Chiacchiere di matematica
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PietroBaima,
Ianero
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Ma si può sapere quale cifra vi serve?

Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Acc..birbante, ne hai approfittato perché ho lo screenshot corto..
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Rieccomi
Procedo con il primo caso del tuo nuovo quesito (vorrei far di più, ma devo preparare un esame e il tempo stringe), ribadendo anzitutto per amor di leggibilità le regole acclarate da cui partiamo:
Prima di iniziare con le dimostrazioni, integriamo il set di assunzioni e definizioni di cui sopra due definizioni necessarie per dare un senso a ciò che trattiamo:
- Una potenza a esponente intero è definita per induzione con la prime tre regole del nostro set iniziale.
- Una potenza a esponente razionale è definita come
purché
.
Andiamo:
La relazione
è banalmente ottenuta per
applicando iterativamente la prima regola:

L'estensione al caso
è banale: se gli esponenti sono positivi allora essi sono elementi di
, quindi vale quanto sopra, altrimenti basta applicare la terza regola per ricondursi a un rapporto di potenze con esponente in
, per le quali possiamo dimostrare in modo banale la proprietà
.
Per quanto riguarda il caso
, riscriviamo la potenza come
e, ponendo
per ovvi motivi, analizziamo i vari casi :
- Se
, ricadiamo nel caso
, che abbiamo già trattato.
- In tutti gli altri casi, dobbiamo dimostrare che
. Riscrivendo i termini come
e
, possiamo sfruttare la regola del prodotto tra radicali con la stessa base (che si può dimostrare senza far ricorso alle formule che vogliamo discutere, per cui non c'è circolarità) per ottenere
.
Prima di iniziare con le dimostrazioni, integriamo il set di assunzioni e definizioni di cui sopra due definizioni necessarie per dare un senso a ciò che trattiamo:
- Una potenza a esponente intero è definita per induzione con la prime tre regole del nostro set iniziale.
- Una potenza a esponente razionale è definita come
purché
.Andiamo:
La relazione
è banalmente ottenuta per
applicando iterativamente la prima regola:
L'estensione al caso
è banale: se gli esponenti sono positivi allora essi sono elementi di
, quindi vale quanto sopra, altrimenti basta applicare la terza regola per ricondursi a un rapporto di potenze con esponente in
, per le quali possiamo dimostrare in modo banale la proprietà
.Per quanto riguarda il caso
, riscriviamo la potenza come
e, ponendo
per ovvi motivi, analizziamo i vari casi :- Se
, ricadiamo nel caso
, che abbiamo già trattato.- In tutti gli altri casi, dobbiamo dimostrare che
. Riscrivendo i termini come
e
, possiamo sfruttare la regola del prodotto tra radicali con la stessa base (che si può dimostrare senza far ricorso alle formule che vogliamo discutere, per cui non c'è circolarità) per ottenere
.-

rugweri
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- Iscritto il: 25 nov 2016, 18:46
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Menomale che rispondi almeno fai sembrare che ciò che scrivo interessi a qualcuno
Per i casi
e
, ok.
E perché non
?
Il fatto che
sia uguale a
va dimostrato, tenendo presente solo la definizione non è ovvio.
Dopo l'esame allora sarà pura battaglia qui
In bocca al lupo.
Per i casi
e
, ok.Una potenza a esponente razionale è definita come![]()
E perché non
? Riscrivendo i termini come
Il fatto che
sia uguale a
va dimostrato, tenendo presente solo la definizione non è ovvio.vorrei far di più, ma devo preparare un esame e il tempo stringe
Dopo l'esame allora sarà pura battaglia qui
In bocca al lupo.
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Ianero ha scritto:E perché non?
![]()
Perché i miei libri di matematica la definiscono in quell'altro modo e io mi fido
Scherzi a parte, per essere sicuro ho consultato vari testi, e tutti loro danno come definizione quella che ho scritto
Ianero ha scritto:Il fatto chesia uguale a
va dimostrato, tenendo presente solo la definizione non è ovvio.
Avendo posto
e
, l'uguaglianza non è implicita per la proprietà invariantiva dei rapporti tra numeri interi? 
-

rugweri
5.948 2 7 11 - CRU - Account cancellato su Richiesta utente
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Scherzi a parte, per essere sicuro ho consultato vari testi, e tutti loro danno come definizione quella che ho scritto![]()
Sono la stessa definizione, lascio quindi a te dimostrare perché.
l'uguaglianza non è implicita per la proprietà invariantiva dei rapporti tra numeri interi?
No, non puoi semplificare l'esponente, devi usare la definizione, che è l'unica cosa che hai finché non dimostri altre proprietà.
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