Buongiorno, sto acquistando una nuova abitazione, l'elettricista ha cablato un quadro in cui c'e' la distinzione tra FM e luci, e piu' precisamente:
- FM TAVERNA
- LUCE TAVERNA
- FM PT E P1
- LUCE PT E P1
poco prima della chiusura dell'impianto mi ha detto che in questo modo avrei potuto staccare le prese e lavorare su quelle, senza necessariamente staccare le luci di casa, il problema e' che (per fortuna) mi sono reso conto che anche staccando l'interruttore FM, due terzi delle prese cono comunque alimentate. Di fronte alla mia domanda mi ha detto che sotto forza motrice si attaccano solo quelle da 16A, mentre tutte quelle da 10A sono sotto LUCI.
Francamente a me sembra assurdo, praticamente sono in ogni caso obbligato a staccare tutto quanto se devo lavorare su un lampadario o su una presa qualsiasi, le normative cosa dicono? Un impianto puo' essere diviso in questo modo?
Grazie mille
Distinzione tra FM e LUCE nel quadro
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stiwy81 ha scritto:Un impianto puo' essere diviso in questo modo?
sì
l'unico appunto che mi sento di fare è che le indicazioni nel quadro o un eventuale schema allegato devono essere chiare
es: linea luci e prese 10A
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Non c'è nessun obbligo normativo di dover distinguere la luce dalla forza, il tuo installatore ha eseguito un impianto forza con prese da 16A ed un impianto cosidetto "luce" che comprende i punti luce e le prese 10A (chiamate anche prese luce).
Dal punto di vista normativo l'impianto va bene.
Dal punto di vista normativo l'impianto va bene.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Vorrei aggiungere che, a prescindere dall'osservanza della norma tecnica, la suddivisione in più circuiti ha sostanzialmente lo scopo di evitare che, in caso di guasto in uno dei circuiti, l'utente rimanga completamente senza disponibilità di corrente elettrica, e facilitare l'individuazione del punto in cui si è verificato il guasto.
Nel caso d'interventi tecnici su una presa oppure su un punto luce (operazioni piuttosto sporadiche e riservate a personale competente), è buona norma staccare l'intero impianto, senza fidarsi troppo delle etichette sui singoli interruttori.
La suddivisione in FM e punti luce, tanto cara ad alcuni installatori, deriva dagli impianti elettrici negli anni '60 (probabilmente anche prima, ma io non c'ero), quando negli impianti residenziali c'erano due contatori distinti, uno per l'illuminazione ed uno per le prese, e i consumi venivano conteggiati separatamente, con tariffe diverse.
L'usanza è poi rimasta, anche se ci sarebbe da chiedersi se tale suddivisione sia la migliore per quanto riguarda il comfort dell'utente.
Nel caso d'interventi tecnici su una presa oppure su un punto luce (operazioni piuttosto sporadiche e riservate a personale competente), è buona norma staccare l'intero impianto, senza fidarsi troppo delle etichette sui singoli interruttori.
La suddivisione in FM e punti luce, tanto cara ad alcuni installatori, deriva dagli impianti elettrici negli anni '60 (probabilmente anche prima, ma io non c'ero), quando negli impianti residenziali c'erano due contatori distinti, uno per l'illuminazione ed uno per le prese, e i consumi venivano conteggiati separatamente, con tariffe diverse.
L'usanza è poi rimasta, anche se ci sarebbe da chiedersi se tale suddivisione sia la migliore per quanto riguarda il comfort dell'utente.
Big fan of ⋮ƎlectroYou
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Certo che esistono!
Parecchie negli impianti residenziali non nuovi, meno presenti come articolo in vendita.
Tipicamente sono collocate là dove si presuppone l'utilizzo di carichi leggeri (es. prese nei pressi del comodino nelle stanze da letto).
Parecchie negli impianti residenziali non nuovi, meno presenti come articolo in vendita.
Tipicamente sono collocate là dove si presuppone l'utilizzo di carichi leggeri (es. prese nei pressi del comodino nelle stanze da letto).
