Buonasera a tutti,
vorrei chiedervi una consulenza su un impianto di illuminazione a led (strisce): dunque abbiamo un mgt da 16A, cavo di collegamento in AC da 2,5 mmq per una lunghezza di circa 6m, una decina di alimentatori da 250W caricati per meno del 70% e infine le strisce a led....
accade che durante il giorno tutto ok. ma la sera se il proprietario spegne l'illuminazione a led (da un interruttore bipolare) e poi prova a riaccenderle scatta il mgt.
secondo voi da cosa potrebbe dipendere??
grazie anticipatamente
PS ho notato che attorno al mgt è più caldo rispetto agli altri interruttori. non è che questi alimentatori hanno un fattore di potenza molto basso???
Illuminazione a LED
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Bisognerebbe sapere come sono fatti gli alimentatori. Se NON hanno il PFC interno, quello che capita e` che all'accensione tutti i condensatori di ingresso si caricano contemporaneamente assorbendo una corrente di in rush elevata. DI sera potrebbero essere presenti anched degli altri carichi che con la corrente di accensione fanno scattare il magnetico.
E sempre se glialimentatori non hanno il PFC, hanno sicuramente un fattore di potenza basso, dovuto alla distorsione di corrente.
E sempre se glialimentatori non hanno il PFC, hanno sicuramente un fattore di potenza basso, dovuto alla distorsione di corrente.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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dall'ufficio tecnico del produttore mi hanno parlato di una minima corrente di innesco.....
sotto quel mgt ci sono soltanto quegli alimentatori......
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Probabilmente l'interruttore scatta per la corrente di innesco degli alimentatori. Per averne la certezza dovresti farti mandare la scheda tecnica degli alimentatori. In alcuni casi i costruttori indicano a catalogo la taglia dell'interruttore in funzione del tipo e numero di alimentatori a valle.
In assenza di dati, io dimensiono sempre la corrente nominale degli interruttori pari a circa 2 volte la corrente di impiego degli apparecchi illuminanti.
In assenza di dati, io dimensiono sempre la corrente nominale degli interruttori pari a circa 2 volte la corrente di impiego degli apparecchi illuminanti.
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Bisognerebbe sapere come sono fatti gli alimentatori. Se NON hanno il PFC interno
Ciao
Il PFC serve a migliorare la forma d'onda a regime, portandola quanto più possibile vicina alla sinusoide e cercando di aumentare il PF. Nella fase di inrsuh lo stadio PFC, se di tipo attivo, dovrebbe essere ancora fermo, quindi non dovrebbe potere nulla…
Conosci un limite minimo di potenza delle lampade per necessitare dello stadio PFC, vedo che qualcuno lo include già da 5W, qualcun altro da 10W...
Poi ovviamente ne esistono di diverse tecnologie, più o meno raffinati.
Ho cercato in rete qualche articolo, ma con scarsi risultati, se tu hai qualcosa in merito lo leggo ben volentieri.
Ho trovato questo.
https://e2e.ti.com/blogs_/b/industrial_ ... standards#
e qualcosina qui…
https://www.dialog-semiconductor.com/si ... lenges.pdf
Grazie
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JAndrea ha scritto:mi chiedevo, come si comporta lo stadio PFc nella fase di inrush?
da https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=2&t=72885#p757426
Il modello SPV ( 1500 W 24 V 63 A) ha sempre (una inrush current di) 60 A ma ha il PFC (Power Factor Correction) PF > 0.95 che contibuisce a riudrre le "schifezze" immesse in rete
http://www.meanwell.com/webapp/product/ ... d=SPV-1500
Riguardo la inrush current ed alle tecniche per ridurla guarda questo bell'articolo di Rod Elliot:
http://sound.whsites.net/articles/inrush.htm
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JAndrea ha scritto:CiaoIsidoroKZ leggendo questo vecchio thread, mi chiedevo, come si comporta lo stadio PFc nella fase di inrush?
Di solito i PFC sono fatti con un boost. In accensione, senza attivare il MOS o IGBT, si ha una L in serie a una C (e a tutto il carico). Se la L fosse ideale, partirebbe una risonanza fra la L e la C che caricherebbe il condensatore a tensione doppia di quella di ingresso, in generale decisamente troppo!
In realta` questo non capita perche' la risonanza e` a bassa frequenza, data l'elevata capacita` di uscita e quindi si avrebbe la saturazione della L. Una volta satura, l'induttanza non limita piu` la corrente e si avrebbe un picco analogo ai raddrizzatori fatti da diodi piu` condensatore sull'uscita.
Questa corrente di inrush non la si vuole e per limitarla si mette in serie al raddrizzatore una NTC che limiti la corrente di accensione, oppure nei dispositivi piu` grandi, una resistenza di limitazione della corrente che poi viene eliminata da un interruttore in parallelo, un rele` o un dispositivo attivo.
Se invece la topologia e` un buck-boost o meglio un flyback, non serve limitazioni di inrush current perche' la topologia puo` controllarla.
JAndrea ha scritto:
Il PFC serve a migliorare la forma d'onda a regime, portandola quanto più possibile vicina alla sinusoide e cercando di aumentare il PF. Nella fase di inrsuh lo stadio PFC, se di tipo attivo, dovrebbe essere ancora fermo, quindi non dovrebbe potere nulla…
Conosci un limite minimo di potenza delle lampade per necessitare dello stadio PFC, vedo che qualcuno lo include già da 5W, qualcun altro da 10W...
Poi ovviamente ne esistono di diverse tecnologie, più o meno raffinati.
Ho cercato in rete qualche articolo, ma con scarsi risultati, se tu hai qualcosa in merito lo leggo ben volentieri.
Ho trovato questo.
https://e2e.ti.com/blogs_/b/industrial_ ... standards#
e qualcosina qui…
https://www.dialog-semiconductor.com/si ... lenges.pdf
Grazie
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