No, hai orecchie normali che sentono (o non sentono se non ci sono) cose normali. Su tutta la storia dei condensatori e la loro più o meno (supposta o sedicente) idoneità all'uso nell'audio vanno dette un paio di cose; condensatori diversi costruiti con tecnologie e soprattutto materiali diversi hanno differenze di prestazioni e qualità ma... pressoché irrilevabili a livello audio in cui anche il più "raffinato" audiofilo può al massimo rilevare due cose: 1) se il condensatore è funzionante oppure rotto e 2) ma con molta difficoltà, se il valore del condensatore è grossolanamente sbagliato per la funzione che svolge. Tutto il resto, almeno per quanto riguarda l'audio, è pura aria fritta per mettere in pentola i polli a cui "cuocere" il portafoglio.
Dove invece la qualità di costruzione e dei materiali usati per i condensatori fa MOLTA differenza è negli strumenti di misura TRA CUI quelli dedicati all'audio (oscillatori e filtri di misura soprattutto). Tuttavia il "molta differenza" va vista nel suo contesto, cioè quello della precisione di misura e dei suoi limiti. Non è una sottigliezza da poco perché, tali differenze, sono perlopiù inaudibili e rilevabili solo con altri strumenti di misura, il cui livello deve essere ovviamente migliore di quel che misurano. Ma oltre a questo... non vi è nulla di verificabile a orecchio; un oscillatore-schifezza da 50 euro ad orecchio si può distinguere a malapena da uno che paghi migliaia di euro (SE si può; tecnici e musicisti particolarmente allenati e con ottime orecchie, arrivano a rilevare distorsioni fin sotto lo 0,1 per cento - una parte su mille - ma solo in condizioni particolarmente ottimali e solo su alcuni tipi di misura come quella della distorsione di intermodulazione; per la più semplice e diretta distorsione armonica, generalmente al di sotto dell'un per cento diventa irrilevante e di fatto inaudibile).
Le differenze udibili, che ci sono in genere tra apparecchi diversi, magari in sé non particolarmente "notevoli", a cosa sono dovute allora? A tante cose, spesso anche piuttosto macroscopiche, che sono dovute soprattutto a tolleranze di livello e di risposta in frequenza che però derivano più che dalla qualità intrinseca dei componenti, dal loro puro e semplice uso o, meno di rado di quanto sarebbe auspicabile, misuso.
Per ora è tutto... che per me è ora di andare a nanna!
