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Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Apparecchi di misura: oscilloscopi, multimetri, analizzatori di rete ecc
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[1] Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utenteermetico » 18 nov 2018, 0:39

Un saluto a tutti.
Mi è venuta voglia di allestire un piccolo laboratorio domestico per continuare lo studio dell'elettronica dopo il diploma appena conseguito e la scelta di studiare Matematica all'università.
Non dispongo di grosse cifre per la strumentazione e al contempo non prediligo gli strumenti di bassa qualità, pertanto ho in mente di acquistare un multimetro da banco di qualche (forse più di qualche) anno fa.
In particolare ho in mente il Fluke 8050A insiemi ai suoi fratelli il cui nome inizia per 88xx. Ciò che mi frena è la probabile necessità di doverci mettere mano per fare qualche riparazione. Non ho certamente le competenze per riparare questi oggetti e ancora più certamente non ho gli strumenti adatti per farlo.
Secondo voi, dunque, è un rischio che vale la pena correre quello di rivolgersi al vintage oppure è meglio accontentarsi di un multimetro moderno di qualità mediocre?
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[2] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 18 nov 2018, 1:20

I Fluke citati hanno display proprietario con tutti i grattacapi che ne possono derivare. Se proprio vintage deve essere, meglio qualcosa che abbia display led standard e magari non usi dei micro con relativa eprom.
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[3] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 18 nov 2018, 9:10

Pongo domande filosofiche:
Di che precisione necessiti? 3cifre? 4cifre?
Misure DC AC, vero valore afficace?
Come fai a verificare che lo strumento usato abbia mantenuto la precisione dichiarata? Tracciabilità della taratura.
Che spazio disponibile hai per alloggiare gli strumenti.
Io dedicherei le scarse risorse a un oscillocopio e a un generatore di segnali/funzioni anche obsoleti.
Oppure acquisterei un multimetro Fluke nuovo di medio/basso costo, e tanti cinesi infimi di cui confronterei la taratura con il Fluke nuovo.
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[4] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utentelucaking » 18 nov 2018, 9:55

ermetico ha scritto:......non prediligo gli strumenti di bassa qualità......

Credo che nessuno di noi li prediliga , ma spesso sono la scelta obbligata dei poveri.:mrgreen:

Scherzi a parte, personalmente concordo con Foto UtenteMarcoD sul fatto che se hai un budget limitato forse potrà esserti piu utile dirottare qualche euro in piu su oscilloscopio e generatore di funzioni che sul multimetro.
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[5] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utentearkeo2001 » 18 nov 2018, 10:28

Aggiungo una mia piccola esperienza sull'usato, ovvero il famigerato display VFD che è utilizzato dal mio multimetro e da una delle mie radio amatoriali. Non sapevo che si consumassero e non si trova il rimpiazzo di nessuno dei due (o meglio, del multimetro sì, c'è la copia cinese che ho ordinato e incrocio le dita). Tornassi indietro non li avrei acquistati per nessun motivo. Ovviamente è cosa nota, sono io che ho voluto iniziare come sempre dalla fine acquistando strumenti che nei miei piani mi avrebbero permesso di capire meglio le cose. Vale anche il contrario come la mia ignoranza del consumo display ha mostrato. Può darsi che qualche lurkatore del forum non sappia che i VFD si consumano e magari si risparmia delusioni come quelle che penso di aver preso.

Sui Fluke economici ci sono discussioni sul forum cugino di questo e da quanto mi è parso di capire, pure i Fluke economici soffrono, almeno alcuni modelli, dei problemi di controllo qualità. E a quel punto uno giustamente si chiede se non sia meglio spendere meno e prendere due buoni, che so Uni-T, almeno uno sarà probabilmente entro specifiche e qualche anno durerà. In effetti anche il decadimento di precisione è da valutare perché (altra esperienza recente) una calibrazione è costosa, molto, e ha senso solo per chi fattura e rientra del denaro con il lavoro.
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[6] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utenteermetico » 18 nov 2018, 12:53

