richiurci ha scritto: mi sembra di ricordare che qualcuno "qualificato" (forse proprio su EY) non avesse escluso la possibilità di una ricarica molto parziale e solo su alcune chimiche.
Credo fosse
IsidoroKZ, ma potrei sbagliarmi.
Porto anch'io la mia esperienza di "ricaricatore".
Io ricaric(avo) le pile
alcaline applicando una tensione continua (non a impulsi) di 1,65 V precisi attraverso una resistenza di 2,2 Ω, per 24/48 ore (non di più, altrimenti spesso si rovinano). Le pile "heavy duty" (zinco-carbone/zinco-cloruro), a differenza delle alcaline, non si ricaricano praticamente per nulla.
Molto tempo fa esistevano in commercio le pile alcaline ricaricabili Alcava, che avevano un loro caricabatterie specifico, poi sparite dalla circolazione.
Qualche volta ho visto al Carrefour, qui in Spagna, un (costoso) caricabatterie tutto verde e tuttofare, che promette di ricaricare anche le pile alcaline non ricaricabili. Non l'ho comprato e ho continuato a usare il mio metodo.
In base ai miei personali esperimenti, se la tensione della pila scarica è scesa sotto 1,3 V, è ben difficile che si ricarichi. Altrimenti, se non è troppo scarica o vecchia, di solito lo fa. Meno è scarica e meglio si ricarica.
Una volta ricaricata si può riutilizzare in modo soddisfacente e ricaricare di nuovo altre 2-3 volte.
Alcune marche (Varta, Energizer) si ricaricano meglio di altre (Panasonic). Molte pile di "marca bianca" dei supermercati si ricaricano abbastanza bene.
Un problema molesto che si evidenzia spesso è la fuoriuscita di elettrolita a distanza di tempo dalle pile alcaline ricaricate, che forma cristalli bianchi vicino ai poli della pila (soprattutto il negativo) e può ossidare i contatti e/o danneggiare l'apparecchio in cui le pile sono inserite.
Per questo io le utilizzavo soprattutto in giocattoli da pochi euro (mai in applicazioni critiche).
Per tutti gli altri usi utilizzo pile ricaricabil Ni-MH, tranne quei rari casi in cui la loro tensione più bassa non permette all'apparecchio di funzionare.
A questo riguardo segnalo che il polo positivo delle pile ricaricabili Ni-MH è spesso meno sporgente di quello delle alcaline non ricaricabili. Questo a volte impedisce il contatto e il funzionamento dell'apparecchio in cui sono inserite, ma è un problema meccanico, non elettrico. Io risolvo il problema eliminando con un cacciavite la sporgenza plastica del portapile, presso il polo positivo, che protegge meccanicamente contro le inversioni di polarità: perdo la protezione meccanica ma così posso usare pile ricaricabili.

- La protezione meccanica contro l'inversione di polarità in azione: il polo negativo non è sporgente e non può toccare il terminale positivo del portapile.

- Un giocattolo in cui ho rotto la protezione, per poter utilizzare pile ricaricabili Ni-MH col polo positivo poco sporgente.
In conclusione, consiglio di utilizzare pile ricaricabili Ni-MH.
La ricarica delle pile alcaline è per i curiosi che, come me, vogliono smanettare e perderci tempo.