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Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

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[21] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utenteelfo » 16 ago 2018, 16:04

Antonio Brencich, docente di Costruzioni in cemento armato presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova
E sono tanti i genovesi come me che si ricordano cosa succedeva all’inizio passandoci sopra: era tutto un saliscendi. Morandi aveva sbagliato il calcolo della “deformazione viscosa”. Tradotto: di cosa succede alle strutture in cemento armato nel tempo. Era un ingegnere di grandi intuizioni ma senza grande pratica di calcolo

https://www.corriere.it/cronache/18_ago ... 366b.shtml

In Libia, il ponte chiuso nel 2017
In Libia, fu progettato da Morandi il ponte sul Wadi al-Kuf, che si trova a 20 chilometri da Beida ed è stato chiuso nell’ottobre del 2017 a causa del deterioramento strutturale.

https://www.corriere.it/cronache/18_ago ... 6b87.shtml

In Libia hanno chiuso il ponte! Dove si dice che *non* hanno un governo.
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[22] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 16 ago 2018, 16:29

venexian ha scritto:
WALTERmwp ha scritto:anch'io aggiungo un suggerimento

E ti pareva se non si arrivava qui, no? (...)
io credo d'essermi espresso in modo corretto.
Non rilascio giudizi, né faccio la morale, scrivo questo: credo semplicemente se ne possa discutere raccogliendo il contributo di tutti e @taglialegna non mi pare abbia riportato degli improperi tecnologici.
Il mio suggerimento non ha una valenza personale e spero che da un accenno di animosità "precompressa" non si passi al vittimismo.

Saluti
W - U.H.F.
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[23] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 16 ago 2018, 16:41

Un'altra delle stupidaggini (*) a bocca di tanti 'ingegneri da tg' che si è sentita in continuazione in questi giorni, è quella del 'fine vita' del cemento. Questi geni sono tutti d'accordo che dopo 50 anni il cemento si trasformi in farina doppio zero. Il cemento non si degrada come tentano di far passare per ovvio, prova ne sono tutte le strutture in cemento armato che da ben più di 50 anni fanno bella e solida mostra di loro. La maggior parte dei grattacieli in giro per il mondo sono sorretti da una struttura portante in cemento armato alla quale è ancorato un reticolo metallico che da corpo alla costruzione. Dal primo nostro 'grattacielo' (la torre INA di Brescia) al più alto del mondo (il Burj Khalifa di Dubai) sono costruiti in questo modo (**). A me non pare che le strutture di questo tipo, molte con ben più di 50 anni sulle spalle, si stiano sgretolando. Come mai? Una sola voce alla televisione ha avuto il coraggio di staccarsi dal coro. Sempre ingegnere, non ricordo il nome. Ha addirittura affermato che con il tempo il cemento 'migliora', cosa più che verosimile. Il degrado, semmai, è dovuto ai ferri di armatura, come ricordo da una lezione di chimica del biennio, dove un docente invitato dal titolare del corso aveva proprio spiegato il processo di degrado dovuto alla presenza di cloruro di sodio nel calcestruzzo, o perché presente nell'acqua dell'impasto o perché penetrato in strutture vicino alla costa. Ricordo ancora la discussione sul pericolo della vicinanza dei ferri alla parete esterna del getto e sulla qualità del cemento per ridurre la permeabilità al sale. Guardate le immagini delle rovine, guardate la posizione dei pochi ferri che ci sono. Guardate il colore del cemento che era a contatto con i ferri.

Poi magari per il cemento precompresso è tutta un'altra storia.


(*) Come altro si può definire un'affermazione totalmente in contrasto con fatti che sono sotto gli occhi di chiunque?
(**) Nel caso del Burj Khalifa, per i primi 600 m.
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[24] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 16 ago 2018, 16:42

WALTERmwp ha scritto:non mi pare abbia riportato degli improperi tecnologici

Ah no? I piloni sono forse in cemento precompresso?
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[25] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 16 ago 2018, 17:09

mario_maggi ha scritto:eventuale fulmine

Mi torna in mente quando abbiamo fatto chiudere Itavia per il disastro di Ustica, per poi scoprire che trattavasi di missile o bomba.
Mi colpisce la scelta del momento, quasi coincidente col disastro di Bologna.
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[26] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 16 ago 2018, 18:50

Aggiungo ulteriori considerazioni al post [23], riguardo alla stupidaggine del 'fine vita' del cemento armato, fissato a 50 anni dagli 'esperti del settore'.

