Diodo di ricircolo bobina
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10 volte la tensione DI ALIMENTAZIONE... Non è la stessa cosa di cui abbiamo parlato fino adesso. E non c'entra un granché con il fatto che il diodo sia impiegato come è impiegato in questo circuito. Vale per QUALSIASI circuito, fosse pure semplicemente connesso in parallelo alla sola batteria: il diodo POLARIZZATO INVERSAMENTE deve avere di suo la capacità di reggere un buon multiplo della tensione di alimentazione con cui avrà a che fare. Tutto qui!
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Quindi è un margine che viene preso dai costruttori per consuetudine ma in realtà basterebbe sopportare la massima tensione di alimentazione della bobina? stesso discorso per la corrente che non può chiaramente mai superare quella nominale della bobina giusto? in effetti il dimensionamento di per se è abbastanza inutile credo che la cosa più importante sia capire quanto tempo impiega la corrente a scaricarsi e quindi rendere disponibile nuovamente il relè giusto? cioè usare uno zener in antiparallelo o una resistenza in serie al diodo stesso fa scaricare la bobina più velocemente quindi potrei dimensionare una resistenza da mettere in serie in modo da ridurre il tempo di scarica.
la sovratensione non fa in tempo a diventare sovratensione perché il diodo la interrompe quasi istantaneamente... ho toppato alla grande!
Grazie a tutti davvero.
la sovratensione non fa in tempo a diventare sovratensione perché il diodo la interrompe quasi istantaneamente... ho toppato alla grande!
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Notare che il diodo di ricircolo è una protezione per l'interruttore, non per il relè, il quale sarebbe più contento se il diodo non ci fosse, perché sarebbe più veloce a commutare.
Se cortocircuito l'induttore che costituisce il relè, ci andrà molto più tempo per il relè a spegnersi.
Se, per esempio, utilizzassi uno zener invece di un diodo normale (con in serie un altro diodo) farei un compromesso fra tensione che deve sopportare l'interruttore e velocità di spegnimento.
Avevo letto da qualche parte, ma ora non mi ricordo dove, che per certi relè si utilizza uno zener, insieme a circuiti di snubber, per minimizzare gli archi ai contatti.
Se cortocircuito l'induttore che costituisce il relè, ci andrà molto più tempo per il relè a spegnersi.
Se, per esempio, utilizzassi uno zener invece di un diodo normale (con in serie un altro diodo) farei un compromesso fra tensione che deve sopportare l'interruttore e velocità di spegnimento.
Avevo letto da qualche parte, ma ora non mi ricordo dove, che per certi relè si utilizza uno zener, insieme a circuiti di snubber, per minimizzare gli archi ai contatti.
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PietroBaima
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SerTom ha scritto:Il termine "Troppo" non ha senso quando si parla di tempo di recupero, perché in genere, più è basso e meglio è.
Questo non è vero, se devi passare un test EMC, in certi casi sei contento che il componente si spenga gradualmente.
Boiler
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MyShow i tuoi dubbi sono legittimi
Volevo solo fornirti un altro punto di vista: se non lavori nella grande azienda da migliaia di pezzi ma progetti su piccole serie poi devi fare i conti con la disponibilità dei componenti, con il magazzino del terzista che monterà le schede, con la possibilità di acquisto di quantitativi ridotti.
Alla fine il progettista fa il calcolo precisoe ricava determinati requisti per il componente poi si deve trovare il compromesso con quello che c'è sotto mano. Utilizzi un certo diodo in un'altra parte della scheda, lo monti anche per la bobina anche se sovradimensionato. Hai un solo codice da gestire, lo usi in quantità maggiori ecc.ecc..
Per dirti che, dove è possibile, non si cerca il pelo nell'uovo ma si cerca di combinare...
Dimenticavo una cosa. Stiamo parlando di un relè quindi di le commutazioni non sono velocissime e ravvicinate non mi preoccuperei molto dei tempi di scarica.
Volevo solo fornirti un altro punto di vista: se non lavori nella grande azienda da migliaia di pezzi ma progetti su piccole serie poi devi fare i conti con la disponibilità dei componenti, con il magazzino del terzista che monterà le schede, con la possibilità di acquisto di quantitativi ridotti.
Alla fine il progettista fa il calcolo precisoe ricava determinati requisti per il componente poi si deve trovare il compromesso con quello che c'è sotto mano. Utilizzi un certo diodo in un'altra parte della scheda, lo monti anche per la bobina anche se sovradimensionato. Hai un solo codice da gestire, lo usi in quantità maggiori ecc.ecc..
Per dirti che, dove è possibile, non si cerca il pelo nell'uovo ma si cerca di combinare...
Dimenticavo una cosa. Stiamo parlando di un relè quindi di le commutazioni non sono velocissime e ravvicinate non mi preoccuperei molto dei tempi di scarica.
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luxinterior
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PietroBaima
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Una considerazione per il dimensionamento del diodo. poiché nell'istante in cui l'interruttore si apre l'induttore deve continuare a far scorrere una corrente pari a quella che scorreva prima, per forza, a tutti i costi e non c'è verso che non sia così, e quella corrente finirà per scorrere nel diodo (per poi diminuire) io sceglierei un diodo che sopporti una corrente almeno pari a quella richiesta dal relè.
Non capisco invece perché esagerare tanto sulla tensione inversa, concordo sul fatto che sia sufficiente per lui sopportare una tensione inversa pari a quella di alimentazione.
I componenti vanno poi ovviamente scelti sovrastimando un po'.
Non capisco invece perché esagerare tanto sulla tensione inversa, concordo sul fatto che sia sufficiente per lui sopportare una tensione inversa pari a quella di alimentazione.
I componenti vanno poi ovviamente scelti sovrastimando un po'.
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PietroBaima
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I componenti vanno poi ovviamente scelti sovrastimando un po'.
10 volte alla faccia della sovrastima, ad ogni modo mi pare di capire che sia quasi più critica la corrente piuttosto che la tensione.
Detto questo basterebbe un diodo con:


dove
è la corrente assorbita dal relè in condizione di
e
è la tensione massima che posso ritrovarmi ai capi della bobina (nel caso di tensione nominale
sarà
).Tutto chiaro quindi.
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Concordando con l'ultimo intervento di PietroBaima, mi chiedo quali parametri bisogna considerare per essere sicuri che il diodo entri in conduzione prima che il transistor si guasti.
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