Dopo il consiglio di Edgar ho cercato consigli su multimetri LED tra le pagine del noto blog australiano e ho trovato qualche modello. Purtroppo in internet costano davvero uno sproposito, oltre i 200€, e i più economici rimangono i soliti Fluke 8050A, 884xA etc che però hanno display LCD. Gli altri sono VFD e per fortuna il buon arkeo mi ha messo in guardia su questa tecnologia che non conoscevo. Grazie!
Il multimetro che cerco dovrebbe avere 4.5 cifre, precisione < 1%, risoluzione in tensione di un microvolt, risoluzione in corrente di un microampere, risoluzione < 1ohm per i resistori e naturalmente il test di continuità. Per verificare l'accuratezza dello strumento farei riferimento innanzitutto al manuale e in secondo luogo mi procurerei dei riferimenti precisi come resistenze con tolleranze piccolissime, LDO ad alta precisione etc.
Per ospitare gli strumenti ho a disposizione una scrivania intera e dello spazio su scaffali e mensole per mettere i componenti.
Mi interessano quasi esclusivamente le misure in corrente continua dato che non metto mano su ciò che sta oltre alla presa di corrente. Le misure di piccoli segnali non continui dovrebbero poter essere effettuate con l'oscilloscopio.
Per l'oscilloscopio avevo in mente di chiedere al Dipartimento di Elettronica della mia Università così magari da riuscire a recuperare un semplice Hameg analogico o qualcosa di analogo. L'alimentatore invece lo costruirò da me visto che è una cosa abbastanza semplice da fare.
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[7] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utentearkeo2001 » 18 nov 2018, 13:05

Mi sa che con le specifiche che richiedi ti tocca il mio stesso strumento :D è l'HP 34401A, poi marchiato-prodotto da Agilent e ancora successivamente da Keysight. E' vero che costa mi sa più del tuo budget ma io lo presi per poco più di 300 euro e credo valga lo sforzo, a quel prezzo ogni tanto ne esce uno.

Certo, se lo devi lasciare acceso per giorni interi mi sa che non se ne parla ma se l'uso non è "pro" e ne adocchi uno che trovi valido puoi sempre chiedere foto al venditore con il display acceso e ti rendi almeno grossomodo conto dello stato di consumo del display. Non solo, alcune serie hanno un driver difettoso e si vedono dei puntini accesi che non danno troppo fastidio ma un po' sì. Per quanto ne so questo non inficia le prestazioni ma potrebbe essere un buon argomento per tirare sul prezzo.

Per la calibrazione mi sa che con resistenze precise fai poco con uno strumento di buona classe, dovresti passare a decadi di altrettanta buona classe e costano cifre paragonabili a uno strumento decente. Del resto a quanto mi hanno spiegato, ormai un buon strumento si auto-tara o comunque ha dei riferimenti interni abbastanza precisi dai quale dipende tutto. Insomma, o va su tutto o non va su niente. Io credo che se non hai necessità di certificare formalmente quello che fai, uno strumento della classe del 34401A possa anche non essere calibrato. Se capita l'occasione è chiaro, un'occhiata è sempre bene dargliela ma io penso che altrimenti ci si possa fidare di una marca buona e rinomata.
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[8] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utentearkeo2001 » 18 nov 2018, 13:20

Però ora che ci penso... Non potrebbe essere una buona idea prendere un multimetro economico come l'uni-T UT61E (cito questo perché ce l'ho e non va affatto male) e dirottare le risorse su oscilloscopio e generatore di segnali come era stato consigliato? Nel mio piccolo mi trovo sempre a usare oscilloscopio e generatore e molto meno il multimetro, che ci mancherebbe, resta indispensabile.

In questo modo si innesca la classica "rincorsa" di uno o più strumenti non allineati ad altri come classe e quindi si rimpiazzano col tempo scambiando le posizioni (nel senso che poi si prende un ottimo multimetro e si desidererebbe a quel punto avere un oscilloscopio di pari classe, e così via). Penso sia un modo non irragionevole per procedere se non si fanno grossi pasticci con acquisti sbagliati.
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[9] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 18 nov 2018, 15:03

ermetico ha scritto:Il multimetro che cerco dovrebbe avere 4.5 cifre, precisione < 1%, risoluzione in tensione di un microvolt, risoluzione in corrente di un microampere, risoluzione < 1ohm per i resistori e naturalmente il test di continuità

A parte la misura di continuità, rimanendo in ambito vintage queste specifiche mi ricordano quelle del mio Keithley 177. Lo poseggo da quasi 20 anni, è un mulo ed, usando componenti praticamente standard, è semplice da riparare. Il manuale è completo di schemi, procedure di verifica e di taratura.
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[10] Re: Multimetri d'epoca: ne vale la pena?

Messaggioda Foto Utenteermetico » 19 nov 2018, 0:04

Ho visto il Keithley 177 e non costa tanto, sono i costi di spedizione a farsi sentire. Purtroppo ho notato che in Italia non c'è molto mercato nell'usato dell'elettronica e diventa difficile fare buoni affari.
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