A questa pagina

http://www.ingam.com/dighe/elenco-dighe.html

c'è l'elenco delle maggiori dighe italiane. Per quanto ne so, le dighe non sono costruite in porcellana o in oro zecchino, ma guarda un po', proprio in calcestruzzo. Se fosse vero che il fine vita del calcestruzzo è a 50 anni... saremo un po' messi male, dato che quasi tutte le dighe sono state costruite prima del 1968! E invece no, stanno ancora tutte li, anche quelle che di anni ne hanno più di 100. Pensa un po' tu.

Aspetto l'esperto che dirà che esistono due tipi di calcestruzzo: quello 'dam-grade' per fare le dighe e quello 'bridge-grade' per fare i viadotti...
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[27] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utente6367 » 16 ago 2018, 18:55

Le responsabilità del collasso del ponte Morandi sul Polcevera, vanno in primo luogo cercate nella società Autostrade per l’Italia, la concessionaria che aveva la responsabilità della gestione e della manutenzione. Probabilmente anche nei vari “certificatori” che non hanno saputo dire “stop” al ponte ammalorato. In uno stato di diritto, comunque, tocca alla magistratura stabilire le responsabilità, non certo al Governo (che a sentire certe dichiarazione avrebbe già individuato e condannato l’unico colpevole), e nemmeno al tribunale di Facebook.

Tuttavia, i tanti che con semplicità individuano la causa del disastro solo nel mancato controllo del ponte e nella mancata manutenzione, o nell’insufficienza dei fondi destinati alla manutenzione, compiono come minimo un errore di ingenuità e dovrebbero ricredersi. Il giorno dopo il disastro, sul Corriere, il prof. Antonio Brencich, associato di Costruzioni in C.A. è stato drastico: la mancata manutenzione non c’entra nulla. Forse una affermazione esagerata, ma da tempi non sospetti, i tecnici dell’università di Genova avevano messo in evidenza le carenze progettuali contro le quali la manutenzione poteva poco. Questo ponte, sin dalla sua realizzazione, è stato sottoposto a continui e costosi interventi di manutenzione. Qualche politicante si è improvvisato tecnico sostenendo che sarebbe bastato mettere qualche sensore per evitare il disastro (semplice, no?). In realtà, alcuni tecnici lo hanno smentito: per come era fatto, per come è venuto giù, i sensori sarebbero stati inutili.

Nessuna opera è stata sottoposta a tanta manutenzione, per nessuna si è speso così tanto. Si parla di un miliardo di euro spesi solo negli ultimi 5 anni per rattoppare questo ponte. Qualcuno ipotizza che le infinite opere di manutenzione fossero per qualcuno un affare più lucroso di una soluzione definitiva. A breve dovevano partire i lavori per altri 20 milioni.

E’ un vizio diffuso mettere sotto accusa i tagli e le limitazioni alle spese. Spesso il vero problema non sono i denari che mancano, ma come questi vengono spesi o non spesi. A volte si spende meglio spendendo meno.

In effetti questo ponte era notoriamente malato da sempre. Lo sapevano più o meno tutti. Sin dalla sua nascita era stato sottoposto a cure pesanti mai terminate. Nel 2016 Brencich senza mezzi termini accusava la cattiva progettazione di Riccardo Morandi (pace all’anima sua). In effetti nessun altro ponte, dopo i tre simili di Morandi, è stato costruito con gli stessi criteri. In particolare sono sotto accusa gli stralli in cemento armato precompresso (brevettati).

http://www.ingegneri.info/news/infrastr ... rutturale/

Quando anni fa si decise di ingabbiarne alcuni in un vistoso fascio di cavi di acciaio di rinforzo, era abbastanza evidente anche ai non tecnici, la precarietà della struttura. In effetti, secondo le ultime notizie, pare che abbiano ceduto proprio i tiranti in cemento armato, quelli non ancora rinforzati. Inquietante che quelli ceduti dovevano essere ingabbiati con la prossima tranche di lavori da 20 milioni di euro. Ma la responsabilità sarebbe da imputare a chi non ha fatto in tempo a rattoppare il ponte, o a chi non lo ha chiuso a suo tempo imponendo la sostituzione completa?

