitamente quei problemi hanno rilevanza nel caso di circuiti switching (frequenza di commutazione relativamente alta).
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SandroCalligaro
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Il termine "Troppo" non ha senso quando si parla di tempo di recupero, perché in genere, più è basso e meglio è. Nel senso che la giunzione passa dallo stato di conduzione a quello di interdizione in un tempo "più" breve che in un diodo normale.
Ma cosa te ne fai di una simile caratteristica, migliore, se usi il diodo come ricircolo sulla bobina del rele ...
dove, per inciso, la corrente si spegne lentamente all'esaurirsi dell'energia magnetica accumulata ?
In un diodo di ricircolo, oltre alla tensione inversa (almeno 2 volte la tensione di comando del relè) conta solo la corrente massima. Anche qui un consiglio veloce ... in base alla tensione di comando e la resistenza (ohm) della bobina puoi calcolare quale sarà il valore massimo della corrente che circolerà sul diodo. Anche qui, tieniti un x2 di margine.
Bye
Ser.Tom
Ma cosa te ne fai di una simile caratteristica, migliore, se usi il diodo come ricircolo sulla bobina del rele ...
dove, per inciso, la corrente si spegne lentamente all'esaurirsi dell'energia magnetica accumulata ?
In un diodo di ricircolo, oltre alla tensione inversa (almeno 2 volte la tensione di comando del relè) conta solo la corrente massima. Anche qui un consiglio veloce ... in base alla tensione di comando e la resistenza (ohm) della bobina puoi calcolare quale sarà il valore massimo della corrente che circolerà sul diodo. Anche qui, tieniti un x2 di margine.
Bye
Ser.Tom0
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MyShow ha scritto:Salve a tutti,
Mi sono imbattuto in una problematica che riguarda il dimensionamento e quindi la scelta del diodo di ricircolo di un relè.
Premesso che non ho idea di come si dimensioni un diodo ho optato inizialmente per descriverne le caratteristiche e soprattutto cercare di capire vantaggi svantaggi applicazioni e motivi di tre tipologie di diodi
1) Diodi standard
2) Ultra-fast diode
3) Fast soft-recovery diode
Quello che ho capito di queste tre tipologie è che hanno tutte tempi di ripristino (il famoso trr) diversi.
Direi che per un relè non occorra stare a guardare tante finezze; il diodo viene posto in parallelo alla bobina del relè al solo scopo di cortocircuitare la sovratensione inversa che si sviluppa ai suoi capi quando la bobina stessa viene diseccitata di colpo (come avviene di solito).
Ne consegue che un normale rettificatore di piccola potenza (un 1n4001 come uno qualsiasi dei suoi innumerevoli equivalenti) è più che sufficiente alla bisogna: l'unica cosa che deve fare il diodo è "tagliare" la sovratensione al valore della tensione di soglia del diodo stesso. Il diodo in sé è sufficiente abbia una resistenza diretta ragionevolmente bassa (0,1 ohm circa) ma senza esagerare.
In ogni caso la velocità di un diodo qualsiasi è, in questo impiego, assolutamente priva di importanza; anche il più "pigro" dei diodi ha veocità da vendere!
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Gentilissimi tutti, avrei però una domanda più precisa.
Come si dimensiona il diodo di ricircolo di una bobina?


Io avrei fatto un ragionamento del genere:

Dove
è la tensione inversa del diodo di ricircolo (cioè lo dimensiono per sopportare una tensione maggiore della sovratensione che posso trovarmi ai capi della bobina)
supposto che,
(qualcuno può confermare?)
e che
(penso ad un tempo di switching di un IGBT può avere senso?)
e che
(dato trovato su internet che.... boh non ho idea se abbia senso)
Da cui

dato che ho riscontrato grosso modo anche su internet...
scelgo quindi un diodo con
e 
Ragionamento un po' fantasioso basato su informazioni quasi nulle e probabilmente completamente cannato accetto qualsiasi suggerimento.
Aiuto!!!
Grazie per adesso
Come si dimensiona il diodo di ricircolo di una bobina?


Io avrei fatto un ragionamento del genere:

Dove
è la tensione inversa del diodo di ricircolo (cioè lo dimensiono per sopportare una tensione maggiore della sovratensione che posso trovarmi ai capi della bobina)supposto che,
(qualcuno può confermare?)e che
(penso ad un tempo di switching di un IGBT può avere senso?)e che
(dato trovato su internet che.... boh non ho idea se abbia senso)Da cui

dato che ho riscontrato grosso modo anche su internet...
scelgo quindi un diodo con
e 
Ragionamento un po' fantasioso basato su informazioni quasi nulle e probabilmente completamente cannato accetto qualsiasi suggerimento.
Aiuto!!!
Grazie per adesso
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Ai capi della bobina, se il diodo funziona, non ti trovi nessuna sovratensione, semplicemente entrerà in conduzione.
Idealmente (cioè trascurando gli effetti parassiti) corrente e tensione massima sono quelle del carico induttivo, cioè quelle che hai scritto all'inizio.
Se vuoi che la corrente arrivi a zero in
dovrai fare in modo che qualcuno causi quella caduta di tensione. Il diodo ha una tensione di conduzione quasi costante rispetto alla corrente, quindi non basta. Potresti aggiungere uno zener o una resistenza. Con la resistenza il conto lo puoi fare in termini di costante di tempo
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Idealmente (cioè trascurando gli effetti parassiti) corrente e tensione massima sono quelle del carico induttivo, cioè quelle che hai scritto all'inizio.
Se vuoi che la corrente arrivi a zero in
dovrai fare in modo che qualcuno causi quella caduta di tensione. Il diodo ha una tensione di conduzione quasi costante rispetto alla corrente, quindi non basta. Potresti aggiungere uno zener o una resistenza. Con la resistenza il conto lo puoi fare in termini di costante di tempo
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SandroCalligaro
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Dimentichi un dettaglio: il diodo TAGLIA SUL NASCERE la sovratensione proprio perché è messo apposta per quello. E lo fa in due modi: o dissipa l'energia (direttamente o inviandola a un carico previsto per lo scopo) oppure la ricicla alimentando qualcosa (magari un carico per il quale il picco di sovratensione è utile, vedi la EHT di un cinescopio). La tensione che deve reggere il diodo è quella che si ha nel caso in cui non stia facendo nulla e quindi neppure recuperando nulla.
Edit: la risposta non era per Calligaro...
Edit: la risposta non era per Calligaro...
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MyShow ha scritto:Quindi? qualsiasi diodo andrebbe bene?
Per un relé sostanzialmente sì: per altre situazioni dipende dall'energia che viene immagazzinata dalla bobina mentre vi scorre una data corrente. In soldoni: la bobina incamera una certa quantità di energia che poi dovrà essere dispersa o riutilizzata attraverso il diodo sotto forma di intensità istantanea di corrente da reggere. Il resto non ha (qui) importanza.
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Direi quasi qualunque diodo.
Il diodo deve sopportare la tensione di alimentazione della bobina (reverse) e la corrente della bobina, che sarà il valore iniziale (e massimo) della corrente del diodo.
Visto che la tensione inversa sarà di 30 V e considerando che la corrente sarà impulsiva e non particolarmente alta, quasi qualunque diodo fa al caso tuo.
Il diodo deve sopportare la tensione di alimentazione della bobina (reverse) e la corrente della bobina, che sarà il valore iniziale (e massimo) della corrente del diodo.
Visto che la tensione inversa sarà di 30 V e considerando che la corrente sarà impulsiva e non particolarmente alta, quasi qualunque diodo fa al caso tuo.
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SandroCalligaro
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