Realizzare alimentatore duale per amplificatore audio
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Potete aiutarmi a dimensionare i condensatori? 
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@Brunovalente - È riferita all'uso della tensione duale per alimentare dei preamplificatori. Anche nei finali è una porcata ma lì è almeno una porcata necessaria. In realtà d'alimentazitone duale serve soltanto per lavorare con segnali in corrente continua o quasi; per amplificare segnali audio (almeno stante la SVRR asimmetrica della maggior parte degli operazionali) introduce più problemi che vantaggi, nonostante la sua comodità (secodo me più apparente che reale).
La situazione però per fortuna, nel caso di un operazionale a compensazione aperta, ha una via d'uscita adottando una compensazione a doppio polo, purché la resistenza di carico della prima cella sia riferita alla massa del circuito anziché al nodo a cui è riferito (in continua) l'emettitore (o il source se capita) del VAS (per maggiori info cercare in rete: Dymond, "Double Pole Compensation", in particolare le ultime due pagine).
La situazione però per fortuna, nel caso di un operazionale a compensazione aperta, ha una via d'uscita adottando una compensazione a doppio polo, purché la resistenza di carico della prima cella sia riferita alla massa del circuito anziché al nodo a cui è riferito (in continua) l'emettitore (o il source se capita) del VAS (per maggiori info cercare in rete: Dymond, "Double Pole Compensation", in particolare le ultime due pagine).
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Racai ha scritto:Potete aiutarmi a dimensionare i condensatori?
4700+4700 uF per canale e sei a posto! Se si tratta di un unico integrato con due canali, usa solo 6800+6800 uF per tutti e due e sei ancora più a posto (e uno zick più al sicuro rispetto ai surriscaldamenti).
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Piercarlo ha scritto:- È riferita all'uso della tensione duale per alimentare dei preamplificatori. Anche nei finali è una porcata ma lì è almeno una porcata necessaria...
Io invece ritengo l'alimentazione duale vantaggiosa e non poco: la possibilità che offre di poter accoppiare in continua gli stadi è solo una moda e lascia il tempo che trova, invece diventa importante tra l'uscita del finale e l'altoparlante dove l'accoppiamento capacitivo è più problematico.
Ma il vero vantaggio che offrono gli amplificatori di potenza e non ad alimentazione duale mi pare stia nel fatto che il riferimento non sia percorso dalle correnti di alimentazione dei vari stadi e quindi nel poter disporre di un circuito intrinsecamente immune da buona parte dei problemi annessi: ronzio, autooscillazioni ecc.
Intendiamoci: negli amplificatore ad alimentazione singola, con le dovute precauzioni nel disporre correttamente i collegamenti al riferimento, è possibile minimizzare quei problemi ma a volte non è facile.
Insomma mi pare che l'isolamento tra i percorsi dei segnali e l'alimentazione sia molto maggiore negli amplificatori ad alimentazione duale, che non è poco.
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto: Insomma mi pare che l'isolamento tra i percorsi dei segnali e l'alimentazione sia molto maggiore negli amplificatori ad alimentazione duale, che non è poco.
Mah... Mi tengo le mie perplessità.
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