venexian ha scritto:(...)
Per chi lavorava alla manutenzione di quel manufatto, invece, era un dovere verificare lo stato di quelle armature, cosa che non ha fatto.
Sono convinto che invece lo abbia fatto, abbia evidenziato la cosa e sia stato messo a tacere. In questo momento sta solo sperando che le sue firme non siano in posti troppo sbagliati. L'Audi nuova che gli hanno regalato inizia a non piacergli più poi così tanto.
Le strutture, tutte, vanno analizzate in dettaglio, con i criteri attuali di sicurezza (*).
Se li rispettano, bene, altrimenti vanno dismesse, lo stesso giorno, qualsiasi sia il disagio che tale azione comporta.
Credo sia impossibile non essere d'accordo. Ma più tardi sveli già la chiave di lettura giusta:
Se così non fosse, allora significherebbe che le leggi si possono applicare a piacimento, barattando la sicurezza e la vita delle persone con la continuità del servizio offerto e con l'utile che magari dei privati, da questo servizio possono ottenere.
Esatto! Tanto se crolla basta dire che fino al giorno prima stava in piedi. Se i media insistono, basta offrire la testa di qualche ispettore che dieci anni prima ha messo la firma nel posto sbagliato. Non me lo vedo Benetton dietro le sbarre per una vicenda del genere.
Quando portiamo un'auto a fare la revisione, in caso di esito negativo non ci è permesso neppure muoverla dall'officina per riporla in garage. Perché o stesso criterio di sicurezza (per i terzi) non dovrebbe essere applicato alle strade dove quelle auto devono poi circolare?
Perché per riparare l'auto devi pagare tu che sei un consumatore, mentre per riparare il ponte paga un ente che deve generare profitto.
Poi, se il meccanico è tuo cugino puoi circolare lo stesso, idem se il Presidente del Consiglio era tuo testimone di nozze (per chi ha orecchie per intendere).
In altro thread si proponevano delle restrizioni alla circolazione su quelle infrastrutture che dovessero risultare di consistenza insufficiente. Forse che in caso di fallimento alla revisione del proprio veicolo ci viene concesso di guidarlo solo poche ore al giorno perché indispensabile per andare al lavoro? No di certo. Perché allora un criterio simile dovrebbe essere adottato per i viadotti che sono poi percorsi da tutti?
Ineccepibile: un ponte è percorribile o non percorribile, non ci sono vie di mezzo. Se è pericolante va chiuso.
Non servono leggi speciali, commissioni speciali, commissari particolari o altre trovate 'politichesi' che vengono sempre proposte in queste occasioni. Basta applicare la legge che già c'è. Farlo subito e alla lettera.
La legge è quel cane che dorme finché tutto va bene, e che si sveglia (tipicamente incazzato) solo quando succede qualcosa. Quanti ponti Morandi ci sono in tutta Italia?
Dovessimo applicare la legge, andrebbe demolito mezzo Paese, ma non è questo il punto: qualora lo facessimo, verrebbe ricostruito come prima (vedasi alla voce: intrallazzi col boss di turno).
Non volevo dirlo, ma me lo tirate fuori dalla gola: dove vivo io la manutenzione delle strade è molto scrupolosa, i tunnel autostradali sono ristrutturati periodicamente, la vignetta costa 83€ l'anno e vale su tutto il territorio nazionale. Ad oggi non ho notizia di ponti crollati.
Torniamo dunque al solito paradosso: le cose vanno come vanno perché sono gli italiani a volerle far andare così. Certo, forse in questo Forum, in questa discussione noi facciamo eccezione; se il ponte fosse stato gestito da "venexian e brabus srl" lo avremmo chiuso e rifatto dieci anni fa. Purtroppo non è così: il ponte è stato gestito da un gruppo di persone che rappresentano comunque la nazione nella quale viviamo. Triste ammetterlo, il livello medio di coscienza tecnica, morale e civile è molto, molto basso.
Mettiamola giù in un altro modo: hai la possibilità di gestire un colosso che genera utili diciamo di un miliardo l'anno, al prezzo di cinquanta morti e un po' di cantieri. Che fai?
La scelta è sotto gli occhi di tutti.
Alberto.