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venexian » 18 lug 2018, 15:35
E' un tipico caso di 'reverse engineering'. Le tecniche sono molteplici, ma tra gli attrezzi indispensabili c'è l'esperienza. Se non lo hai mai fatto, neppure per una scheda PCB, potrebbe essere troppo complesso.
Alcune regole generali sono:
1) Fermarsi dal desiderio di aprire, smontare, rompere l'oggetto. Una volta rotto, l'impresa diventa enormemente più complessa.
2) Recuperare quante più informazioni possibili riguardo l'oggetto. Tra queste, la più importante è uno o più schemi dove lo stesso sia utilizzato. Sapere quale dei pin è il riferimento, quale l'alimentazione è quali sono ingressi e/o uscite, rende tutto molto più facile.
3) Foto, foto e ancora foto. Micro, macro, da tutte le angolazioni possibile. Una volta iniziato a smontare, di sicuro vorresti vedere almeno cento volte giusto la parte che hai appena massacrato.
4) Misure con gli strumenti. Una prima analisi in DC permette di vedere il circuito senza metà dei componenti (i condensatori) e per questo motivo, molto più facile da analizzare. Se poi si hanno sufficienti informazioni si possono fare anche prove in alternata.
5) Accedere ai nodi interni. Fare delle incisioni con una punta tipo Dremel in corrispondenza di alcuni nodi permette di accedere anche a quei pin, senza massacrare il circuito.
6) Misurare in-circuit. Una volta ricavato lo schema in DC, il valore dei condensatori si può ottenere per analisi della risposta a gradino con segnali iniettati un po' ovunque. Questa è la parte più divertente dell'intera faccenda.
7) Ultimo, ma solo per ultimo, c'è la rimozione della resina e la misura dei componenti separati.
Quella che ho scritto è una semplificazione, la reverse engineering è un'arte, ma quel circuito si presta molto bene allo scopo.
