Buonasera a tutti, mi trovo in una situazione che non mi è mai capitata, provo a spiegare.....ho un cliente che mi ha richiesto di redigere una dichiarazione relativa ad una palazzina ad un piano dove i lavori sono iniziati nel 2013, l'impianto elettrico è stato realizzato da un amico che realizza impianti elettrici navali...ma non ha la firma per la dichiarazione, rimarrebbe da fare un controllo dell'impianto realizzato e realizzare l'impianto di terra con dispersore perché mancante, diciamo che i lavori si sono interrotti per separazione della coppia.
Quindi la DIRI non la posso fare perché realizzato dopo il 2008, cosa potrei fare? potrei fare la DICO per manutenzione pur non avendo realizzato l'impianto e specificando che l'impianto era esistente e realizzato l'impianto di terra con dispersore?
logicamente farei i controlli a vista e strumentali per la verifica del funzionamento.
Grazie Guido
Quesito DICO
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[2] Re: Quesito DICO
GuidoG ha scritto:realizza impianti elettrici navali...ma non ha la firma per la dichiarazione,
Diciamo che o il committente si è inchiappettato da solo, affidato i lavori a chi non poteva rilasciare dico o la persona che ha fatto l'impianto ha dichiarato il falso.
GuidoG ha scritto:cosa potrei fare?
Di legale secondo me nulla.
Puoi fare la tua ddc dell'impianto di terra.
Se l'impianto elettrico è ad obbligo di progetto, potresti farti fare il famoso progetto di adeguamento con verifiche ecc..da un professionista abilitato (che non ha fondamento normativa ma è riconosciuto dalla comunità) e tu rilasci la ddc per le modifiche fatte. Ma ovviamente rimane scoperto da ddc la parte di impianto esistente
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arabino1983
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[3] Re: Quesito DICO
arabino1983 ha scritto:Di legale secondo me nulla.
Secondo me una via di uscita corretta è quella di rilasciare la dichiarazione di conformità come se avesse installato lui l'intero impianto.
Deve dichiarare che ha trovato già posato da altri gran parte dell'impianto e, invece che smantellare e buttare tutto in discarica, oppure smontare e recuperare reinstallando il tutto, ha fatto le opportune e necessarie verifiche e si assume la paternità dell'impianto.
Non c'entra nulla con il quesito ma a proposito di dichiarazioni di conformità segnalo questa guida
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[4] Re: Quesito DICO
Goofy ha scritto:
Non c'entra nulla con il quesito ma a proposito di dichiarazioni di conformità segnalo questa guida
Riporto quanto letto sul link della guida. :"in caso di subappalto, la dichiarazione di conformità viene rilasciata dalla ditta che ha realizzato il lavoro e non da quella che lo ha acquisito. Nella dichiarazione di conformità verrà indicato come “committente” la ditta che ha acquisito il lavoro e come “proprietario” il cliente finale (a meno che ovviamente il cliente finale non sia un affittuario)"
Nel caso non remoto che si abbia ditta elettrica in subappalto e il committente è in affitto nei locali in questione, in teoria il nominativo del committente principale non esce mai fuori. Spiego meglio: proprietario dei locali P,
Committente di tutti i lavori A, appartatore B, ditta elettrica in subappalto C. C deve fare la ddc a B inserendo B come committente e P come proprietario. A non risulta mai. Caso classico dei negozi nei centri commerciali.
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arabino1983
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[5] Re: Quesito DICO
I lavori sono stati realizzati da ditta priva dei requisiti pertanto, ai fini prettamente legali, è come se non esistessero, infatti il DM 37/08 prevede l'annullamento del contratto in situazioni del genere.
Di conseguenza i lavori vanno eseguiti da capo da parte della dita qualificata che valuterà a propria discrezione cosa recuperare e cosa rifare e al termine dei lavori rilascerà la DICO e relativi allegati obbligatori assumendosi la totale responsabilità.
Nel caso di obbligo di progetto ai sensi art. 5 comma 2 (il progetto è in ogni caso obbligatorio, ma nei casi in cui non si rientra nel comma 2 lo redige il RT della ditta installatrice) sarà il professionista a fare le valutazioni delle parti di impianto recuperabili a seguito di una verifica e di un rilievo dello stato di fatto e le riporterà nel progetto.
Di conseguenza i lavori vanno eseguiti da capo da parte della dita qualificata che valuterà a propria discrezione cosa recuperare e cosa rifare e al termine dei lavori rilascerà la DICO e relativi allegati obbligatori assumendosi la totale responsabilità.
Nel caso di obbligo di progetto ai sensi art. 5 comma 2 (il progetto è in ogni caso obbligatorio, ma nei casi in cui non si rientra nel comma 2 lo redige il RT della ditta installatrice) sarà il professionista a fare le valutazioni delle parti di impianto recuperabili a seguito di una verifica e di un rilievo dello stato di fatto e le riporterà nel progetto.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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[7] Re: Quesito DICO
Purtroppo in questi ultimi anni ho dovuto affrontare un paio di situazioni simili soprattutto in caso di fallimenti e morte dell'installatore, la soluzione dal punto di vista legislativo non c'è, ho affrontato il problema andando a valutare dal punto di vista tecnico e normativo l'impianto eseguito dopodiché ho elaborato una relazione tecnica sugli interventi da eseguire, è stato incaricato un installatore qualificato a portare a termine questi lavori ed alla fine di tutto ho rilasciato una dichiarazione di corretta posa a regola d'arte In base alla legge 186/68 e l'elettricista ha prodotto la dichiarazione di conformità dei lavori da adeguare.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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