Prendete quello che segue con un ragionamento ad "alta voce" sull'efficienza del circuito.
Consideriamo il circuito della seguente figura.
Un "volgare" transistor con le correnti relative ai 3 terminali.
Abbiamo due casi:
1) carico (LED + resistenze) collegato sul collettore (configurazione emettitore comune)
2) carico collegato sull'emettitore (configurazione collettore comune)
- Nel caso 1 la corrente di base viene "sprecata" perche' "accende" il transistor ma NON passa nel carico
- Nel caso 2 invece passa anche nel carico
Nel caso 1 la "regola del pollice" recita di considerare un guadagno del transistor di 10 e quindi la corrente di base sara' dimensionata a 1/10 di quella del carico riducendo l'efficienza del circuito di un ulteriore 10%.
E' da notare che - a parita' di corrente che circola nei LED (es 20 mA) - l'efficienza del circuito (trascurando la perdita dovuta alla corrente di base "persa") e' indifferente da dove e' collegato il carico (cambia solo la ripartizione della dissipazione tra transistor e resistenza in serie ai led)
Nel caso 2 (piu' efficiente) invece il dimensionamento del circuito e' piu' critico perche' i fattori in gioco sono:
a) tensione di alimentazione disponibile (tensione della batteria)
b) tensione in uscita dal circuito integrato (che pilota la base del transistor)
c) Vbe del transistor
d) tensione dei LED
Dati questi parametri e' possibile calcolare la resistenza in serie ai LED - in pratica per piccolissime serie il valore della resistenza, piu' che calcolato va "sperimentato"
Nel caso 1 (meno efficiente ma dimensionamento piu' semplice) i parametri b e c non "esistono" ed il calcolo e' piu' prevedibile (la Vbe viene sostituita dalla Vce (di saturazione) del transistor ma e' "sufficientemente piccola" da poter essere trascurata)