Buongiorno a tutti,
ho un dubbio riguardo un parallelo di trasformatori trifase.
I due trasformatori in questione rispettano i requisiti di parallelo per quanto riguarda tensione a vuoto e impedenza di cortocircuito. Il fattore di potenza di cortocircuito non è dato a sapere ma credo possa considerarsi trascurabile (nella ripartizione della corrente è la reattanza a "comandare").
L'unica differenza sta nel gruppo vettoriale: un trasformatore è un YNd1 mentre l'altro è un Dyn1. Lo sfasamento è il medesimo quindi anche da questo punto di vista è ok. Mi rimane il dubbio se il diverso collegamento delle fasi mi possa causare un qualche funzionamento "anomalo". Ragionandoci non ho individuato problematiche, però chiedo se qualcuno sa confermarmelo con certezza o se è a conoscenza di qualche problematica che a me è sfuggita.
(Naturalmente ho già consultato dei testi cartacei e su internet, ma tutti quanti indicano come condizione necessaria per il parallelo un generico "stesso gruppo vettoriale")
Ringrazio in anticipo chi saprà darmi una risposta
Parallelo trasformatori gruppo diverso
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Il Dyn1 ti sfasa di 30°tra monte e valle, Ynd1 di 30° ma nella direzione opporta, se colleghi i morsetti rispondenti sei fuori giusto di un 60°gradi.
Teoricamente però è fattibile, collegamento i morsetti ABC con B'C'A' ribaltati di fase, onestamente non l'ho mai visto fare per cui presumo ci sia qualche controindicazione che al momento mi sfugge.
Aspettiamo qualche esperto.
Teoricamente però è fattibile, collegamento i morsetti ABC con B'C'A' ribaltati di fase, onestamente non l'ho mai visto fare per cui presumo ci sia qualche controindicazione che al momento mi sfugge.
Aspettiamo qualche esperto.
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colombino82
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Dici? Però se prendo le rappresentazioni vettoriali date dalla norma mi sembra che le tensioni primarie e secondarie per Yd1 e Dy1 siano sovrapponibili. Quello che dici te credo avverrebbe se chiudessi il triangolo (internamente al trasformatore) con la medesima sequenza (ma in quel caso starei realizzando un gruppo 11)


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Si sembrerebbe che sia fattibile, ma sentiamo cosa dicono gli esperti.
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colombino82
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Forse il problema nasce dal fatto che poi è complicata la gestione della messa a terra sia al primario che al secondario.
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colombino82
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Prova a dare un'occhiata qui: https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=2&t=11339
e qui: https://www.electroyou.it/vis_resource.php?section=DomRisp&id=659
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nunziato
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Salve
gpelliz, chiariamo la terminologia:
secondo la norma CEI EN 60076-1 il simbolo di collegamento indica i collegamenti degli avvolgimenti ad alta tensione, tensione intermedia (se esiste) e bassa tensione e i relativi sfasamenti espressi come combinazione di lettere e numero(i) di indice orario.
Nel tuo caso le macchine avrebbero il medesimo indice orario, e quindi il medesimo sfasamento, pur avendo un diverso schema di connessione degli avvolgimenti.
Alla sequenza diretta quindi i due trasformatori si comporteranno in modo identico, senza quindi nessun problema alla connessione in parallelo.
Alla sequenza omopolare invece i due trasformatori si comporteranno in modo completamente diverso: non disponendo di un neutro accessibile, il trasformatore YNd1 si comporterà lato BT alla sequenza omopolare come un circuito aperto. Lato AT invece, se il neutro è collegato a terra il trasformatore si comporterà come un corto circuito alla sequenza omopolare.
Discorso diametralmente opposto per il trasformatore Dyn1.
Se fornisci qualche informazione in più sull'applicazione si potrebbe capire meglio se ci siano controindicazioni nel funzionamento in parallelo; altrimenti è difficile aiutarti.
secondo la norma CEI EN 60076-1 il simbolo di collegamento indica i collegamenti degli avvolgimenti ad alta tensione, tensione intermedia (se esiste) e bassa tensione e i relativi sfasamenti espressi come combinazione di lettere e numero(i) di indice orario.
