La risposta l'ha data
richiurci al
post 8, mi pare.
Vediamo se riesco a dare una spiegazione discorsiva.
Vogliamo sapere se un oggetto, vincolato a effettuare solo certi movimenti (per esempio ruotare intorno a un asse orizzontale, o scorrere su una superficie non necessariamente piana, sempre senza attriti), inizialmente fermo, comincia a muoversi o no.
Se non si muove si dice che è in equilibrio.
Per saperlo immaginiamo di fargli fare spostamenti piccoli (meglio: infinitesimi, detti spostamenti virtuali) che rispettino i vincoli, e vediamo se in questi spostamenti infinitesimi l'oggetto compie un lavoro infinitesimo (cioè rilascia un'energia infinitesima).
Principio dei lavori virtuali:
Se rilascia energia (lavoro positivo) l'oggetto non è in equilibrio, quindi se lasciato a sè stesso tenderà a spostarsi.
Se la assorbe (cioè è necessario fornirgli energia per spostarlo) allora l'oggetto lasciato a sè stesso resterà fermo, in equilibrio.
Se non ricordo male il primo semplice esempio che ci facevano era quello di un cono pesante, appoggiato a un piano per il vertice.
Al minimo spostamento il cono compie un lavoro, quindi non è in equilibrio.
In caso di meccanismi più complessi non è intuitivo capirlo, e in quel caso il principio dei lavori virtuali permette di arrivare alla risposta.
Ma è roba che ho studiato trent'anni fa e sicuramente ho scritto varie sciocchezze.
