Mi pare quindi di capire che la cosa migliore sarebbe avere tanti fili verso il polo negativo (GND) degli alimentatori quante sono le utenze.
Tengo a precisare che l'impianto di cui fa parte il quadro è estremamente importante e costoso, quindi, OK che non ci sono tensioni e correnti importanti ma, visti gli studi che permetterà di fare, è fondamentale che i segnali transitino nel modo giusto, considerato che il sistema acquisisce dati da moltissimi sensori delicati.
In linea di principio, potrei usare il ripartitore in questione (tetrapolare), assegnando due barre al +24 V e due barre al GND (o 0V)??
Domanda di contorno: i morsetti fusibilati possono essere ponticellati in ingresso?? (quindi a monte del fusibile)
distribuzione 24 V in quadro
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Sicuro che si possano mettere due alimentatori in parallelo per sommare la potenza?
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SediciAmpere
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markov20 ha scritto:è fondamentale che i segnali transitino nel modo giusto, considerato che il sistema acquisisce dati da moltissimi sensori delicati.
Questo è un problema che non ha nulla a che fare con quello che hai posto in [1].
L'integrità dei segnali è una questione che non può essere risolta con un consiglio preso su un forum. E' uno studio delicato che deve essere condotto da chi ha le competenze per poterlo svolgere. Ne seguirà uno schema che separa le linee segnale e di alimentazione anche se elettricamente sono lo stesso nodo e indica in modo chiaro quali siano i morsetti ove fare la connessione.
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come sempre, grazie per le risposte.
il progettista non sono io. Io ho il "compito" di costruire fisicamente il quadro.
Sì, probabilmente è per la ridondanza, la corrente nominale del quadro è 6A (anche se non ho capito se è riferita alla 230V o ai +24 V).
Mi sono chiesto "che succede se un alimentatore va in guasto sull'uscita? Mette in corto anche l'altro?"
Però, ripeto, i progettisti sono di un'azienda che si occupa di automazione di un certo livello quindi... se lo dicono loro io non posso certo criticare... Però la storia del bilanciare è sacrosanta: chi dice che la potenza viene prelevata nella stessa quantità dai due??
Gli alimentatori sono due WEIDMULLER Pro Eco (devo stare attento a non dare troppi riferimenti sul progetto, tenuto conto della riservatezza a cui sono obbligato... vorrei evitare di essere "identificato").
Certo, questo è un altro problema, ben più importante, di cui se ne occupano 4 ingegneri e comunque il titolo del thread è "distribuzione 24 V in quadro". Era solo per dire che il quadro è connotato all'interno di un impianto non banale; insomma, non serve per comandare le elettrovalvole di un'azienda agricola (con tutto rispetto per le aziende agricole).
Se avete ulteriori osservazioni/commenti/consigli da darmi ve ne sarò grato.
Per ora, grazie mille!
P.S: esiste mica un "manuale del quadrista"? Sapete mica se esiste un libro/sito sulla tecnica realizzativa dei quadri elettrici?
Sicuro che si possano mettere due alimentatori in parallelo per sommare la potenza?
il progettista non sono io. Io ho il "compito" di costruire fisicamente il quadro.
è una tecnica che si usa quando si vuole ridondanza, ma bisogna usare un bilanciatore di carico
Sì, probabilmente è per la ridondanza, la corrente nominale del quadro è 6A (anche se non ho capito se è riferita alla 230V o ai +24 V).
Mi sono chiesto "che succede se un alimentatore va in guasto sull'uscita? Mette in corto anche l'altro?"
Però, ripeto, i progettisti sono di un'azienda che si occupa di automazione di un certo livello quindi... se lo dicono loro io non posso certo criticare... Però la storia del bilanciare è sacrosanta: chi dice che la potenza viene prelevata nella stessa quantità dai due??
Gli alimentatori sono due WEIDMULLER Pro Eco (devo stare attento a non dare troppi riferimenti sul progetto, tenuto conto della riservatezza a cui sono obbligato... vorrei evitare di essere "identificato").
venexian ha scritto:markov20 ha scritto:è fondamentale che i segnali transitino nel modo giusto, considerato che il sistema acquisisce dati da moltissimi sensori delicati.
