No certo. Ci sono dispositivi che regolano il sincronismo,la ripartizione, controllano il power reverse, l'aggancio su barra morta ecc.. Sono piuttosto noti e si chiamano DEIF. In effetti tutto l'automatismo è in carico a tali dispositivi. In effetti i loro manuali mi avevano già detto che qualcosa si può fare. Ma i manuali di oggetti commerciali non sono quasi mai esaustivi e lasciano aperti gli spiragli ai dubbi e quindi ai casini conseguenti.
Per esempio il manuale dice che possono mettere in parallelo due generatori e porta il seguente esempio di 2 gen. uno da 100kw ed uno da 140kw che devono ripartirsi 120kw. Il più grande si prende 70kw ed il più piccolo 50kw. Un po casuale no che siano proprio al 50% cadauno. Altro non dice. Di qui poi comunque sono nate le mie curiosità al proposito di cosa ci sia effettivamente dietro.
In quei device comunque puoi impostare le priorità dei generatori le soglie di inserzione e disinserzione e comunque tutto ciò che serve all'automatismo del sistema.
Parallelo fra generatori
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Si hai ragione ma dato che ora non ho con me le informazioni sul modello li ho chiamati come li chiamano in gergo.
Però a me interessa più di tutto capire cosa c'è dietro. I dubbi sul fatto che in un parallelo anche con gruppi uguali da uno di essi erogo una potenza e dall'altro un'altra e la frequenza o meglio il sincronismo non abbia problemi ancora non mi entra in testa. Quando un generatore esce dal parallelo effettivamente si vedono delle variazioni "importanti" delle frequenze. Evidentemente essendo transitori si possono tollerare.
A questo punto è pura curiosità personale e non tanto risolvere il problema (che in realtà non è neanche in carico a me). Non mi basta quel che mi dice un manuale.
Però a me interessa più di tutto capire cosa c'è dietro. I dubbi sul fatto che in un parallelo anche con gruppi uguali da uno di essi erogo una potenza e dall'altro un'altra e la frequenza o meglio il sincronismo non abbia problemi ancora non mi entra in testa. Quando un generatore esce dal parallelo effettivamente si vedono delle variazioni "importanti" delle frequenze. Evidentemente essendo transitori si possono tollerare.
A questo punto è pura curiosità personale e non tanto risolvere il problema (che in realtà non è neanche in carico a me). Non mi basta quel che mi dice un manuale.
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Per esempio il manuale dice che possono mettere in parallelo due generatori e porta il seguente esempio di 2 gen. uno da 100kw ed uno da 140kw che devono ripartirsi 120kw. Il più grande si prende 70kw ed il più piccolo 50kw. Un po casuale no che siano proprio al 50% cadauno. Altro non dice. Di qui poi comunque sono nate le mie curiosità al proposito di cosa ci sia effettivamente dietro.
Con lo stesso statismo la ripartizione avviene in base alla potenza ed è giusto così, non avrebbe senso caricare il generatore più piccolo.
Secondo il tuo ragionamento uno dovrebbe mettere un regolatore di carico di modo che con 2 gen. uno da 100kw ed uno da 140kw se ci sono 240kW di carico si dividere equamente di modo che quello da 140kW funziona 85% del carico nominale e l'altro quello da 100kW funziona al 120% della potenza nominale. Non mi sembra corretto il funzionamento.
Quando un generatore esce dal parallelo effettivamente si vedono delle variazioni "importanti" delle frequenze. Evidentemente essendo transitori si possono tollerare.
perché l'uscita dal parellelo è fatta male.
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Coulomb
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Bene questo mi serve. Dimmi se sbaglio: calcolo la percentuale della richiesta rispetto alla disponibilità totale e applico la stessa percentuale ad entrambi i generatori.