A dire il vero, qualche esperto fan di Morandi (a mio avviso di minoranza e non molto convincente), ha difeso il progetto di Morandi definito un capolavoro di ingegneria. Il ponte era finito su tutte le riviste internazionali, apprezzato per il basso impatto visivo sulla città, un simbolo di Genova, da preservare e conservare. Tuttavia, ha ammesso l’esperto che il progetto era speciale, ardito, non standard, e come tale richiedeva una attenzione speciale. Francamente mi risulta difficile ritenere un capolavoro una struttura che a pochissimi anni dalla sua realizzazione già necessitava di pesanti riparazioni.

Brencich e altri, invece, raccomandavano l’abbattimento e la sostituzione del Morandi: sarebbe costato di mano farne uno nuovo che continuare a ripararlo. In effetti, nel 2006, si era pensato di rifare completamente il ponte, ma il progetto fu scartato proprio per la mancanza di una alternativa al traffico durante i lavori, e fu necessario continuare con i rinforzi ad oltranza.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/0 ... o/4559312/

Da decenni (dal 1984) si parlava di una alternativa in grado di scaricare il traffico sempre più pesante che gravava su qual tratto dell’A10 e quindi sul ponte Morandi. Quel tratto unico connetteva la costa tirrenica, la Francia, Milano, è l'asse che collega il porto, l'aeroporto, le aree residenziali, turistiche e industriali di Genova. Non solo il ponte era nato malato, ma il traffico cresciuto negli anni da 20000 a 60000 veicoli al giorno, lo rendeva sempre più critico. Diversi progetti si sono succeduti (Passante di Genova, Nuovo Morandi, Gronda Bassa, Gronda Alta,…), avversati e bloccati negli anni da questi o questi altri, dal comitato No Gronda, da Burlando, dai 5 Stelle o da altri. Secondo l’approccio tipico italiano del non fare, del non prendere decisioni definitive, del rinviare, del bloccare.

https://corrieredellumbria.corr.it/news ... refresh_ce

I vari governi bocciavano il progetto dell’amministrazione precedente. Il governo attuale, per non sbagliare, ha bocciato senza alternativa qualunque opera, definanziando il progetto della Gronda quando finalmente pareva avviato dopo anni di ritardo. Al suo posto, progetti di “mobilità sostenibile” (mobilità condivisa, treni passeggeri, mobilità elettrica) che, non si sa come, avrebbero automaticamente risolto i problemi del traffico di Genova e soprattutto le magagne del vecchio Morandi.

http://www.ansa.it/liguria/notizie/2018 ... 19cdb.html

Oggi i No Gronda sostengono che la Gronda non avrebbe sostituito il Morandi: il disastro ci sarebbe stato ugualmente (e ogni discussione sul tema sarebbe solo “sciacallaggio”). Vero solo in parte. Come i sostenitori della Gronda spingevano per l’opera in vista di un fine vita del Morandi prevista entro un decennio, alla stessa maniera i No Gronda per giustificare la loro contrarietà all’opera, sostenevano la robustezza del ponte Morandi che sarebbe durato per altri 100 anni, fino a definire più volte “favoletta” l’ipotesi di un crollo. Una affermazione purtroppo imbarazzante, col senno di poi anche macabra. Oggi si è capito chi aveva tragicamente ragione.

https://www.ilfoglio.it/politica/2018/0 ... 5s-209970/

In effetti lo scopo della Gronda, se non quello di sostituire il Morandi, era almeno quello di costituire una alternativa al tutto il traffico che gravava tutto sul malconcio ponte. Una volta realizzata l’alternativa si sarebbe potuto decidere diversamente sul Morandi. Forse, si sarebbe potuto decidere per la sua chiusura, oppure per il suo rifacimento completo mentre il traffico era dirottato sulla Gronda come ipotizzato nel 2006. Come minimo, il vecchio ponte, sgravato da gran parte del traffico pesante, sarebbe diventato un ponte urbano.

