venexian ha scritto:(...)
Chi approccia l'elettronica in questo modo non ha speranza di raggiungere alcun risultato di successo, magari tanti 'like', ma con quelli non si mangia.
Mi sa che c'è un grande fraintendimento di fondo.
Quella non è elettronica. È solo divertimento.
Qualche individuo con un po' di creatività e buona volontà ha magari messo insieme strumenti musicali nuovi, ha realizzato oggetti che prima non c'erano, ha fatto "qualcosa" - è la comunità dei maker. Individui senza alcuna pretesa di essere progettisti, ma animati da un'idea e dalla voglia di vederla realizzata. Spesso le creazioni sono tutt'altro che banali, vedi
http://www.hackaday.com - c'è gente che fa roba
davvero interessante.
Poi ci sono i progettisti veri, quelli con gli oscilloscopi analogici a fianco dei digitali, quelli che fanno convertitori da megawatt, quelli che lavorano su silicio, insomma, quelli che con l'elettronica ci mangiano. Ma parliamo di una cosa radicalmente diversa.
Poi ci sono i progettisti che lavorano con componentistica ultra high-end, ma che a casa hanno pure un arduino e lo usano quando serve.
Porto un esempio pratico. Stavo riparando un amplificatore combinato, costituito da una serie di PCB separati e connessi da una rete I2C. Uno dei circuiti integrati collegati alla rete I2C, da qualche parte, non stava funzionando, mandando il sistema in protezione con codice "IIC" (che fantasia). Quale IC era colpevole? Avrei dovuto dissaldarli tutti e provarli, per poi risaldarli - un lavoraccio inutile.
Soluzione: ho collegato un Raspberry Pi alla rete I2C e ho fatto girare uno script che interrogava tutti gli indirizzi I2C, uno per uno. Ho ottenuto una mappa completa della rete, individuando gli indirizzi di ogni singolo IC e scovando subito il colpevole. Certo, avrei potuto programmare un AVR per fare la stessa cosa, ma ci sarebbero volute alcune ore. Con la Raspi ho risolto in... dieci minuti.

Alberto.