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Da A a kW

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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Messaggioda Foto UtenteGryso » 5 gen 2006, 5:01

Gentilissimi e velocissimi, niente che dire.

forth@libero.it

Visto che siamo in tema, spesso mi capita di tarare gli switch di interruttori in BT di taglia medio grossa, 1000, 1600, 2500 A, e spesso mi trovo in contrasto con il progettista, la mia esperienza mi porta a tarare la magnetica a 4xIn, mentre il progettista si spinge a 8x o 10x.

Ora, avendo avuto esperienze di interruttori BT che non si sono aperti per corto franco verso terra o corto tra fase e fase, ed invece è intervenuta la protezione dell'int in MT del trafo, tendo prudenzialmente a tarare la magnetica per un valore basso per far intervenire solo l'interruttore interessato all' evento senza mettere fuori servizio l'intera cabina con tutte le implicazioni per la produzione e le relative rotture da parte dei responsabili.
Ovviamente nel caso della magnetica non ci sono tempi di ritardo perché è istantanea.

finora la mie tarature prudenziali hanno avuto successo e gli interruttori si sono aperti sempre in caso di guasto, mentre in un caso con una taratura ad 8x della magnetica, un'installatore camminava sopra un blindoventilato da 2500 A posizionato di piatto e ha sfondato la griglia con un piede mandando in corto franco le fasi e le sbarre sono esplose bruciandolo per oltre metà del corpo, il corto è passato per l'interruttore da 2500A, quello di media del trafo ed è andato su quello di media della linea in partenza della sottostazione che finalmente si è aperto.

L'installatore non è stato colpito da scossa elettrica ma ha riportato gravi ustioni su metà del corpo a causa della fiammata del corto, la quale ha letteralmente fuso 400mm di sbarre del blindoventilato oltre che la carcassa metallica.

Ho dovute aprire io manualmente l'interruttore di BT per sezionare la blindo e poter rimettere in funzione la cabina, ovviamente dopo avere estratto l'interruttore per sicurezza.

Siamo sicuri che tutti i calcoli fatti abbiano una corrispondenza con la realtà e non siano un'esercizio teorico?

In quasi trent'anni di elettricista sul "campo" ho notato che la teoria a volte non collima con la realtà ed i fatti per il momento non mi danno tutti i torti.

Salve ed ancora grazie

Dario
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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 5 gen 2006, 8:44

A me sembra che la teoria non c'entri.
Qui e' una questione di sicurezza (che, come si
dice non e' mai troppa) ed e' ovvio che facendo
intervenire una protezione a valori piu' bassi
si sta piu' sicuri.
Ma questo a rischio di interventi intempestivi
(per sovraccarichi transitori) che possono
essere dannosi (soprattutto in termini economici).

Il rischio e' una valutazione difficile (spesso
opinabile) ma molte volte (come nel caso citato)
gli incidenti sono provocati dall'imprudenza
(lavori con impianto sotto tensione) piu' che
dall'insufficienza delle protezioni.
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Messaggioda Foto UtenteDanilo Tarquini » 5 gen 2006, 15:14

Programmino spedito.
I calcoli delle grandezze si riferiscono a sitemi trifase.
Sulla linea delle conversioni già esistenti è possibile ampliare a piacimento.
Saluti
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Messaggioda Foto Utentejeppo » 10 mar 2006, 18:21

mi intrometto su questo topic piuttosto che aprirne un altro perché la cosa interessa anche me ma ho un dubbio: la corrente ricavata dalla relazione I=P*1000/(1,73*V*cosfi) è la corrente di ogni singola fase (di un sistema trifase equilibrato)? ma se le letture di corrente misurate sulle fasi sono diverse (per diverse cause) la corrente risultante dalla formula è la corrente "media" delle 3 fasi?...parlando di un caso pratico che mi interessa, dovrei mettere in relazione la corrente misurata su una fase bt di una linea in uscita da un trasformatore mt/bt, con la potenza assorbita...se io misuro con una pinza amperometrica I su una fase a 400 V, e so che la potenza (reale) del sistema in quel momento è P (suppongo un cosfi di 0,9), come lego queste grandezze tra loro?
grazie
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Messaggioda Foto UtenteMich » 13 mar 2006, 11:57

Ciao.