Anche se, ma questo appartiene forse più alle leggende che sento per cui una buona percentuale di carico per far lavorare bene il generatore è intorno al 75% della sua potenza nominale, questo mi può portare ad avere percentuali di sfruttamento intorno al 50% ed anche più basse. Ad esempio se metto una soglia per il parallelo al 75% della potenza al generatore più grande dell'esempio, con 110kw di richiesta mi trovo a dover richiedere l'inserzione del più piccolo avendo poi però un utilizzo per entrambi al 45%
Se puoi mi dici ancora quello che non mi entra in testa.
1) Per fare quanto sopra (o meglio per rispondere all'inserzione dei nuovi carichi) devo modificare la frequenza. Alla fine comunque avrò invece il sincronismo delle f.e.m.
2) Se le f.e.m. sono legate alla frequenza qual è il meccanismo che le tiene vincolate?
Anche se, ma questo appartiene forse più alle leggende che sento per cui una buona percentuale di carico per far lavorare bene il generatore è intorno al 75% della sua potenza nominale, questo mi può portare ad avere percentuali di sfruttamento intorno al 50% ed anche più basse. Ad esempio se metto una soglia per il parallelo al 75% della potenza al generatore più grande dell'esempio, con 110kw di richiesta mi trovo a dover richiedere l'inserzione del più piccolo avendo poi però un utilizzo per entrambi al 45%
Se puoi mi dici ancora quello che non mi entra in testa.
1) Per fare quanto sopra (o meglio per rispondere all'inserzione dei nuovi carichi) devo modificare la frequenza. Alla fine comunque avrò invece il sincronismo delle f.e.m.
2) Se le f.e.m. sono legate alla frequenza qual è il meccanismo che le tiene vincolate?
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Al 75% funziona bene il motore, troppo poco carico non va bene, mentre all'alternatore non interessa granchè a quanto funziona ma non è molto utile spingersi oltre perché potresti avere difficoltà a gestire ulteriori richieste di carico.
Le valutazioni delle soglie di funzionamento vanno fatto analizzando gli assorbimenti elettrici della rete per evitare inutili inserizioni e disinserzioni.
Lascia stare le f.e.m, devi capire prima il concetto di regolazione primaria.
Le valutazioni delle soglie di funzionamento vanno fatto analizzando gli assorbimenti elettrici della rete per evitare inutili inserizioni e disinserzioni.
1) Per fare quanto sopra (o meglio per rispondere all'inserzione dei nuovi carichi) devo modificare la frequenza. Alla fine comunque avrò invece il sincronismo delle f.e.m.
2) Se le f.e.m. sono legate alla frequenza qual è il meccanismo che le tiene vincolate?
Lascia stare le f.e.m, devi capire prima il concetto di regolazione primaria.
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Coulomb
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Robi64 ha scritto:2) Se le f.e.m. sono legate alla frequenza qual è il meccanismo che le tiene vincolate?
Prendi un diagramma di Behn Eschenburg e considera la f.e.m E come un'asta rotante solidale con il rotore, la tensione di uscita V come una seconda asta rotante trascinata dalla prima, e la caduta IXs come una molla, posta fra le estremità libere delle due aste, che realizza il trascinamento quindi trasmette potenza dal rotore all'uscita. Meglio o peggio?
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Robi64 ha scritto:1) Per fare quanto sopra (o meglio per rispondere all'inserzione dei nuovi carichi) devo modificare la frequenza. Alla fine comunque avrò invece il sincronismo delle f.e.m.
Cosa intendi per sincronismo delle fem? Perché "invece"? Cosa dovrebbe succedere secondo te?
Con l'inserzione di carichi la frequenza si modifica senza il tuo intervento in base allo statismo impostato sul regolatore delle macchine. Se il carico aumenta la frequenza cala e viceversa. E' quella che si chiama regolazione primaria. Il campo di variazione della frequenza è determinato dallo statismo.
Robi64 ha scritto:2) Se le f.e.m. sono legate alla frequenza qual è il meccanismo che le tiene vincolate?
Cosa intendi di preciso con vincolate?