Questo è un problema che non ha nulla a che fare con quello che hai posto in [1].
Certo, questo è un altro problema, ben più importante, di cui se ne occupano 4 ingegneri e comunque il titolo del thread è "distribuzione 24 V in quadro". Era solo per dire che il quadro è connotato all'interno di un impianto non banale; insomma, non serve per comandare le elettrovalvole di un'azienda agricola (con tutto rispetto per le aziende agricole).
Se avete ulteriori osservazioni/commenti/consigli da darmi ve ne sarò grato.
Per ora, grazie mille!
P.S: esiste mica un "manuale del quadrista"? Sapete mica se esiste un libro/sito sulla tecnica realizzativa dei quadri elettrici?
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markov20 ha scritto:Certo, questo è un altro problema, ben più importante, di cui se ne occupano 4 ingegneri e comunque il titolo del thread è "distribuzione 24 V in quadro".
Quattro? Quattro ingegneri che si occupano contemporaneamente dell'integrità dei segnali sono veramente tanti... Se le cose stanno così, non dovresti avere nulla da domandare, perché i quattro ingegneri dovrebbero darti uno schema dal quale risulti inequivocabile dove ciascun singolo filo debba partire e arrivare. Nei nostri schemi, quando l'integrità dei segnali pone una questione, il singolo segnale GND prende il nome di GNDa, GNDb, GNDc e così via, e nello schema i blocchetti equipotenziali sono trattati come un qualsiasi altro componente del quadro.
markov20 ha scritto:Era solo per dire che il quadro è connotato all'interno di un impianto non banale; insomma, non serve per comandare le elettrovalvole di un'azienda agricola (con tutto rispetto per le aziende agricole).
Credo che anche altri utenti del forum si occupino di impianti non banali. Negli anni ho però notato che i segnali sono poco interessati all'importanza dell'impianto nel quale sono generati. Si comportano sempre allo stesso modo, obbedendo alle stesse leggi fisiche.
Magari potresti far notare ai quattro ingegneri che la distribuzione del +24 e del GND hanno molto a che fare con l'integrità dei segnali. Forse ti risolvono il problema.
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Gli ingegneri che si occupano dei sensori prendono per buono quello che è stato fatto per il quadro (progettato da un'azienda esterna). Le problematiche di cui si occupano loro sono l'accuratezza da garantire, la velocità di risposta, il condizionamento del segnale in trasmissione, l'elaborazione dei dati; sono ingegneri-ricercatori, a loro interessa la finalità dell'impianto più che la costruzione ultima... infatti sono più bravi nella teoria che nella pratica... non hanno alcuna esperienza con i quadri (ancor meno nell'esecuzione di lavori di cablaggio). A loro 4 se ne aggiungono altri n qui in dipartimento, e tenuto conto che il progetto fa parte di uno studio internazionale, ad essi se ne aggiungono diverse centinaia (oltre a fisici, matematici, informatici, ecc).
Dicendo che l'impianto ha una certa importanza volevo dire solo che sarebbe cosa buona fare un lavoro decente, non volevo certo sminuire gli impianti altrui (anche perché non ha alcun senso farlo).
Comunque in settimana contatterò i progettisti del quadro e riferirò loro i miei dubbi.... Ne ho uno su due contattori che temo sia effettivamente un loro errore di progettazione. Ora valuto se aprire un thread sul forum, giusto per parlare e avere opinioni da chi è un professionista nel cablaggio.
Grazie a quanti hanno partecipato alla presente discussione. Ovviamente se qualcuno ha altro da dire, leggerò volentieri eventuali osservazioni.
Grazie a tutti
Dicendo che l'impianto ha una certa importanza volevo dire solo che sarebbe cosa buona fare un lavoro decente, non volevo certo sminuire gli impianti altrui (anche perché non ha alcun senso farlo).
Comunque in settimana contatterò i progettisti del quadro e riferirò loro i miei dubbi.... Ne ho uno su due contattori che temo sia effettivamente un loro errore di progettazione. Ora valuto se aprire un thread sul forum, giusto per parlare e avere opinioni da chi è un professionista nel cablaggio.
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