Salve a tutti,
non mi è molto chiaro il concetto di d.d.p. nulla e intensità qualsiasi.
Tenendo presente che la differenza di potenziale è il lavoro speso per portare una carica da un punto A ad un punto B, in un corto circuito, qualsiasi punto del filo è allo stesso potenziale quindi non è presente questa differenza.
Se il lavoro è nullo verrebbe da pensare che non c'è alcuna carica da trasportare ma in realtà il lavoro è nullo in quanto la carica, uscita (per esempio) dal polo positivo rientra nel polo negativo e quindi ritorna al punto di partenza (quindi percorso chiuso).
Per questo l'intensità non è necessariamente nulla.
Queste considerazioni sono giuste??
Grazie.
tensione Nullo, Intensità Corrente Qualsiasi
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IsidoroKZ
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Sarebbero giuste se riuscissi a capire che cosa vuoi dire
Mi sembra che stia pensando a un cortocircuito ideale in parallelo a una sorgente di tensione ideale pure lei.
Questa situazione non puo` esistere, viola le "regole del gioco" che dicono che non ha senso pensare al parallelo di due generatori di tensione diversi. Dovresti considerare anche un carico, e il cortocircuito e` formato solo dai due conduttori che vanno dalla sorgente di tensione al carico.
Questa situazione non puo` esistere, viola le "regole del gioco" che dicono che non ha senso pensare al parallelo di due generatori di tensione diversi. Dovresti considerare anche un carico, e il cortocircuito e` formato solo dai due conduttori che vanno dalla sorgente di tensione al carico.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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La mia è una osservazione generale e non ho mai scritto di due generatori diversi in parallelo. Il cortocircuito esiste ovviamente e vorrei capire il senso fisico della tensione ed il perché la corrente può essere qualsiasi. Corrente e tensione sono due grandezze differenti, me ne rendo conto, ma sono comunque collegate. La tensione è il "motore" degli elettroni. No?
Mi riferisco semplicemente ad una batteria ed un percorso chiuso che collega il polo positivo con il polo negativo.
ANche nella realtà se si prede una batteria e si effettua il cortocircuito con un filo metyallico questo si scalda prova del fatto che passa corrente elevata.
Nonostante ciò la tensione è nulla. Ma allora chi ha spostato gli elettroni.
Faccio confusione su questo..
Mi riferisco semplicemente ad una batteria ed un percorso chiuso che collega il polo positivo con il polo negativo.
ANche nella realtà se si prede una batteria e si effettua il cortocircuito con un filo metyallico questo si scalda prova del fatto che passa corrente elevata.
Nonostante ciò la tensione è nulla. Ma allora chi ha spostato gli elettroni.
Faccio confusione su questo..
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davicos ha scritto:Se il lavoro è nullo verrebbe da pensare che non c'è alcuna carica da trasportare ma in realtà il lavoro è nullo [..]
Per questo l'intensità non è necessariamente nulla.
Queste considerazioni sono giuste??
Bisognerebbe riuscire a capire cosa vuoi dire.
Se il lavoro è nullo significa che la carica si sposta senza che ci sia una forza elettrica che la sposti. Non significa che non esiste la carica ma che il campo elettrico è nullo: la forza elettrica è il prodotto del campo elettrico per la carica. Il campo elettrico è il rapporto tra la differenza di potenziale tra due punti e la distanza tra gli stessi. Differenza di potenziale nulla, campo elettrico nullo. Le cariche che arrivano in quella zona conservano la loro energia perché in quella zona non c'è nulla che ostacoli il loro movimento.
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Credo di aver compreso quale sia il dubbio di
davicos e non mi pare sia necessario scomodare il cortocircuito che complica le cose: in qualsiasi circuito dove il carico è collegato al generatore attraverso dei conduttori ideali (resistenza nulla) ci si potrebbe chiedere perché le cariche scorrono nei conduttori visto che ai capi di essi (tra il punto di entrata e quello di uscita delle cariche) non vi è alcuna differenza di potenziale.
Credo si possa rispondere come segue.
Nei cavi di collegamento non ideali, aventi cioè una certo valore di resistenza non nullo, si stabilisce una differenza di potenziale ai loro capi ed è proprio quella differenza di potenziale che insieme al valore della resistenza, determina l'ammontare della corrente che vi scorre attraverso (legge i Ohm applicata alla resistenza del cavo).
Il valore della corrente elettrica che scorre in un cavo di collegamento quindi non dipende solo dalla differenza di potenziale ai suoi capi ma dipende dal rapporto tra quella differenza di potenziale e la resistenza del cavo.
