Con gli ultimi post ho voluto chiarire un punto.
Il dubbio di
I problemi con il teorema di Helmholtz-Thévenin terminano quando si scrive la caratteristica esterna della rete minima (convenzione dei generatori):

Ho applicato il teorema. Fine.
Il resto sono solo calcoli ausiliari per determinare i parametri incogniti della rete minima. Solitamente sono semplici, anche se laboriosi, altre volte introducono problematiche concettuali.
Qual e' il dubbio? Il calcolo della resistenza equivalente secondo la relazione:

Il significato dei vari termini e' riportato nel post [9].
Sempre in [9] ho scritto:
Comprendi che il metodo non e' sbagliato?
Bisogna gestire le eventuali problematiche che nulla hanno a che vedere con il teorema.
Queste problematiche sono state esplicitate da
Questa ipotesi non e' richiesta dal teorema: e' necessaria solo se desideriamo applicare questo metodo risolutivo.
Ovviamente non lo dico ai vari partecipanti del 3D avuti fino ad ora, i quali conoscono l'elettrotecnica di gran lunga meglio di me, ma ai lettori alle prime armi.
Da domanda nasce domanda
PietroBaima ha scritto:Intendo che la rete non debba potere accumulare energia per sempre.
Questo significa che la soluzione del sistema omogeneo (relativo alla rete iniziale) costituisce un transitorio, cioè gli esponenziali tendono a zero per valori di t che tendono ad infinito.
Questo problema potrebbe presentarsi in una rete dinamica, il cui modello matematico è costituito da equazioni differenziali.
L'argomento e' trattato in teoria delle reti e rappresenta uno dei capitoli dedicati alle funzioni di reti.
Per evitare tutti questi problemi, generalmente, i testi introduttivi di elettrotecnica presentano il teorema di Helmholtz-Thévenin e il suo duale, citando esclusivamente reti attive adinamiche (in pratica generatori e resistori).
In questo modo possono definire la resistenza equivalente come

in termini di definizione generale.
Da qui e' scaturita, in parte, la mia prima richiesta in [4]:
Qual e' l'ipotesi che non viene quasi mai citata nell'enunciato del teorema di Helmholtz-Thévenin (in quanto inutilmente restrittiva), ma e' sempre rappresentata nei disegni della rete da ridurre?
Il problema potrebbe andare avanti, specificando che la definizione incriminata si può usare anche nel caso di reti non strettamente passive in senso globale, ma localmente. In questo caso entra in gioco la resistenza differenziale... e i dubbi non finiscono mai...

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)

