1)
Non comprendo perché usi la parola magica "risonanza" ma provo a accrocchiare un esempio.
Supponiamo di avere il classico carico ohmico-induttivo: la corrente sarà pertanto sfasata in ritardo rispetto alla tensione, secondo il grafico fasoriale seguente:
Il carico sarà equivalente a una serie RL, e dunque la sua impedenza sarà costituita da una resistenza

e da una reattanza

.
Giusto per fissare le idee, ipotizziamo una tensione di alimentazione

su un carico con una corrente

, con uno sfasamento

in ritardo, il tutto alla frequenza di rete

.
Di conseguenza la sua resistenza e la sua reattanza varranno:
e

Supponiamo per un istante di voler annullare la componente reattiva induttiva inserendo un condensatore
in serie tale da avere una reattanza (negativa) esattamente opposta a quella del carico, usando per esempio un condensatore con

:
poiché la reattanza capacitiva è

, nel circuito rimarrebbe solo la povera resistenza a contrastare la corrente, che aumenterebbe fino a:

Sarà a cosfì=1 (il circuito è come se fosse solo resistivo), ma che botta per il cavo (e pure per il condensatore, probabilmente).
Questa la chiamiamo "risonanza serie": la corrente aumenta di un bel po', e con essa aumentano le perdite per effetto Joule e le cadute di tensione sul cavo, costringendoci molto probabilmente a scegliere una sezione più elevata. Godremmo dell'opportunità di non pagare le penali per basso cosfì, ma a che prezzo…Brutta storia.
Rifasiamo invece
in parallelo al carico, con un condensatore tale da assicurare una reattanza capacitiva di circa

(dopo vedremo da dove salta fuori 'sto valore):
Considerando il parallelo tra il condensatore e la serie di resistenza e induttanza si ha:

ovvero: il circuito è ancora una volta come se fosse puramente resisitivo (e dunque a cosfì =1) ma la corrente erogata dal generatore diminuisce e vale

con gran sollievo per:
- le perdite per effetto Joule (che diminuiscono)
- le cadute di tensione lungo il cavo (che diminuiscono)
- la sezione del cavo (che forse può essere più piccola)
- l'assenza di penali per basso cosfì.
Se si può dire, abbiamo creato una "risonanza parallelo", ma in realtà è più semplice dire che abbiamo fatto in modo che la potenza reattiva induttiva assorbita dal carico RL venisse bilanciata da quella reattiva capacitiva del condensatore. In tal modo la rete vede il carico come se fosse puramente resisitivo, ma con corrente minore.
Da dove salta fuori il valore del condensatore? Beh, considerando che il suggerimento te l'ho dato, faccio il cattivone: trovalo!
2) Se calcoli il valore della Icc sul lato MT, tutto ciò che c'è a valle del punto di corto non ti interessa, consideri solo la rete a monte (cavo aggiuntivo compreso). In parole povere, del trafo non te ne frega più una cippa.