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le 10A sono utili per le prese comandate destinate alle luci
e in larga parte per i punti in cui non si prevedano carichi "gravosi"
una volta le spine degli elettrodomestici erano commisurate al carico, oggi per scelte produttive si trovano anche televisori LCD con spina Schuko
con il lontano avvento delle bipasso 10/16A, il più delle volte si adottano queste indistintamente per comodità a discapito delle 10A
del resto nel 16 ci sta il 10
e in larga parte per i punti in cui non si prevedano carichi "gravosi"
una volta le spine degli elettrodomestici erano commisurate al carico, oggi per scelte produttive si trovano anche televisori LCD con spina Schuko
con il lontano avvento delle bipasso 10/16A, il più delle volte si adottano queste indistintamente per comodità a discapito delle 10A
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La mia domanda era provocatoria.
Io personalmente non vedo la benché minima ragione per installare una presa da 10A in un impianto nuovo.
Anzi una ragione la vedo, permettere il successivo uso di adattatori spesso non adeguati ai carichi che vengono collegati.
Oltretutto, in un impianto nuovo a mio avviso è fondamentale prevedere la maggioranza di prese di tipo shucko proprio perché in questo modo si evita il successivo uso degli adattatori.
Oltretutto, se io una spina da 10A la posso comodamente inserire in una presa bipasso 10\16A o in una presa shucko, perché prevedere prese da 10A?

Io personalmente non vedo la benché minima ragione per installare una presa da 10A in un impianto nuovo.
Anzi una ragione la vedo, permettere il successivo uso di adattatori spesso non adeguati ai carichi che vengono collegati.
Oltretutto, in un impianto nuovo a mio avviso è fondamentale prevedere la maggioranza di prese di tipo shucko proprio perché in questo modo si evita il successivo uso degli adattatori.
Oltretutto, se io una spina da 10A la posso comodamente inserire in una presa bipasso 10\16A o in una presa shucko, perché prevedere prese da 10A?

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Danielex ha scritto:Io personalmente non vedo la benché minima ragione per installare una presa da 10A in un impianto nuovo.
Danielex ha scritto:Anzi una ragione la vedo, permettere il successivo uso di adattatori spesso non adeguati ai carichi che vengono collegati.
e perché?
caso "A": interruttore 10A -> linea dimensionata per almeno 10A -> presa 10A
caso "B": interruttore 10A -> linea dimensionata per almeno 10A -> presa 10/16A
cosa cambia se nel caso "A" inserisci un adattatore "conforme"?
Danielex ha scritto:Oltretutto, in un impianto nuovo a mio avviso è fondamentale prevedere la maggioranza di prese di tipo shucko proprio perché in questo modo si evita il successivo uso degli adattatori.
Schuko e/o Unel
in realtà il mercato delle prese ad uso domestico è un gran casino, di fatto la tripolare italiana da 16A non la si trova (nella maggior parte dei casi) se non come elemento a se stante, per intestare prolunghe per lo più
di fatto ci troviamo pieni di spine Schuko e bipolari 10A
di contro, il master installato continua ad essere la 10/16A, non è raro vedere impianti di pochi anni con nemmeno una presa Unel o Schuko e nemmeno una 10A
il problema alla base?
oltre a quella commerciale c'è quella conservativa degli installatori e soprattutto quella economica
per chi preventiva a punti, l'installazione di Schuko o Unel, alza il costo del punto, alla fine molti si limitano a mettere le Schuko/Unel solo dove strettamente indispensabile (perché a priori si sa)
è un discorso di comodità, ma spesso tutti vogliono la botte piena e la moglie ubriaca
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Io personalmente non vedo la benché minima ragione per installare una presa da 10A in un impianto nuovo.
Proprio per il loro scarso uso negli ultimi tempi non è raro portane a casa quantitativi discreti con cifre modeste...
Forse non saranno pratiche, ma di certo non vietate. Per cui va benissimo anche così.
Per le prese shucko-10/16, queste sono comodissime, ma nel migliore dei casi costano il doppio delle altre.
Per curiosità che meriti ha la taverna per meritarsi una linea prese e luce a se, mentre il resto della casa è tutto assieme? A livello di comodità anche dividere PT e P1, oltre magari costituire una linea a se per i carichi gravosi, come per esempio le prese della cucina...
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