Se le responsabilità penali, salvo prova contraria, sono da ricercarsi nella società concessionaria e nei certificatori, una certa responsabilità per così dire “morale” o “politica” va ricercata altrove. In coloro che nel corso degli anni si sono opposti ad ogni nuova opera compresa una alternativa al vecchio ponte Morandi, ritenendo questo sufficiente e l’alternativa inutile. A coloro che hanno insistito nella sua conservazione e manutenzione ad oltranza, quando a volte conviene buttare giù e riprogettare tutto da capo, secondo criteri moderni e secondo le nuove esigenze di traffico. Qui non si trattava di tutelare un palazzo d’epoca, ma un ponte in cemento armato di 50 anni, anche un po’ bruttino, già con vistose toppe di rappezzo.
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[28] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 16 ago 2018, 19:04

venexian ha scritto: 'fine vita' del cemento. Questi geni sono tutti d'accordo che dopo 50 anni ...
il degrado, semmai, è dovuto ai ferri di armatura


Io non ne so nulla, comunque qui c'è un riassuntino facile facile che conferma le tue affermazioni
http://www.ingegneriaedintorni.com/2011 ... to-la.html
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[29] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 16 ago 2018, 19:24

Grazie Goofy per il link.

Queste sono cose che a me e ai miei colleghi sono state raccontate quasi 40 anni fa e che certamente erano ben conosciute da oltre dieci anni.

Chi doveva fare manutenzione (*) a quel manufatto, aveva l'obbligo di verificare la consistenza delle armature e gli spessori del copriferro. Adesso, con le immagini delle macerie, questi dati sono avanti agli occhi di tutti i tecnici in grado di leggerli. Non ci sono scuse per non averlo fatto, o per averlo fatto e aver detto che andava tutto bene.

Vedremo cosa ne uscirà. L'evidenza delle prove è talmente schiacciante che non vedo proprio dove si potranno andare a nascondere.

Desidero anche richiamare l'attenzione su un altro punto importante. Cosa sarebbe successo in un viadotto ben progettato e ben costruito, se di colpo fosse venuto a mancare il supporto di uno o più stralli? Per me avrebbe dovuto cedere solo l'impalcato, non certo il pilone che invece si è sbriciolato. Speriamo si riescano a ottenere immagini in grado di stabilire da dove è partito il cedimento.

(*) In questo caso, con manutenzione non intendo i rattoppi fatti negli anni, ma la responsabilità dei controlli connessi alla manutenzione. Sono infatti in accordo al 100%, e penso lo si sia capito dai post precedenti, con quanto esposto da 6367 in [27].
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[30] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utente6367 » 16 ago 2018, 19:38

venexian ha scritto:Chi doveva fare manutenzione (*) a quel manufatto, aveva l'obbligo di verificare la consistenza delle armature e gli spessori del copriferro. Adesso, con le immagini delle macerie, questi dati sono avanti agli occhi di tutti i tecnici in grado di leggerli. Non ci sono scuse per non averlo fatto, o per averlo fatto e aver detto che andava tutto bene.

Vedremo cosa ne uscirà. L'evidenza delle prove è talmente schiacciante che non vedo proprio dove si potranno andare a nascondere.



Tra le varie cose che ho captato (non sono un civile) ci sta anche la difficoltà di valutare lo stato dell'armatura di quei tiranti in cemento armato precompresso, una tecnologia decisamente atipica, per non dire sbagliata, per la quale nemmeno esiste una valida esperienza di verifica.

Come ricordavo, Brencich ha detto che non è colpa della mancata manutenzione.
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