Buongiorno,
scusate ma sto studiando elettrotecnica da autodidatta, vengo da un buco scolastico di 10 anni, per cui se so fare cose elementari (addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni) è già tanto.
Ovviamente da anni che non tocco un libro fatico a capire certe cose nonostante le rilegga più volte
I problemi che ho sono...
1) gli elettroni sono cariche negative.. Perché se si disegnano i circuiti (ideali) spiegano che le cariche passano dal polo positivo di un generatore a quello negativo? Cioè.. le cariche negative non dovrebbero passare da quello negativo perché attratte dall'altro dai protoni che si trovano nell'altro polo?
2) Io so che una resistenza è data dal rapporto tra tensione e corrente.. Ma cosa rappresenta una resistenza?
Cioè io trovo la resistenza dal rapporto V/I, dove V=100 I= 50 e so che ad esempio è due Ohm. Due Ohm cosa mi indicano? Che preso per ogni Ampere in media ci sono due volt? Altra cosa..
Io leggo sul libro che il movimento delle cariche avviene mediante differenza di potenziale, probabilmente sbaglierò.. ma se c'è una caduta vuol dire che rispetto all'inizio.. c'è qualcosa che lo rallenta. Inizialmente avevo pensato che potesse essere una resistenza che ostruirebbe il libero passaggio di cariche.. Però la legge di Ohm mi dice che la resistenza è una costante, e che all'aumentare di tensione aumenta anche la corrente. Quindi cos'è che provoca un abbassamento di tensione atta a giustificare la differenza di potenziale? La resistenza cosa fa? Abbassa corrente, tensione.... Entrambe.. Scusate la confusione ma non trovo risposta a queste domande perché molti documenti, un pdf e il libro che ho a casa non sono riuscite a togliermi questo dubbio.. Parlano di cose in modo meccanico e scontato..
Non capito: resistenza, caduta di tensione e verso elettroni
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Su che testo stai studiando?
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Provo a dare una risposta io a qualcuno dei tuoi dubbi; altri eventualmente correggeranno.
Questo è un dubbio che ho avuto anch'io per anni finché non sono venuto a conoscenza del fatto che l'elettrolisi, come processo industriale, è nata prima della scoperta degli elettroni e del loro essere cariche elettriche negative. I processi elettrolitici e le loro applicazioni furono scoperti e inventati a metà dell'ottocento mentre gli elettroni furono scoperti verso la fine di quel secolo. Maggiori dettagli per capire un po' meglio la situazione li trovi qui.
Una resistenza rappresenta una forma di attrito nei conduttori elettrici che, per essere superato dagli elettroni, occorre dare loro energia che, al momento in cui viene spesa, si manifesta appunto come una caduta di tensione (cioè, essendo gli elettroni cariche di valore fisso -
- come una perdita di energia come avviene nel superamento di qualsiasi forma di attrito).
Puoi vederla più chiaramente in questo modo: se vuoi che attraverso una resistenza da 2 ohm scorra un ampere, DEVI applicargli ai suoi estremi una tensione di 2 volt, altrimenti potrà scorrervi solo una corrente minore o maggiore (proporzionale comunque alla tensione che applichi),
Ostacola il flusso della corrente, limitandola a un valore proporzionale alla tensione applicata. La resistenza è una proprietà fisica dei conduttori di elettricità che descrive la loro abilità (o inabilità) a limitare la corrente che vi scorre una volta applicata una tensione ai loro estremi. Un concetto complementare, utilissimo a capire la situazione, è quello di CONDUTTANZA (che è semplicemente l'inverso della resistenza) che indica quanta corrente può condurre un materiale quando sottoposto a una data tensione. Conduttanza e resistenza sono due modi di quantificare lo stesso fenomeno fisico.
1) gli elettroni sono cariche negative.. Perché se si disegnano i circuiti (ideali) spiegano che le cariche passano dal polo positivo di un generatore a quello negativo? Cioè.. le cariche negative non dovrebbero passare da quello negativo perché attratte dall'altro dai protoni che si trovano nell'altro polo?
Questo è un dubbio che ho avuto anch'io per anni finché non sono venuto a conoscenza del fatto che l'elettrolisi, come processo industriale, è nata prima della scoperta degli elettroni e del loro essere cariche elettriche negative. I processi elettrolitici e le loro applicazioni furono scoperti e inventati a metà dell'ottocento mentre gli elettroni furono scoperti verso la fine di quel secolo. Maggiori dettagli per capire un po' meglio la situazione li trovi qui.
2) Io so che una resistenza è data dal rapporto tra tensione e corrente.. Ma cosa rappresenta una resistenza?
