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Realizzazione magnete permanente

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[1] Realizzazione magnete permanente

Messaggioda Foto UtenteGiannitotto » 18 mar 2019, 18:22

Ciao. Vado direttamente alla mia domanda: È possibile realizzare un magnete permanente in ferro, o acciaio dolce, che abbia una forte induzione residua? Credo che la risposta sia no, però ho trovato su internet che l’induzione residua del ferro è 1,2 T, praticamente uguale a quella del Nd2Fe14B, con cui si realizzano magneti permanenti molto potenti.
La differenza è che il campo coercitivo del ferro è molto più basso di quello del neodimio-ferro-boro.

Quello che non riesco a capire è il collegamento fra campo coercitivo basso e impossibilità di realizzare un magnete permanente. Il campo coercitivo è il campo che è necessario applicare in verso opposto per ridurre a zero l'induzione, quindi è più facile che si smagnetizzi un pezzo di ferro piuttosto che uno di Nd2Fe14B; ma questo in presenza di un campo esterno. Dopo che è stato magnetizzato al massimo un pezzo di ferro non dovrebbe avere la stessa “forza attrattiva” di un pezzo di Nd2Fe14B se non c’è un campo magnetico esterno? Dato che il loro valore di induzione residua è molto simile?

A questo punto mi viene da pensare di non sapere bene il significato di induzione residua :?: :(
Io credevo che stessa induzione = stessa “forza attrattiva”

PS Mi sono appena iscritto a questo forum e mi sembra frequentato da gente molto preparata, quindi mi sento un po’ “fuori luogo” facendo una domanda del genere.
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[2] Re: Realizzazione magnete permanente

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 18 mar 2019, 18:31

Ben venuto nel forum Foto UtenteGiannitotto.

Qualche ricordo mo..olto remoto...
Sono anchio curioso di rinfrescare le mie conoscenze..leggendo altri post sull'argomento.
Prova a rintracciare un diagramma del ciclo di isteresi di un materiale ferromagnetico.
Non ricordo più bene, mi pare sia il B induzione magnetica in funzione del campo H in amperspire?
O_/

post, scriptum: dal diagramma si dovrebbe individuare i punti di l'induzione residua e il campo coercitivo. Poi potremmo individuare le differenza fra i diagrammi del ferrocarbonio e delle leghe speciali.
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[3] Re: Realizzazione magnete permanente

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 18 mar 2019, 21:22

Mi viene in mente che la classica calamita a ferro di cavallo bisogna conservarla con una barretta di ferro fra i poli altrimenti il campo esterno avrebbe una azione smagnetizzante (ma adesso non so né come né perché).
P.S. Probabilmente è questo il motivo per cui il campo coercitivo ha tanta importanza. Per evitare il campo esterno bisognerebbe fare un magnete a ciambella chiusa, ma allora a che cosa servirebbe?
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[4] Re: Realizzazione magnete permanente

Messaggioda Foto UtenteGiannitotto » 18 mar 2019, 21:29

MarcoD ha scritto:Ben venuto nel forum Foto UtenteGiannitotto.

Qualche ricordo mo..olto remoto...
Sono anchio curioso di rinfrescare le mie conoscenze..leggendo altri post sull'argomento.
Prova a rintracciare un diagramma del ciclo di isteresi di un materiale ferromagnetico.
Non ricordo più bene, mi pare sia il B induzione magnetica in funzione del campo H in amperspire?
O_/

post, scriptum: dal diagramma si dovrebbe individuare i punti di l'induzione residua e il campo coercitivo. Poi potremmo individuare le differenza fra i diagrammi del ferrocarbonio e delle leghe speciali.



È appunto l'induzione residua è uguale....ma allora perché nn si possano fare magneti permanenti in ferro? O forse si possono fare ma io nn ne ho mai visti
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[5] Re: Realizzazione magnete permanente

Messaggioda Foto UtenteNRG Power » 22 mar 2019, 21:49

Il problema è proprio legato al punto di lavoro del materiale magnetico. L'induzione magnetica B di un materiale magnetico, ad esempio permanente, posto in un circuito magnetico in cui non vi sono sorgenti esterne di campo magnetico (od almeno sorgenti non eccessivamente magnetizzanti) non sarà mai pari all'induzione residua, bensì più bassa.
Questo punto di lavoro (H, B) é dato dall'intersezione della retta di carico con la caratteristica di magnetizzazione del materiale magnetico. Essendo quest'ultima caratterizzata da un basso campo coercitivo nel caso di magneti permanenti in ferro, é facile che il punto di lavoro, sia praticamente a B molto basse (sostanzialmente é come se fosse smagnetizzato).

Si può provare a vedere ciò con un semplice circuito magnetico composto da un magnete permanente (in generale un qualunque materiale magnetico), un traferro, un generatore di FMM, il tutto inserito in un giogo a riluttanza nulla (permeabilità infinita).
Ciao ...NRG...

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