Buonasera vi allego foto fatta ad un interruttore di manovra sezionatore che alimenta un contatore(in allegato) di un negozio dove dovrà nascere un laboratorio di pasticceria. Il cliente mi dice che nella zona non c'è trifase 400V ma trifase 230V. A voi cosa sembra?
Grazie dell'interesse, saluti
Interruttore sezionatore di manovra Acea
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Ok. Nel caso di distribuzione trifase a 400V quale valore avrebbe tra fase e neutro e stessa cosa nel caso 230V trifase?
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623fabrizio
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La zona è San Basilio un quartiere nella zona Nord di Roma.
Comunque mi fa riflettere il fatto che il contatore interno al negozio è del tipo trifase a 400V.
Comunque mi fa riflettere il fatto che il contatore interno al negozio è del tipo trifase a 400V.
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623fabrizio
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Salve 623fabrizio,
in diverse zone della periferia di Roma la tensione di alimentazione delle utenze BT di ACEA è ancora di 230 V tra fase e fase, ossia 130 V tra fase è terra.
In buona parte delle zone più centrali è stato completato il passaggio al 400 / 230 V, ma in periferia ci sono tante "sacche" alimentate ancora a 230 / 130 V.
Del resto ACEA è anche impegnata nel passaggio da 8.4 kV a 20 kV sulla rete di distribuzione MT. Spesso quando si rinnova una cabina secondaria si coglie l'occasione per cambiare anche il trasformatore MT/BT da 8.4/0.23 kV con uno a 20 /0.4 kV.
Non ho esperienze dirette in zona S.Basilio, quindi non ti so dare una risposta sicura. Del resto anche nello stesso quartiere ci possono essere delle zone alimentate da cabine MT/BT nuove (a 400/230 V) e zone ancora alimentate a 230/130 V.
Ovviamente i contatori hanno tutti, indipendentemente dalla tensione di esercizio, un interruttore adatto al 400 V, quindi non è possibile discriminare da questo la tensione di esercizio. Ti basta però fare una misura con un voltmetro per averne la certezza!
in diverse zone della periferia di Roma la tensione di alimentazione delle utenze BT di ACEA è ancora di 230 V tra fase e fase, ossia 130 V tra fase è terra.
In buona parte delle zone più centrali è stato completato il passaggio al 400 / 230 V, ma in periferia ci sono tante "sacche" alimentate ancora a 230 / 130 V.
Del resto ACEA è anche impegnata nel passaggio da 8.4 kV a 20 kV sulla rete di distribuzione MT. Spesso quando si rinnova una cabina secondaria si coglie l'occasione per cambiare anche il trasformatore MT/BT da 8.4/0.23 kV con uno a 20 /0.4 kV.
Non ho esperienze dirette in zona S.Basilio, quindi non ti so dare una risposta sicura. Del resto anche nello stesso quartiere ci possono essere delle zone alimentate da cabine MT/BT nuove (a 400/230 V) e zone ancora alimentate a 230/130 V.
Ovviamente i contatori hanno tutti, indipendentemente dalla tensione di esercizio, un interruttore adatto al 400 V, quindi non è possibile discriminare da questo la tensione di esercizio. Ti basta però fare una misura con un voltmetro per averne la certezza!
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Ok ok grazie mille della delucidazione. Questo valore di tensione quelli problemi creerebbe ai macchinari? Per esempio a un carico puramente resistivo che richiede alimentazione a 380 V 3F+N?? Avrò bisogno di un trasformatore 230V triangolo a 380 V a stella?
Saluti
Saluti
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623fabrizio
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Ok grazie.
Avrei individuato questo autotrasformatore che inserisco in allegato (AT3 10-22/23-4) supponendo di avere in ingresso la tensione trifase 230V (presto andrò a misurare). Mi sapete dire se sono sulla strada giusta?
Grazie come al solito.
Avrei individuato questo autotrasformatore che inserisco in allegato (AT3 10-22/23-4) supponendo di avere in ingresso la tensione trifase 230V (presto andrò a misurare). Mi sapete dire se sono sulla strada giusta?
Grazie come al solito.
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AT3 10-22_23-4.pdf- (147.39 KiB) Scaricato 257 volte
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623fabrizio
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fpalone ha scritto:Salve 623fabrizio,
in diverse zone della periferia di Roma la tensione di alimentazione delle utenze BT di ACEA è ancora di 230 V tra fase e fase, ossia 130 V tra fase è terra.
In buona parte delle zone più centrali è stato completato il passaggio al 400 / 230 V, ma in periferia ci sono tante "sacche" alimentate ancora a 230 / 130 V.
Del resto ACEA è anche impegnata nel passaggio da 8.4 kV a 20 kV sulla rete di distribuzione MT. Spesso quando si rinnova una cabina secondaria si coglie l'occasione per cambiare anche il trasformatore MT/BT da 8.4/0.23 kV con uno a 20 /0.4 kV.
Non ho esperienze dirette in zona S.Basilio, quindi non ti so dare una risposta sicura. Del resto anche nello stesso quartiere ci possono essere delle zone alimentate da cabine MT/BT nuove (a 400/230 V) e zone ancora alimentate a 230/130 V.
Ovviamente i contatori hanno tutti, indipendentemente dalla tensione di esercizio, un interruttore adatto al 400 V, quindi non è possibile discriminare da questo la tensione di esercizio. Ti basta però fare una misura con un voltmetro per averne la certezza!
Ok Grazie fpalone.
