Rete elettrica italiana
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sebago,
mario_maggi
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Ciao ho saputo che la rete elettrica italiana è obsoleta, è vecchia di tantissimi anni infatti se ogni singola casa avesse i pannelli solari e ci fosse l'eolico ovunque molta dell'energia prodotta andrebbe persa. Quanto costerebbe rifare tutta la rete elettrica italiana?
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Le perdite credo siano al massimo intorno al 10%:
http://www.utilita.com/sala-stampa/news ... tml?page=6
quindi molto inferiori alle perdite di altre reti, come quella idrica.
Inoltre non so quanto si ridurrebbero "rifacendo" la rete, visto che le perdite Ohmiche non cambierebbero poi tanto.
Aspetto un parere da esperti, mai sentito che ci sia necessità di rifare la rete per le perdite, semmai viene regolarmente ampliata e potenziata per le nuove esigenze.
Ma..così a logica direi che la diffusione di energie rinnovabili con produzione distribuita sul territorio potrebbe RIDURRE tali perdite, perché l'energia verrebbe prodotta più vicino al punto di prelievo (se non addirittura in autoconsumo)
http://www.utilita.com/sala-stampa/news ... tml?page=6
quindi molto inferiori alle perdite di altre reti, come quella idrica.
Inoltre non so quanto si ridurrebbero "rifacendo" la rete, visto che le perdite Ohmiche non cambierebbero poi tanto.
Aspetto un parere da esperti, mai sentito che ci sia necessità di rifare la rete per le perdite, semmai viene regolarmente ampliata e potenziata per le nuove esigenze.
Ma..così a logica direi che la diffusione di energie rinnovabili con produzione distribuita sul territorio potrebbe RIDURRE tali perdite, perché l'energia verrebbe prodotta più vicino al punto di prelievo (se non addirittura in autoconsumo)
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Però la rete è stata pensata per lavorare unidirezionalmente. Cioé, dalla grande produzione verso le utenze. Un flusso di energia in direzione opposta può essere un problema.
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sicuramente, anche se io l'ho sempre visto non come un flusso contrario ma come una riduzione di richiesta a monte.
Forse mi sbaglio, ma un generatore eolico o FV deve "sincronizzarsi" con la tensione di rete con un inverter apposito. Qui si hanno sicuramente perdite ma non le definirei perdite di distribuzione, sono perdite che vanno a diminuire il rendimento del generatore (quindi il beneficio economico del proprietario).
Ma i generatori li vedo come generatori di tensione in parallelo, con flusso di energia invertito solo sulle linee terminali verso essi e non nei vari trasformatori di distribuzione.
Chiedo se invece ci siano casi in cui...non so come dirlo...si sia dovuto prevedere come dici tu Dante un "flusso contrario" anche nella vera e propria distribuzione e non solo nella linea terminale
Forse mi sbaglio, ma un generatore eolico o FV deve "sincronizzarsi" con la tensione di rete con un inverter apposito. Qui si hanno sicuramente perdite ma non le definirei perdite di distribuzione, sono perdite che vanno a diminuire il rendimento del generatore (quindi il beneficio economico del proprietario).
Ma i generatori li vedo come generatori di tensione in parallelo, con flusso di energia invertito solo sulle linee terminali verso essi e non nei vari trasformatori di distribuzione.
Chiedo se invece ci siano casi in cui...non so come dirlo...si sia dovuto prevedere come dici tu Dante un "flusso contrario" anche nella vera e propria distribuzione e non solo nella linea terminale
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Suppongo che oggigiorno ci siano impianti di produzione a media tensione, direttamente collegati alla rete di distribuzione.
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le reti di trasmissione e distribuzione in Italia non sono più vecchie rispetto a quelle degli altri paesi Europei; anzi forse quella Italiana è stata sviluppata in tempi più recenti.
E' opportuno fare qualche distinzione:
Le reti di trasmissione in alta ed altissima tensione (400kV e 230 kV) e quelle di sub-trasmissione (150 kV, 132 kV) sono da sempre state pensate per lavorare in maniera bidirezionali; storicamente in Italia la generazione, prevalentemente idroelettrica, veniva raccolta sul 132 kV e smistata attraverso reti di limitata estensione (regionale o zonale), spesso asincrone tra loro e con frequenze di lavoro diverse. Solo dopo la seconda guerra mondiale e con l'unificazione ENEL si è realizzata la sincronizzazione e la realizzazione di linee ad altissima tensione, per bilanciare gli apporti stagionali idroelettrici con la produzione termoelettrica.
Solo a partire dagli anni 60 e 70, con la crescita della taglia unitaria dei gruppi termoelettrici unificati, passati da 160 a 320 ed infine a 640 MW (per migliorarne il rendimento) il grosso della generazione si è concentrato sul 400 kV; ciò non toglie che una buona parte dell'idroelettrico ancora è connesso sul 132 o 150 kV.
Quindi nessun problema a livello concettuale od operativo a lavorare "al contrario": da quasi un secolo la rete di trasmissione già può farlo.
I problemi nascono a livello operativo, quando molte risorse rinnovabili vengono connesse alla rete in zone dove questa è poco robusta: il caso scuola tipico è quello dell'eolico nella zona tra Benevento e Foggia. Qui si sono dovute connettere parecchie centinaia di MW di impianti eolici alla rete a 150 kV, in attesa che venissero autorizzate le linee a 400 kV e le relative sottostazioni di interconnessione. All'epoca infatti chi proponeva in autorizzazione un impianto eolico non era tenuto a mandare parallelamente in autorizzazione le infrastrutture di connessione.