Il concetto però possiamo estenderlo anche al caso ideale di resistenza nulla (nemmeno tanto ideale visto che esistono i superconduttori): immaginiamo di ridurre gradualmente il valore della resistenza del cavo e di osservare cosa accade alla tensione ai suoi capi e alla corrente che lo attraversa.
Mentre la resistenza si riduce il valore della corrente che lo attraversa non varia (varia poco) perché esso dipende in massima parte dal valore della resistenza del carico che è molto maggiore di quello della resistenza del cavo e da quello della tensione del generatore che non cambiano.
Se mentre il valore della resistenza del cavo si riduce quello della corrente resta invariato allora vuol dire che il valore della tensione ai capi del cavo si deve ridurre anch'esso mantenendo invariato il rapporto con quello della resistenza (legge di Ohm) e al limite, quando quello della resistenza sarà arrivato a zero, anche quello della tensione sarà diventato pari a zero ma quello della corrente non sarà variato.
Vuol dire che il rapporto tra valori nulli di tensione e resistenza, essendo indeterminato, può dar luogo ad un risultato non nullo che è quello del valore della corrente che scorre nel cavo.
Credo si possa rispondere come segue.
Nei cavi di collegamento non ideali, aventi cioè una certo valore di resistenza non nullo, si stabilisce una differenza di potenziale ai loro capi ed è proprio quella differenza di potenziale che insieme al valore della resistenza, determina l'ammontare della corrente che vi scorre attraverso (legge i Ohm applicata alla resistenza del cavo).
Il valore della corrente elettrica che scorre in un cavo di collegamento quindi non dipende solo dalla differenza di potenziale ai suoi capi ma dipende dal rapporto tra quella differenza di potenziale e la resistenza del cavo.
Il concetto però possiamo estenderlo anche al caso ideale di resistenza nulla (nemmeno tanto ideale visto che esistono i superconduttori): immaginiamo di ridurre gradualmente il valore della resistenza del cavo e di osservare cosa accade alla tensione ai suoi capi e alla corrente che lo attraversa.
Mentre la resistenza si riduce il valore della corrente che lo attraversa non varia (varia poco) perché esso dipende in massima parte dal valore della resistenza del carico che è molto maggiore di quello della resistenza del cavo e da quello della tensione del generatore che non cambiano.
Se mentre il valore della resistenza del cavo si riduce quello della corrente resta invariato allora vuol dire che il valore della tensione ai capi del cavo si deve ridurre anch'esso mantenendo invariato il rapporto con quello della resistenza (legge di Ohm) e al limite, quando quello della resistenza sarà arrivato a zero, anche quello della tensione sarà diventato pari a zero ma quello della corrente non sarà variato.
Vuol dire che il rapporto tra valori nulli di tensione e resistenza, essendo indeterminato, può dar luogo ad un risultato non nullo che è quello del valore della corrente che scorre nel cavo.
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BrunoValente
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Mi pare si possa spiegare anche in quest'altro modo.
Non è vero che per far muovere le cariche occorra per forza una differenza di potenziale, la differenza di potenziale occorre solo quando si vuole accelerarle o quando si vuole farle muovere a velocità costante in un mezzo che offre "attrito" (resistenza) in maniera simile a quanto avviene per le masse.
Perciò nel caso di conduttori a resistenza nulla (che non offrono "attrito") le cariche che entrano si muovono liberamente al loro interno senza aver bisogno di una differenza di potenziale e mantengono invariata la velocità che era stata conferita loro prima di entrare.
In definitiva, come è ovvio, non occorre spendere energia per far muovere le cariche all'interno di un conduttore perfetto, quindi non è necessaria una differenza di potenziale.
Non è vero che per far muovere le cariche occorra per forza una differenza di potenziale, la differenza di potenziale occorre solo quando si vuole accelerarle o quando si vuole farle muovere a velocità costante in un mezzo che offre "attrito" (resistenza) in maniera simile a quanto avviene per le masse.
Perciò nel caso di conduttori a resistenza nulla (che non offrono "attrito") le cariche che entrano si muovono liberamente al loro interno senza aver bisogno di una differenza di potenziale e mantengono invariata la velocità che era stata conferita loro prima di entrare.
In definitiva, come è ovvio, non occorre spendere energia per far muovere le cariche all'interno di un conduttore perfetto, quindi non è necessaria una differenza di potenziale.
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BrunoValente
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