Una resistenza rappresenta una forma di attrito nei conduttori elettrici che, per essere superato dagli elettroni, occorre dare loro energia che, al momento in cui viene spesa, si manifesta appunto come una caduta di tensione (cioè, essendo gli elettroni cariche di valore fisso -
- come una perdita di energia come avviene nel superamento di qualsiasi forma di attrito).Due ohm cosa mi indicano? Che preso per ogni Ampere in media ci sono due volt [di caduta]?
Puoi vederla più chiaramente in questo modo: se vuoi che attraverso una resistenza da 2 ohm scorra un ampere, DEVI applicargli ai suoi estremi una tensione di 2 volt, altrimenti potrà scorrervi solo una corrente minore o maggiore (proporzionale comunque alla tensione che applichi),
Quindi cos'è che provoca un abbassamento di tensione atta a giustificare la differenza di potenziale? La resistenza cosa fa?
Ostacola il flusso della corrente, limitandola a un valore proporzionale alla tensione applicata. La resistenza è una proprietà fisica dei conduttori di elettricità che descrive la loro abilità (o inabilità) a limitare la corrente che vi scorre una volta applicata una tensione ai loro estremi. Un concetto complementare, utilissimo a capire la situazione, è quello di CONDUTTANZA (che è semplicemente l'inverso della resistenza) che indica quanta corrente può condurre un materiale quando sottoposto a una data tensione. Conduttanza e resistenza sono due modi di quantificare lo stesso fenomeno fisico.
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Se studi elettrotecnica puoi dimenticarti degli elettroni: semplicemente non esistono. La corrente in un circuito scende dal positivo al negativo e ci pensa la sorgente di forza elettromotrice a spingerla. Gli elettroni in tutta l'elettrotecnica non servono.
Rientreranno in gioco se vorrai capire come funzionano "dentro" i componenti attivi, ma anche solo per usare transistori o diodi, puoi fare a meno degli elettroni.
Rientreranno in gioco se vorrai capire come funzionano "dentro" i componenti attivi, ma anche solo per usare transistori o diodi, puoi fare a meno degli elettroni.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Grazie, forse dimostrerò di non aver capito ancora una volta..
Ma per il discorso della resistenza non abbassa anche la V? Io sul mio libro c'ho scritto che "la tensione tra due punti è il rapporto tra l'energia fornita alla carica durante il movimento e la carica stessa" quindi V=W/deltaQ.
Se abbasso il numero di cariche al secondo per la resistenza che ostruisce, non è dovuto anche alla perdita di energia che avviene all'interno della resistenza? cioè.. credevo che passassero meno cariche al secondo in quanto rallentate(diminuizione di energia)
Comunque sia mi sa che studierò anche dai link forniti dall'utente in alto in alto.
Ma per il discorso della resistenza non abbassa anche la V? Io sul mio libro c'ho scritto che "la tensione tra due punti è il rapporto tra l'energia fornita alla carica durante il movimento e la carica stessa" quindi V=W/deltaQ.
Se abbasso il numero di cariche al secondo per la resistenza che ostruisce, non è dovuto anche alla perdita di energia che avviene all'interno della resistenza? cioè.. credevo che passassero meno cariche al secondo in quanto rallentate(diminuizione di energia)
Comunque sia mi sa che studierò anche dai link forniti dall'utente in alto in alto.
Ultima modifica di
IlGuru il 9 nov 2017, 20:42, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Rimossa citazione inutile
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ciccons ha scritto:Su che testo stai studiando?
Prova a fugare i tuoi dubbi con gli ottimi articoli presenti in questo sito :
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Ciao, il testo che sto studiando si intitola corso di elettronica ed elettrotecnica(per il terzo anno) si trova anche il pdf completo su Internet
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harimau08 ha scritto:Piercarlo ha scritto:Provo a dare una risposta io a qualcuno dei tuoi dubbi (...)
Grazie, forse dimostrerò di non aver capito ancora una volta..
Ma per il discorso della resistenza non abbassa anche la V? Io sul mio libro c'ho scritto che "la tensione tra due punti è il rapporto tra l'energia fornita alla carica durante il movimento e la carica stessa" quindi V=W/deltaQ.
Se abbasso il numero di cariche al secondo per la resistenza che ostruisce, non è dovuto anche alla perdita di energia che avviene all'interno della resistenza?
La corrente in una resistenza (o in una catena di resistenze in serie) viene fissata univocamente dalla tensione che applichi all'intera resistenza (o all'intera catena di resistenze). Quel che cambia è la tensione che, da un estremo all'altro della resistenza, si "consuma" lungo la resistenza stessa (che ovviamente assume un valore diverso se misurata in punti diversi dai suoi estremi; una resistenza non va pensata come un corpo unico ma piuttosto come la somma di tante resistenze frazionarie la cui somma totale equivale appunto a una resistenza totale che, in base alla tensione applicata agli estremi della serie, definisce PER L'INTERA SERIE UNA SOLA E UNICA CORRENTE che percorre INALTERATA tutti i singoli resistori che compongono la serie).
È più chiaro ora?
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