Dalla foto che ho allegato vedo tre fasi e il cavo di neutro. Che tu sappia ACEA porta una 230V trifase con relativo cavo di neutro all'utenza?
Scusa il disturbo ma questa situazione mi è del tutto nuova.
Ciao
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623fabrizio
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Non avevo mai visto distribuito il neutro nel caso di alimentazione a 230 V trifase. Hai avuto modo di fare, come già suggeritoti in [2] quella semplicissima misura (ma dovrebbe anche essere scritto sul contratto di fornitura) per confermare se la tensione tra fasi è 230 o 400 V?
Ipotizziamo che anche il neutro ti venga distribuito e che la tensione di rete sia 230 V tra fase e fase. Con queste ipotesi puoi:
1)usare un banalissimo autotrasformatore 400/230 V con collegamento YNa. Non ti devi preoccupare di cambiare lo stato del neutro dell'impianto di utente
2)puoi usare un trasformatore 400/230 V, con connessione YNyn oppure YNd. A questo punto dovrai decidere quale sia lo stato del neutro nell'impianto di utente, realizzando un sistema TN-S, IT, TT...
Ti consiglio vivamente di scegliere un autotrasformatore (od un trasformatore) resistente al corto circuito; quelli descritti nel link da te postato, oltre ad avere perdite piuttosto alte, non lo sono.
Se invece la tensione di rete è già 400 V tra fase e fase allora i tuoi problemi sono subito risolti.
Ipotizziamo che anche il neutro ti venga distribuito e che la tensione di rete sia 230 V tra fase e fase. Con queste ipotesi puoi:
1)usare un banalissimo autotrasformatore 400/230 V con collegamento YNa. Non ti devi preoccupare di cambiare lo stato del neutro dell'impianto di utente
2)puoi usare un trasformatore 400/230 V, con connessione YNyn oppure YNd. A questo punto dovrai decidere quale sia lo stato del neutro nell'impianto di utente, realizzando un sistema TN-S, IT, TT...
Ti consiglio vivamente di scegliere un autotrasformatore (od un trasformatore) resistente al corto circuito; quelli descritti nel link da te postato, oltre ad avere perdite piuttosto alte, non lo sono.
Se invece la tensione di rete è già 400 V tra fase e fase allora i tuoi problemi sono subito risolti.
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Ok, nel caso 1 dovrò individuare un autotrasformatore che abbia in ingresso una tensione 230V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella) e in uscita tre prese intermedie a 400V trifase. Giusto?
Nel caso 2 dovrò individuare un trasformatore che abbia in ingresso una tensione 230V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella) e al secondario una tensione 400V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella). Giusto?
Non penso opterò per la versione secondario a triangolo.
Penso opterò per il caso 1. A questo punto ti chiedo un ulteriore consiglio: al fine di permettere una spesa limitata al cliente andrò ad alimentare i carichi trifase con l'autotrasformatore, invece per i carichi monofase cosa mi consigli?
Ok per la resistenza al corto circuito.
Grazie ancora.
Nel caso 2 dovrò individuare un trasformatore che abbia in ingresso una tensione 230V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella) e al secondario una tensione 400V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella). Giusto?
Non penso opterò per la versione secondario a triangolo.
Penso opterò per il caso 1. A questo punto ti chiedo un ulteriore consiglio: al fine di permettere una spesa limitata al cliente andrò ad alimentare i carichi trifase con l'autotrasformatore, invece per i carichi monofase cosa mi consigli?
Ok per la resistenza al corto circuito.
Grazie ancora.
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623fabrizio
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623fabrizio ha scritto:nel caso 1 dovrò individuare un autotrasformatore che abbia in ingresso una tensione 230V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella) e in uscita tre prese intermedie a 400V trifase. Giusto?
In linea di massima sì, anche se le terminologie corrette sono "avvolgimento comune" (quello a tensione 230 V) ed "avvolgimento serie" (quello con tensione a 400 V). Ti serve un autotrasformatore trifase YNa 400 V /230 V.
Dovrai collegare al centro stella dell'autotrasformatore sia il neutro che ti arriva dal distributore locale che il neutro da distribuire alle utenze del tuo cliente. Non dovrai collegare quel centro stella a terra.
623fabrizio ha scritto:Nel caso 2 dovrò individuare un trasformatore che abbia in ingresso una tensione 230V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella) e al secondario una tensione 400V trifase con collegamento a stella (con neutro nel centro stella). Giusto?
Non penso opterò per la versione secondario a triangolo.
Sì, dovrai usare un trasformatore 400 V/230 V YNyn; dovrai collegare il centro stella del trasformatore (lato 230 V) al neutro che ti distribuisce il distributore, ma non a terra. dal lato 400 V dovrai collegare il centro stella degli avvolgimenti a terra nel caso tu decida di utilizzare un sistema TT o TN.
Il trasformatore con avvolgimento a 230 V a triangolo (400V /230 V YNd) ti sarebbe utile se non avessi a disposizione il neutro del distributore: in questo caso le uniche scelte sarebbero proprio il trasformatore YNd oppure un autotrasformatore con un avvolgimento a zig-zag (ad esempio lo schema di seguito)
Per i carichi monofasi è una tua scelta. In teoria, se essi non necessitano di una alimentazione con neutro (alcune schede elettroniche, ad esempio molte caldaie ne hanno bisogno) puoi alimentarli direttamente dal sistema 230 V trifase del distributore; certo che se per una parte di impianto usi un sistema TN-S perché ti alimenti mediante un trasformatore e dall'altro usi un sistema TT rischi di fare casini...
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