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BrunoValente » 23 dic 2017, 13:50
Visto che ti stai affacciando ora all'argomento e che a quanto sembra non hai le idee chiare, ti conviene documentarti dando uno sguardo all'evoluzione che ha avuto l'elettronica partendo dall'inizio, così comprenderai come e perché l'esigenza di amplificare era già sentita ai tempi delle prime applicazioni dell'elettricità.
Già quando si iniziò ad estendere l'uso del telegrafo su medie distanze, quando ancora non esisteva il telefono e tanto meno la radio, ci si accorse che i segnali giungevano a destinazione attenuati e la prima forma di amplificatore, che a quell'epoca era già disponibile e che tornò utile, fu il relè.
Il relè è a tutti gli effetti un amplificatore perché la potenza necessaria ad eccitare la sua bobina è più piccola di quella che è in grado di gestire con il suo contatto ma ha il grosso limite di funzionare a scatto tra due soli livelli, cioè di non essere in grado di amplificare segnali variabili con continuità ma a quell'epoca per il telegrafo che trasmetteva solo due livelli si dimostro la soluzione adeguata.
Con l'invenzione del telefono i segnali trasmessi sul cavo smisero di essere a due livelli e divennero variabili con continuità, quali sono quelli audio generati dal microfono, perciò iniziarono i veri guai: con il telefono, ancor più che con il telegrafo, affinché i segnali giungessero intelligibili al ricevitore, occorreva che avessero ampiezze sufficienti e invece spesso arrivavano fortemente attenuati, occorreva quindi amplificarli ma i relè non erano adatti e il problema restò insoluto ancora per molti anni.
Successivamente, con l'invenzione della radio, dove i segnali in gioco sono enormemente più deboli di quelli telefonici, la soluzione al problema divenne impellente e qualche decennio dopo Lee De Forest lo risolse inventando il triodo, capostipite dei componenti attivi.
Con il triodo nasceva l'elettronica proprio per soddisfare la necessità di amplificare e tuttora, in ultima analisi, in tutti i dispositivi elettronici, l'amplificazione è ancora la funzione primaria: dietro ad ogni componente attivo in qualche modo si nasconde un'amplificazione.