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fpalone » 16 set 2018, 18:35
Come già detto, tenerne in piedi anche una parte non sarebbe una soluzione politicamente praticabile.
Il presidente del CNI ha
detto:
Nel clima attuale non credo che ci siano margini per il mantenimento di una parte di questa infrastruttura. Le motivazioni a favore, o almeno per un rapido studio ci sarebbero, eccome. Le fondazioni già ci sono e non hanno mai dato problemi, le parti in cemento armato sono in buone condizioni e ripristinare il calcestruzzo corticale con calcestruzzi ad alte prestazioni ed anche eventualmente fasciarle con materiali moderni come le fibre di carbonio è semplice ed economico. Gli stralli sono stati già sostituiti.
il concetto espresso nell'intervista, che invito a leggere integralmente, mi sembra sia quello di adottare un approccio tecnico piuttosto che emozionale ( vedi le scelte aprioristiche "no al cemento", "no agli stralli"... ).
Fermo restando che le parti rimaste in piedi dell'infrastruttura non sono state progettate con i criteri di resilienza delle opere attuali, sarebbe auspicabile un'analisi, per quanto sommaria, di costi e benefici tra le opzioni di conservazione (della sola parte in viadotto, delle pile rimaste su...) e demolizione integrale, anche in vista della futura realizzazione della Gronda.
Da ignorante e senza dati scommetterei che sulla base di un'analisi del rischio converrrebbe buttare giù tutto e ricostruire, ma scelte come questa vanno fatte su basi più solide di una sensazione.