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Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

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[71] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 17 ago 2018, 22:50

6367 ha scritto:Curioso l'appello della professoressa a mantenere quello che resta del ponte di Morandi e trasformarlo in una passeggiata pedonale. Una testimonianza dell'opera del grande Morandi.


Sicuramente costerebbe meno che demolire tutto quanto il "quel che resta". Ma non prevedo un grande successo dell'iniziativa: solitamente ai cimiteri non si va a fare passeggiate e credo che, se il ponte non verrà ricostruito sulla stessa traccia, questo tenderà a divenire il sentire della gente verso il rudere che, se resterà lì, verrà ricordato come "il ponte dei quaranta morti" o giù di lì - Un cimitero appunto.
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[72] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 17 ago 2018, 22:51

venexian ha scritto:Non mi riferivo agli stralli, ma al pilone, fatto praticamente solo di cemento.

Fare gli stralli in cemento è un po' come fare gli impalcati in vetro: cose da architetti (...)
la similitudine rende l'idea.
Quando m'è capitato d'osservare degli stralli in cemento son stato preda d'un dubbio istintivo, alimentato solo dal fatto di guardare, senza nemmeno pensarci.
Pare proprio una cosa "strana", la sensazione visiva che restituiscono è l'opposto della flessibilità e della elasticità di quelli metallici.

Se l'applicazione della tecnica del precompresso nelle sopaelevate, oltre ad essere innovativa e ardita (come qualche estimatrice del progettista premetteva all'estensione delle proprie valutazioni nella comparsa televisiva ...), avesse rappresentato un concreto miglioramento per la tenuta avrebbe forse dovuta essere più che diffusa.

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[73] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 17 ago 2018, 23:11

'Precompresso', come 'strallo' sono parole che riempiono bene la bocca dei giornalisti e da quando gli 'esperti' ne hanno parlato alla televisione è diventata tecnologia spaziale. Il ponte di Morandi è diventato tutto in precompresso, piloni compresi.

Forse vale la pena di ricordare che gli stralli c'erano già nei ponti medievali e che il cemento precompresso si utilizza anche per i pali di sostegno dei filari delle viti (*).

Il cemento precompresso è fondamentale per costruzioni come quelle, ma si usa per l'impalcato, non per i piloni o per gli stralli... La scelta di Morandi non è singolare: nella mia vita professionale ho assistito molte volte all'adozione di scelte tecnicamente impresentabili solo allo scopo di evidenziare una diversità che mettesse in luce il progettista. Una sorte di 'sindrome dell'inventore' che sembra mordere il... collo ai progettisti da prima pagina.

Un esempio che ho ante gli occhi? Il MOSE...


(*) Quelle per fare il vino, non quelle dei bulloni...
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[74] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 17 ago 2018, 23:21

venexian ha scritto:(...) ho assistito molte volte all'adozione di scelte tecnicamente impresentabili solo allo scopo di evidenziare una diversità che mettesse in luce il progettista. Una sorte di 'sindrome dell'inventore (...)
il progettista sarà estroso, ma le voci degli altri, anche se non urlate, dovrebbero giungere all'orecchio di chi decide.

Saluti
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[75] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 17 ago 2018, 23:33

E invece è il contrario!

Proprio il MOSE è l'esempio. Negli anni ottanta, quando decisero l'opera, sarebbe stato semplice e ovvio guardare ciò che avevano fatto in Olanda, o copiare le chiuse che da sempre funzionano sul canale di Panama. Invece no, anche chi doveva decidere è stato fulminato dall'idea del diverso, di essere il primo. Questa anfetaminica febbre dell'invenzione a tutti i costi che porta ai risultati che abbiamo davanti agli occhi.

Anche a me sono stati bocciati dei progetti perché... poco innovativi. Mi ricordo un sollevatore che io avevo proposto con riduttore epicicloidale, preso da un concorrente che aveva proposto un riduttore 'differenziale'. Cercai di far notare che se nessuno lo aveva mai utilizzato, anche se presente in letteratura, forse era il caso di alzare le orecchie, ma... niente da fare. Fu un colossale fallimento e con un po' di vergogna devo dire che non mi spiacque del tutto...
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[76] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utente6367 » 18 ago 2018, 1:10

https://www.corriere.it/cronache/18_ago ... 6b87.shtml

https://www.ilfattoquotidiano.it/premiu ... avvertito/

Allora, se è vero quello che si scrive, le verifiche e la manutenzione erano adeguati.
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[77] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentelodovico » 18 ago 2018, 5:00

venexian ha scritto:Sarebbe come mettere in commercio un'auto con una nota che dice "Il motore di questa automobile può esplodere e uccidere tutti gli occupanti. Esiste però un'infallibile sistema di sicurezza che fa accendere una spia luminosa 30 secondi prima della deflagrazione, dando a tutti il tempo per mettersi in salvo". Bell'esempio di sicurezza, vero? Chi non acquisterebbe un'auto così?

