Ciao
IsidoroKZ,
questo è chiaro, ma vorrei portare all'attenzione il fatto che nella formula e nella varie descrizioni si evince già che il flusso è quello concatenato.
Piuttosto, contesto il termine flusso fisico misurato in weber e flusso concatenato. Che vuol dire? Come lo misuriamo il flusso concatenato?
Anzi, quando scriviamo la relazione

stiamo facendo tutta una serie di ipotesi che non sempre sono verificate. Questo flusso phi in alcuni testi è detto portata del tubo di flusso altri risolvnoo dicendo che è il flusso concatenato con la singola spira e che va moltiplicato per N, cioè una grandezza misurata in Wb/N.
Tutto questo ci allontana dall'obbiettivo: la definizione dell'induttanza e del fenomeno fisico ad esse collegato.
È tutto implicito nel secondo post: bipolo induttore isolato. Con queste parole possiamo scartare tutte le perdite e parametri fisici che nulla hanno a che fare con la proprietà che si vuole definire.
Se dobbiamo pensare a queste cose allora nei TR non potremmo definire l'induttanza di dispersione. A quale parte fisica della macchina corrisponde e a quale corrente se è solo una nostra schematizzazione mentale?
Per inciso, ovviamente non sto spiegando niente né a te e nemmeno ad
EcoTan: ne sapete più di me. Voglio solo chiarire per eventuali studenti che si trovassero a passare da qui.
P.S.
Scrivi a proposito di progettazione di circuiti. Ecco, lì possiamo fare questi discorsi, ma non in elettrotecnica dove vogliamo porre l'attenzione sul fenomeno fisico.
Ti ringrazio per l'intervento.