Quindi, in assenza di una rete di maggiore capienza è stato necessario per molti anni "tagliare" la produzione eolica in condizioni di elevata ventosità, per evitare il sovraccarico delle linee a 150 kV, che vuoto per pieno possono trasportare tra i 150 ed i 200 MVA di potenza.
Oggi il fenomeno è più limitato, ma in attesa che vengano autorizzate tutte le infrastrutture, ancora capita di dover tagliare la produzione eolica.
I problemi nascono più per le reti di distribuzione in media e bassa tensione, dove in effetti la risalita della potenza attiva può portare problemi di gestione delle tensioni. Qui al contrario che nella rete di trasmissione il problema non è tanto di "capienza" ma di modalità di gestione.
Se si dovessero produrre tutto il fabbisogno italiano (circa 300 TWh) mediante fonti rinnovabili, sicuramente la rete di trasmissione non sarebbe minimamente adeguata. Più che dell'energia persa il problema sarebbe quella che non si riesce a fornire al carico, ossia chi rimane al buio.
DanteCpp ha scritto:Però la rete è stata pensata per lavorare unidirezionalmente. Cioé, dalla grande produzione verso le utenze. Un flusso di energia in direzione opposta può essere un problema.
E' opportuno fare qualche distinzione:
Le reti di trasmissione in alta ed altissima tensione (400kV e 230 kV) e quelle di sub-trasmissione (150 kV, 132 kV) sono da sempre state pensate per lavorare in maniera bidirezionali; storicamente in Italia la generazione, prevalentemente idroelettrica, veniva raccolta sul 132 kV e smistata attraverso reti di limitata estensione (regionale o zonale), spesso asincrone tra loro e con frequenze di lavoro diverse. Solo dopo la seconda guerra mondiale e con l'unificazione ENEL si è realizzata la sincronizzazione e la realizzazione di linee ad altissima tensione, per bilanciare gli apporti stagionali idroelettrici con la produzione termoelettrica.
Solo a partire dagli anni 60 e 70, con la crescita della taglia unitaria dei gruppi termoelettrici unificati, passati da 160 a 320 ed infine a 640 MW (per migliorarne il rendimento) il grosso della generazione si è concentrato sul 400 kV; ciò non toglie che una buona parte dell'idroelettrico ancora è connesso sul 132 o 150 kV.
Quindi nessun problema a livello concettuale od operativo a lavorare "al contrario": da quasi un secolo la rete di trasmissione già può farlo.
I problemi nascono a livello operativo, quando molte risorse rinnovabili vengono connesse alla rete in zone dove questa è poco robusta: il caso scuola tipico è quello dell'eolico nella zona tra Benevento e Foggia. Qui si sono dovute connettere parecchie centinaia di MW di impianti eolici alla rete a 150 kV, in attesa che venissero autorizzate le linee a 400 kV e le relative sottostazioni di interconnessione. All'epoca infatti chi proponeva in autorizzazione un impianto eolico non era tenuto a mandare parallelamente in autorizzazione le infrastrutture di connessione.
Quindi, in assenza di una rete di maggiore capienza è stato necessario per molti anni "tagliare" la produzione eolica in condizioni di elevata ventosità, per evitare il sovraccarico delle linee a 150 kV, che vuoto per pieno possono trasportare tra i 150 ed i 200 MVA di potenza.
Oggi il fenomeno è più limitato, ma in attesa che vengano autorizzate tutte le infrastrutture, ancora capita di dover tagliare la produzione eolica.
I problemi nascono più per le reti di distribuzione in media e bassa tensione, dove in effetti la risalita della potenza attiva può portare problemi di gestione delle tensioni. Qui al contrario che nella rete di trasmissione il problema non è tanto di "capienza" ma di modalità di gestione.
Estack ha scritto:se ogni singola casa avesse i pannelli solari e ci fosse l'eolico ovunque molta dell'energia prodotta andrebbe persa
Se si dovessero produrre tutto il fabbisogno italiano (circa 300 TWh) mediante fonti rinnovabili, sicuramente la rete di trasmissione non sarebbe minimamente adeguata. Più che dell'energia persa il problema sarebbe quella che non si riesce a fornire al carico, ossia chi rimane al buio.
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Con forte vento sono ferme per limiti meccanici, oltre un certo vento non conviene produrre perché si riduce la vita delle macchine.
Quello che dice fpalore è che gli aerogeneratori vanno in limitazione di potenza, non possono sfruttare tutta la potenze del vento perché altrimenti saturerebbero la linea. Considera che se c'è vento di solito è in una zona ampia per cui tutti gli impianti della zona che sono connessi alla stessa linea andrebbero alla potenza massima, risultato è necessario imporre delle limitazioni sulle potenze immissibili.
Quello che dice fpalore è che gli aerogeneratori vanno in limitazione di potenza, non possono sfruttare tutta la potenze del vento perché altrimenti saturerebbero la linea. Considera che se c'è vento di solito è in una zona ampia per cui tutti gli impianti della zona che sono connessi alla stessa linea andrebbero alla potenza massima, risultato è necessario imporre delle limitazioni sulle potenze immissibili.
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blusol
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Si si, ovviamente io mi riferivo alla rete di distribuzione. Le arterie di trasmissione sono le più 'capienti'...
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