La sicurezza deve essere intrinseca, senza alcuna condizione entro il limite della ragionevole certezza.

Sicuramente.
Sono d'accordo che questo che proponevo non deve essere il principale approccio per il miglioramento della sicurezza, e non voglio dare spunto ai politici , che invece di aggiustare i ponti, adotterebbero al volo una soluzione di facile applicabilita' e basso costo, che pero' rischierebbe di trasformare un viaggio per le nostre strade in una sorta di gioco alla supermario:con ponti traballanti dove se ti fermi al semaforo in tempo, oppure lo percorri molto velocemente, sopravvivi, se no muori, e per giunta per colpa tua, visto che non sei stato abbastanza sveglio ed attento.
Mi chiedevo solo se teoricamente un tale sistema potrebbe servire , cioe' se realmente essere avvisati in tempo reale che qualcosa di anomalo sta accadendo al ponte, prima di salirci sopra o almeno prima di arrivare al punto 'anomalo', potrebbe limitare i danni (es ...immagino una serie di semafori disposti a poche decine di metri uno dall'altro, che diventano rossi tutti insieme fino al punto dell'anomalia rilevata).
Ora, mi vengono i brividi ad immaginare la situazione, ma temo che in quelle condizioni di scarsa visibilita' alcuni mezzi siano caduti non perche' stavano gia' sul segmento che e' crollato, ma perche' non vedendo bene davanti non si sono resi conto subito che in realta' alla strada davanti a loro stava accadendo qualcosa, o addirittura gia' mancava.
Questo sistema di monitoraggio allo scopo di segnalazione agli utenti in tempo reale, come parte integrante del sistema di monitoraggio generale che comprende l'avviso automatico agli addetti ai lavori che e' richiesto un controllo alla struttura.
Comunque scusatemi, ho visto solo ora che era stato aperto un thread piu generale sull'argomento :https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=21&t=74891&start=10

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[78] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 18 ago 2018, 9:10

WALTERmwp ha scritto:stralli in cemento

Questa cosa ancora non l'ho capita. Lo strallo non lavora a trazione, mentre il cemento regge alla compressione?
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[79] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 18 ago 2018, 9:34

EcoTan ha scritto:Questa cosa ancora non l'ho capita. Lo strallo non lavora a trazione, mentre il cemento regge alla compressione?

E proprio per questo motivo che l'insieme è precompresso. Il getto di calcestruzzo viene eseguito sul ferro posto in trazione tra due punti fissi. A getto consolidato la tensione viene rimossa e il ferro, contraendosi, mette in compressione (precompressione), il cemento che ci sta attorno. Una volta posto in opera, il ferro dovrebbe essere sottoposto a una tensione inferiore a quella utilizzata nella realizzazione, mantenendo il calcestruzzo sempre in condizione di pressione e mai di trazione.
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[80] Re: Genova-Polcevera: crolla il ponte Morandi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 18 ago 2018, 10:26

6367 ha scritto: Allora, se è vero quello che si scrive, le verifiche e la manutenzione erano adeguati.


Le verifiche forse (anche se dipende da quanto sono approfondite, ovvero, in soldoni, dalla volontà reale di verificare la situazione non limitandosi a mettere qualche timbro e qualche firma tranquillizzanti in giro) ma la manutenzione evidentemente no, se è vero quanto denunciato sui giornali nei giorni scorsi che le uscite per la manutenzione sono diminuite nel corso dell'ultimo decennio.

Ripeto quanto già alludevo in un post precedente: se mai si vorrà cercare qualcuno a cui tirare il collo per quel che è successo non andrà cercato tra gli ingegneri ma tra chi aveva le mani sui soldi e decideva dove, come e se spenderli. Gli ingegneri, per quanto ben pagati, sono quantomeno subordinati come tutti gli altri e,come tutti gli altri, per lo più prendono ordini da chi li paga.

Uno degli aspetti su cui stanno cercando di mistificare a più non posso (e miserabilmente) la realtà è proprio il voler far credere che, alla fine, si sia trattato solo di problemi e responsabilità "tecniche" e non anche (e direi pure soprattutto) di carattere finanziario e manageriale (come quasi sempre, a livelli più o meno pesanti, emergono in disastri e tragedie di questa portata e gravità - e non solo in Italia, sia chiaro).
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