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arkeo2001 » 6 nov 2018, 12:27
Per il termine che cerchi non mi viene in mente niente di meglio che "intuizione", ho dato un'occhiata al dizionario sinonimi e contrari ma non ho trovato nessuna ispirazione

Detto questo, nell'800 i filologi europei "scoprirono" il sanscrito e immediatamente notarono parentele strettissime con greco, latino e buona parte delle lingue appunto dette indoeuropee. Si è potuto capire ben presto che l'andamento temporale è caratterizzato da una sistematica semplificazione. Il sanscrito ha otto casi, e dieci "coniugazioni" (in realtà sono classi di verbi), il duale e praticamente tutte le complicazioni che si ritrovano però parzialmente nelle varie lingue indoeuropee; per esempio il greco ha tre declinazioni ma ha il duale mentre il latino non ha il duale ma più declinazioni, cinque contro tre, il latino ha perso la forma media mentre il greco ce l'ha. In ogni caso già lingue antiche come greco e latino hanno accorpato casi, ridotto le coniugazioni e semplificato la grammatica. La sottigliezza della flessione sanscrita, in latino si ottiene con preposizioni diverse per lo stesso caso, per esempio strumentale e ablativo sanscriti sono accorpati nell'ablativo latino. Le lingue del ramo hanno avuto evoluzioni molto diverse. Alcuni termini si sono sorprendentemente poco mutati, basta pensare al sanscrito "gam" e all'inglese "to go" mentre in italiano "andare" è proprio un'altra parola. In altri casi è andata diversamente, per esempio Skr. "raja"=> Lat. "rex"=> It. "re", mentre "king" non gli somiglia granché. In italiano le declinazioni sono praticamente scomparse mentre per esempio il romeno ha conservato delle forme ancora riconoscibili. Se ricordo bene l'articolo si pospone ed è la contrazione dei pronomi dimostrativi ("servitor illud" = >"servitor-ul"). Invece l'inglese ha preso una direzione opposta. E' ancora una lingua indoeuropea ma ha caratteri molto forti delle lingue isolanti come il cinese. E così via....
Con un panorama tanto complicato non dovrebbe essere difficile accettare l'idea che non ci sono motivi del perché declinazioni e casi sono quelli che sono; il filologo vede che certi schemi sono ricorrenti e fa gli specchietti, che poi entrano nell'uso. Anche oggi vediamo il processo all'opera, il congiuntivo sta cadendo in disuso quindi il filologo di domani potrà solo prendere atto che la lingua si è evoluta così e ci sarà un modo di meno nell'elenco. Se ti interessa l'argomento nulla di meglio che cercare "filologia indoeuropea" con gluglu ed esce di tutto. Quella disciplina è davvero l'entry point ideale.
Questo per quanto ricordo. Sul destino della IV declinazione non ricordo abbastanza e non ho a portata di mano i libri su cui lessi qualcosa, quindi evito di dire (altre) sciocchezze