Nel tuo caso le macchine avrebbero il medesimo indice orario, e quindi il medesimo sfasamento, pur avendo un diverso schema di connessione degli avvolgimenti.
Alla sequenza diretta quindi i due trasformatori si comporteranno in modo identico, senza quindi nessun problema alla connessione in parallelo.
Alla sequenza omopolare invece i due trasformatori si comporteranno in modo completamente diverso: non disponendo di un neutro accessibile, il trasformatore YNd1 si comporterà lato BT alla sequenza omopolare come un circuito aperto. Lato AT invece, se il neutro è collegato a terra il trasformatore si comporterà come un corto circuito alla sequenza omopolare.
Discorso diametralmente opposto per il trasformatore Dyn1.
Se fornisci qualche informazione in più sull'applicazione si potrebbe capire meglio se ci siano controindicazioni nel funzionamento in parallelo; altrimenti è difficile aiutarti.
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Ciao,
Diciamo che il comportamento in caso di guasto "non è affare mio" ma sarà l'impiantista a curarsi delle eventuali problematiche (il singolo trasformatore è comunque progettato per resistere a qualsiasi tipo di cortocircuito esterno come da 60076-5). Quello che mi riguarda da vicino è il funzionamento in condizioni "normali". Personalmente è la prima volta che mi trovo di fronte un parallelo di due trasformatori con gruppi diversi: benchè assolutamente inusuale non riesco ad individuare problematiche da questo punto di vista. Ma come dicevo potrebbe anche essere che qualche aspetto mi stia sfuggendo...
Per quanto riguarda l'applicazione i trasformatori in questione servono per alimentare a loro volta dei trasformatori per forno ad arco. Ma credo che per il normale servizio ciò sia abbastanza ininfluente (se non per l'elevato numero di inserzioni che dovranno sopportare).
Diciamo che il comportamento in caso di guasto "non è affare mio" ma sarà l'impiantista a curarsi delle eventuali problematiche (il singolo trasformatore è comunque progettato per resistere a qualsiasi tipo di cortocircuito esterno come da 60076-5). Quello che mi riguarda da vicino è il funzionamento in condizioni "normali". Personalmente è la prima volta che mi trovo di fronte un parallelo di due trasformatori con gruppi diversi: benchè assolutamente inusuale non riesco ad individuare problematiche da questo punto di vista. Ma come dicevo potrebbe anche essere che qualche aspetto mi stia sfuggendo...
Per quanto riguarda l'applicazione i trasformatori in questione servono per alimentare a loro volta dei trasformatori per forno ad arco. Ma credo che per il normale servizio ciò sia abbastanza ininfluente (se non per l'elevato numero di inserzioni che dovranno sopportare).
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Si denota col nome di gruppo il numero ottenuto dividendo lo spostamento angolare per 30°. I gruppi possibili sono 0, 1, 2, ..., 11. I vari gruppi originano le seguenti famiglie:
famiglia I : gruppi 1, 5, 9
famiglia II : gruppi 2, 6, 10
famiglia III : gruppi 3, 7, 11
famiglia IV : gruppi 0, 4, 8
I gruppi appartenenti alla medesima famiglia sono tra di loro scambiabili con la semplice ridefinizione della morsettiera del trasformatore. I gruppi marcati sono quelli ai quali le norme CEI facevano riferimento prima dell'introduzione della classificazione in famiglie.
Es. spostamento angolare 150° il gruppo è il 5.
famiglia I : gruppi 1, 5, 9
famiglia II : gruppi 2, 6, 10
famiglia III : gruppi 3, 7, 11
famiglia IV : gruppi 0, 4, 8
I gruppi appartenenti alla medesima famiglia sono tra di loro scambiabili con la semplice ridefinizione della morsettiera del trasformatore. I gruppi marcati sono quelli ai quali le norme CEI facevano riferimento prima dell'introduzione della classificazione in famiglie.
Es. spostamento angolare 150° il gruppo è il 5.
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StefanoSunda
2.880 3 6 10 - Master

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- Iscritto il: 16 set 2010, 19:29
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La butto li, secondo me è stato bocciato a livello impiantistico.
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colombino82
-38 1 2 - Utente disattivato per decisione dell'amministrazione proprietaria del sito
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- Iscritto il: 8 feb 2019, 11:34
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