Oddio, sapevo che saremo ricaduti nella solita discussione sul futuro dominato dalle macchine, croce e dilemma dell'Italiano e della sua paura della tecnologia.
La società semplicemente cambierà, come ha sempre fatto.
Facciamo un salto indietro di soli 50 anni: mio nonno e mia nonna, contadini della bassa padana, davano alla luce 7 figli, i quali hanno trovato impiego nei settori più svariati, dando poi alla luce più o meno 20 nipoti.
I nipoti, finora, hanno prodotto ben... 3 pronipoti.
I nonni avevano completato la terza elementare, lavoravano 14 ore al giorno;
I figli hanno terminato le scuole medie, hanno lavorato 8 ore al giorno (sono tutti pensionati);
I nipoti sono per la metà diplomati e per la metà laureati, operano in varie forme di lavoro, molti sono espatriati;
I pronipoti... beh vedremo, il più vecchio ha 15 anni
Bill Gates lo spiega bene in un suo libro: a mano a mano che la società evolve, la produttività aumenta e il tasso di crescita demografica tende ad appiattirsi. Gli individui hanno più tempo per dedicarsi ai propri interessi, il livello culturale medio aumenta, la qualità della vita segue a ruota; ma come definiamo la produttività? Significa che l'uomo oggi impiega un'ora per svolgere le stesse operazioni che una volta richiedevano cinque, dieci ore; pensiamo ad esempio all'esecuzione di un bonifico o all'acquisto di un televisore.
Come sapete vivo in Austria da 5 anni. Senza esagerare, credo di vivere un presente che (sperabilmente) corrisponde al futuro di molte nazioni. Ho avuto modo di intervistare i giovani candidati che si presentano presso l'azienda presso la quale lavoro. Ingegneri neolaureati ma preparatissimi, svegli, lucidi, brillanti. La loro unica richiesta? Dare semplicemente priorità al tempo libero, accettando anche uno stipendio inferiore.
Il risultato? Venticinquenni che guadagnano più o meno tremila euro netti al mese, entrando in azienda alle 08:00 e uscendo alle 15:00, così da andare a prendere i figlioletti a scuola, fare sport, passeggiare, insomma... vivere. I negozi al fine settimana sono chiusi, tanto le spese si fanno durante la settimana e alla Domenica tutti stanno in famiglia. Cassiere comprese!
Ricordo invece i miei 25 anni nelle imprese del Nord-Est: entrata alle 08:00, uscita tipicamente fra le 19:00 e le 20:00, corsa disperata all'acquisto di cibo per la cena, doccia e letto. Niente sport, niente lettura, niente informazione. Stendiamo un velo pietoso sul salario.
Nelle dodici ore di lavoro realizzavo meno di ciò che ora porto a termine in tre ore. Questa è autentica produttività, il (fallito) sogno Italiano degli anni 80. Nonostante le geniali trovate dei nostri Governi (Co.Co.Co., Jobs Act), l'Italia continua ad essere fanalino di coda in Europa (vuol dire ULTIMI o penultimi) per quanto riguarda il tasso di disoccupazione e numerosi altri indicatori dello stato di salute del Paese.
A questo punto vi chiedete: qual è il messaggio di tutta questa storia?
Semplice: se ad esempio l'impresa X ha fatto fortuna negli anni 80 producendo piatti economici, adesso non può lamentarsi se i piatti arrivano dalla Cina e costano un decimo. O mira a produrre un prodotto diverso (vedi l'esempio illuminante dell'azienda ELDOR), o chiude e lascia a casa tutti.
Il problema fondamentale, per il quale migliaia di persone perdono il lavoro e rimangono per strada non è dunque l'automazione, non sono i robot:
è l'imprenditoria miope.
Ben venga, dunque, tutto ciò che può far crescere la produttività e restituire agli individui la libertà di vivere.
Alberto.