claudiocedrone ha scritto:capita spesso che l'oscillatore trovi buono ogni pretesto per non oscillare neppure a pagarlo, mentre l'amplificatore trova buono ogni pretesto per mettersi ad oscillare

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claudiocedrone ha scritto:capita spesso che l'oscillatore trovi buono ogni pretesto per non oscillare neppure a pagarlo, mentre l'amplificatore trova buono ogni pretesto per mettersi ad oscillare

claudiocedrone ha scritto: non ritengo gli possa far male leggere questo articolo in cui c'è un esempio pratico della applicazione dei transistor come amplificatore... e altro.
claudiocedrone ha scritto:P.s. Riguardo amplificatori e oscillatori, sono praticamente due facce della stessa medaglia...


non avrei potuto esprimerlo meglio."stile storiella" non troppo in contrasto con la realta
Nel BJT, per convincere le cariche a lasciare l'emettitore e a raggiungere il collettore, si mettono delle cariche di segno opposto sulla base, che attirano le cariche dall'emettitore. Quando le cariche che hanno lasciato l'emettitore arrivano in base, vedono che nel collettore si sta meglio e continuano la loro corsa. Sfortunatamente le cariche di segno opposto messe in base vengono travolte dalla mandria di cariche partite dall'emettitore e bisogna ripristinarle, altrimenti il transistore si spegne. E` quini necessario fornire sempre altre cariche alla base, e quindi serve una corrente i base.
Nei transistori a effetto i campo, per preparare la strada fra source e drain, ci vogliono sempre delle cariche di segno opposto a quelle del source, ma questa volta le cariche sono diventate astute: al posto di mettersi in mezzo, facendosi travolgere, vengono messe sul gate, che e` "di lato" rispetto al passaggio delle cariche, e qualche volta sono anche isolate da dove passano le cariche da source a drain. In questo modo non vengono travolte e non si deve continuare a iniettare nuove cariche.
quando metti le cariche "di lato" hai sì il vantaggio di evitare che vengano travolte ma anche lo svantaggio che la loro azione è meno efficace, da qui la transconduttanza molto minore dei FET rispetto a quella dei transistor bipolari
La corrente "grande" circola fra C ed E (oppure fra D e S nei MOS)
Devi far conto come se in serie all'emettitore ci sia un diodo orientato con la punta uscente negli NPN e entrante nei PNP
e aggiungo da S a D per i MOS (spero che il concetto logico sia applicabile anche in questo caso, vero?)nei PNP invece va da E a C.
L'hai detta male, forse l'hai anche capita male.
Intanto va chiarito che ai fini del controllo della corrente che scorre tra C ed E quello che conta non è la tensione a cui è sottoposta la base ma la differenza di potenziale a cui è sottoposta la giunzione BE.
Tanto per intenderci: se la base si trova a 2V rispetto al riferimento del circuito e l'emettitore si trova a 1.4V sempre rispetto al riferimento del circuito, allora la tensione che sta agendo sul comando del transistor è di 0.6V (2V-1.4V=0.6V) con la base positiva rispetto all'emettitore, quindi, se è un NPN, in queste condizioni sta conducendo corrente tra C ed E perché grosso modo 0.6V è la soglia di conduzione (silicio).
Se la tensione della base fosse stata di 50V e quella di emettitore di 49.4V il transistor, per quanto riguarda il controllo, si sarebbe comportato identicamente, lui non è in grado di capire a che valore di tensione sono i suoi piedini ma è in grado di capire solo quanto vale la differenza di potenziale tra i suoi piedini.
Così, se la massima tensione tra C ed E sopportabile da un 2N2222 è di 30V puoi anche farlo lavorare con una tensione di 1000V al collettore, a patto che quella di emettitore non scenda mai sotto 970V.
Quindi un transistor inizia a condurre se la differenza di potenziale tra base ed emettitore, grosso modo, raggiunge 0.6V, negli NPN con la base positiva rispetto all'emettitore, nei PNP con la base negativa rispetto all'emettitore.
Non è come le resistenze, devi tener conto del diodo in serie all'emettitore che deve trovarsi orientato correttamente ed inoltre devi anche considerare che la tensione di controllo, quella che va applicata tra base ed emettitore, a seconda dei casi può trovarsi con il meno in comune al meno del circuito oppure no...e le cose possono complicarsi per comandarlo correttamente.
Aster ha scritto:una nuova domanda: se volessi amplificare un segnale in maniera non 0/1 ma intermedia posso comandare la tensione gate-source per i MOS (o emettitore-base per i BJT) tramite per esempio un impulso PWM (faccio il caso sono a corto di DAC) oppure il BJT/mosfet è così veloce che anche dal transistor uscirebbe un impulso PWM e non "omogeneo"?
Aster ha scritto:Mi potreste consigliare un qualche documento da cui studiarli? possibilmente un bel pdf online gratis, non ho problemi con l inglese però vista la complessità dell argomento credo sia meglio in italiano che lo domino sicuramente meglio![]()
anche se effettivamente non so esattamente cosa cambia![]()
Una nuova domanda: se volessi amplificare un segnale in maniera non 0/1 ma intermedia posso comandare la tensione gate-source per i MOS (o emettitore-base per i BJT) tramite per esempio un impulso PWM (faccio il caso sono a corto di DAC) oppure il BJT/mosfet è così veloce che anche dal transistor uscirebbe un impulso PWM e non "omogeneo"?
Aster ha scritto:BrunoValente ha scritto:L'hai detta male, forse l'hai anche capita male.
Intanto va chiarito che ai fini del controllo della corrente che scorre tra C ed E quello che conta non è la tensione a cui è sottoposta la base ma la differenza di potenziale a cui è sottoposta la giunzione BE.
Tanto per intenderci: se la base si trova a 2V rispetto al riferimento del circuito...
però questo purtroppo, se non ho frainteso, vale solo per i BJT, per i MOS vale un principio simile?


Aster ha scritto:DISCLAIMER: non sono uno studente di nessun tipo di ingegneria, sono semplicemnte un ragazzo appassionato di elettronica
Salve a tutti come potete leggere sopra sono semplicemente un curioso che fin ora si è concentrato più sulla parte software ("programmo" avr e stm32) e vorrei capirne di più di hardware senza scendere troppo nello specifico


Questo non vale solo per i BJT o i MOS ma vale per tutto.
Esistono due tipi di particelle che trasportano carica:


Aster ha scritto:...0.6V come ddp è un valore "sicuro" per eccitare il transistor o è meglio "stare un po' più larghi"?
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