Volevo rispondere a Gryso...

Secondo me non è un problema di esercizio teorico come lo chiami tu. L'esperienza che tu hai è utile e certamente vera, il problema è che quando il progettista fa una scelta, deve basarsi su un modello che ha i prorpi limiti. E' giusto ascoltare chi porta le proprie esperienze, come te, ma secondo me tu sbagli quando dici che è esercizio teorico perché non rendi merito a chi si è applicato per studiare i modelli e per progettare le cose che tu usi, non credere che sia così semplice progettare... certo non bisogna farsi prendere la mano dalla pura teoria, né credere di avere il dominio della situazione solo sulla carta, altrimenti si rischia di perdere il contatto con la realtà come hai giustamente osservato tu.

Ciao
Mich
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Messaggioda Foto UtenteMich » 13 mar 2006, 12:01

X Jeppo:

Ti sei risposto da solo: la relazione che tu scrivi vale solo per carichi equilibrati, dove le impedenze del carico sono uguali per tutte le fasi. Quando il carico è squilibrato, non ha senso fisico usarla.

Per quanto riguarda il tuo caso, devi fare 3 misure di I e 3 di V, due per fase... poi calcoli la potenza per ogni fase e sei a posto.

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Messaggioda Foto Utentejeppo » 15 mar 2006, 18:36

allora....per chiarire le idee che ammetto sono un po confuse, mettiamo di misurare con una pinza amperometrica il valore di 60A su una fase bt in uscita ad un trasformatore mt/bt. è corretto dire che la potenza in quel momento assorbita dal trasformatore è di P=60*400*1,732*0,95=39,5 kW? (supponendo chiaramente cosfi=0,95) e quindi il consumo (supponendo costante l'assorbimento) è di 39,5 kWh? che in un mese porta i consumi (sempre supponendo lo stesso costante assorbimento) a 39,5*24*31=29.388 kWh?
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Messaggioda Foto UtenteMich » 15 mar 2006, 19:46

E' corretto, ammesse per vere tutte le ipotesi che fai tu, SOLO se il carico è equilibrato: se è un motore, va bene, se invece all'uscita del trafo sono collegate decine di linee delle più diverse cose (illuminazione, riscaldamento, ausiliari, motori...) allora non sei sicuro che il carico è equlibrato e non ha senso fare quel conto.
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Messaggioda Foto Utentejeppo » 15 mar 2006, 20:03

ti ringrazio per la risposta. quindi nel caso il carico fosse equilibrato va bene fare così, nel caso non fosse equilibrato dovrei misurare correnti, tensioni e cosfi per ognuna delle 3 fasi, poi trovare le potenze assorbite per ognuna e sommare le potenze per ottenere la potenza totale giusto? assumendo che sia così a questo punto devo chiarire un ultima cosa. porto anche qui un esempio con dati veri:
leggo sulle tre fasi i seguenti valori:
I1=0,82 kA;cosfi1=0,92;P1=0,18 MW;
I2=0,83 kA;cosfi2=0,94;P2=0,19 MW;
I3=0,85 kA;cosfi3=0,91;P3=0,19 MW;
Ptot=0,57 MW
immagino che le tensioni siano tutte e tre a 400V;
a questo punto mi chiedo come si ricava il valore della potenza assorbita per ogni fase visto che la somma delle potenze torna come risultato totale, ma il calcolo della potenza su ogni fase non mi torna. grazie in anticipo per il chiarimento
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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 16 mar 2006, 15:08

Mi sembra che non sia chiaro il concetto di tensione di fase
(cioe'misurata tra fase e centro stella, normalmente indicata con E)
e tensione concatenata (cioe' misurata fra 2 fasi, ed indicata con V).

Se, come nel caso in questione, si conoscono per ciascuna fase
la potenza (P), la corrente (I) ed il cos(fi), si possono ricavare le tensioni
delle singole fasi E1,E2,E3 dalla formula E=P/(I*cos(fi)) applicata a ciascuna fase.

In altre parole, ogni fase e' diversa, quindi il sistema non e' simmetrico
ed equilibrato (non vale quindi la relazione E=V/1.73)
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