Ok per il contattore, quello è normale
La nota in realtà nella versione 09-2014 è la -69- anche se al 8.8.8.1 viene scritto 68. La normale bobina a lancio di corrente sicuramente non soddisfa quanto prescritto in quella nota (che poi si riferisce al DG) e non saprei proprio quali apparecchiature la soddisfano. Mi sembra una nota scritta apposta per sistemi di protezioni integrate (retaggio della bobina a smagnetizzazione del PR51DK) L’unica cosa “similare” (PER MODO DI DIRE) è il data logger sul DG (ma non previsto sul DDI ovviamente). Dico questo perché in varie centinaia di interfacce (o migliaia considerando il boom 2010-2011) bobine a lancio non ne ho mai viste associate a NV10P o MC3V
SPI: bobina di <V comandata da PLC
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Mike
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Grazie a tutti per le risposte.
La nota n. 69 citata fa parte del par. 8.5 (“Regole tecniche comuni a tutte le categorie di utenti”).
Per gli utenti attivi la CEI 0-16 prevede ulteriori specificazioni al par. 8.8.
In particolare al par. 8.8.8.1 si dice che per le funzioni di PI lo scatto deve avvenire obbligatoriamente tramite bobina a mancanza di tensione.
Secondo me il punto da chiarire è se il contatto di scatto del SPI debba alimentare in serie la bobina di <V (cosa che io credo per avere un DDI a sicurezza intrinseca) oppure se è ammesso che il contatto di scatto possa costituire un ingresso del PLC che, processandolo in qualche modo, comanda poi l’apertura del DDI
Ho richiesto che mi vengano forniti gli schemi aggiornati per verificare se il PLC comanda effettivamente la bobina a lancio, come sembrerebbe a prima vista.
Rimane comunque il dubbio se sia a regola d'arte interporre tra il SPI ed il DDI un PLC che processa il segnale proveniente da SPI.
La nota n. 69 citata fa parte del par. 8.5 (“Regole tecniche comuni a tutte le categorie di utenti”).
Per gli utenti attivi la CEI 0-16 prevede ulteriori specificazioni al par. 8.8.
In particolare al par. 8.8.8.1 si dice che per le funzioni di PI lo scatto deve avvenire obbligatoriamente tramite bobina a mancanza di tensione.
Secondo me il punto da chiarire è se il contatto di scatto del SPI debba alimentare in serie la bobina di <V (cosa che io credo per avere un DDI a sicurezza intrinseca) oppure se è ammesso che il contatto di scatto possa costituire un ingresso del PLC che, processandolo in qualche modo, comanda poi l’apertura del DDI
Ho richiesto che mi vengano forniti gli schemi aggiornati per verificare se il PLC comanda effettivamente la bobina a lancio, come sembrerebbe a prima vista.
Rimane comunque il dubbio se sia a regola d'arte interporre tra il SPI ed il DDI un PLC che processa il segnale proveniente da SPI.
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Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

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Ma perché devo mettere la DI se non sono attivo?
Quello di cui sta parlando è burocratese, il paragrafo 8.8.8.1 permette una deroga alla bobina di minima, è la nota per me vabene se hai un contattore come DI.
Come dice anche
MASSIMO-G con gli interruttori è più dura, perché se non né trova lui che è un quadrista gli "interruttori che siano in grado apertura automatica dell’interruttore al mancare della tensione ausiliaria" allora la vedo difficile.
Se trovi gli schemi sono certo che la soluzione è sarà semplice e non pedante da azzeccagarbugli come il discorso dove siamo andati a finire.
Quello di cui sta parlando è burocratese, il paragrafo 8.8.8.1 permette una deroga alla bobina di minima, è la nota per me vabene se hai un contattore come DI.
Come dice anche
Se trovi gli schemi sono certo che la soluzione è sarà semplice e non pedante da azzeccagarbugli come il discorso dove siamo andati a finire.

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Coulomb
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@coulomb
Ma nel mio caso si tratta di un utente attivo che immette in rete con due gruppi generatori da 1MW/cad, con il DDI costituto da un interruttore magnetotermico sul lato BT.
Ma nel mio caso si tratta di un utente attivo che immette in rete con due gruppi generatori da 1MW/cad, con il DDI costituto da un interruttore magnetotermico sul lato BT.
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Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

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