Sono legate alla frequenza, hanno cioè la stessa frequenza a regime, e variano con essa in modulo se l'eccitazione è mantenuta costante. Tieni presente che si parla di variazioni di frequenza, a regime, di qualche percento: la massima variazione percentuale, a regime, è lo statismo della macchina.
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Si può dire che statismo nullo implica il fatto che per come sono fatti gli attuatori e per come il regolatore dovrà lavorare con tale impostazione (statismo nullo) la reazione alla variazione di carico sarà talmente rapida e con effetti trascurabili della grandezze in gioco (freq., fem) che i dispositivi (carichi) ne tantomeno i sensi dell'uomo, magari invece i sensori si, si accorgono di quanto è avvenuto?
Poi posso dire che lo stesso statismo (non nullo questa volta) applicato a due generatori, di taglia diversa o meno, implica che le variazioni di carico producono spostamenti quasi perfettamente sincroni verso il nuovo valore di frequenza e la f.e.m. è sempre la stessa per entrambi o la sua variazione è trascurabile?
Poi posso dire che lo stesso statismo (non nullo questa volta) applicato a due generatori, di taglia diversa o meno, implica che le variazioni di carico producono spostamenti quasi perfettamente sincroni verso il nuovo valore di frequenza e la f.e.m. è sempre la stessa per entrambi o la sua variazione è trascurabile?
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No, statismo zero significa che a regime la frequenza assume il valore stabilito per ogni valore del carico consentito.
Statismo diverso da zero significa che, a regime ci sono frequenze diverse per ogni diverso carico.
L'intervallo di tempo (qualche secondo) per passare da un carico ad un altro rimane in entrambi i casi: in quell'intervallo di tempo la frequenza varia.
Ad esempio con uno statismo del 6% la durata del transitorio potrebbe essere di circa 3 s e la frequenza variare di 8 Hz.
Con statismo nullo il transitorio è leggermente più breve, un paio di secondi, e la variazione di frequenza inferiore, sui 4 Hz.
Ma il transitorio non si elimina.
Statismo diverso da zero significa che, a regime ci sono frequenze diverse per ogni diverso carico.
L'intervallo di tempo (qualche secondo) per passare da un carico ad un altro rimane in entrambi i casi: in quell'intervallo di tempo la frequenza varia.
Ad esempio con uno statismo del 6% la durata del transitorio potrebbe essere di circa 3 s e la frequenza variare di 8 Hz.
Con statismo nullo il transitorio è leggermente più breve, un paio di secondi, e la variazione di frequenza inferiore, sui 4 Hz.
Ma il transitorio non si elimina.
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admin ha scritto: in entrambi i casi: in quell'intervallo di tempo la frequenza varia.
Ad esempio con uno statismo del 6% la durata del transitorio potrebbe essere di circa 3 s e la frequenza variare di 8 Hz.
Con statismo nullo il transitorio è leggermente più breve, un paio di secondi, e la variazione di frequenza inferiore, sui 4 Hz.
Ma il transitorio non si elimina.
La frequenza varia fino a 8Hz nel transitorio per poi posizionarsi al valore risultante dal livello di potenza nuovo e dalla curva dello statismo impostato.
Nel secondo caso la frequenza varia fino a 4Hz nel transitorio e ritorna poi al valore che aveva in precedenza ovvero quello che corrisponde ad una costante, ad esempio fn (tanto per dirne una : 50Hz)
Corretto?
Poi quanto segue
Robi64 ha scritto:Poi posso dire che lo stesso statismo (non nullo questa volta) applicato a due generatori, di taglia diversa o meno, implica che le variazioni di carico producono spostamenti quasi perfettamente sincroni verso il nuovo valore di frequenza e la f.e.m. è sempre la stessa per entrambi o la sua variazione è trascurabile?
è sbagliato ugualmente? A parte che ho scritto fra parentesi "non nullo questa volta" ma vorrei togliere questo vincolo.
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