Spiego prima il contesto - magari può aiutare - all'interno del quale nasce il mio dubbio. Dunque, dall'analisi di un integratore ideale o, come chiamano alcuni, non limitato, sappiamo che la tensione d'uscita è, a meno di una costante, pari all'integrale della tensione di ingresso.
Infatti, nell'ipotesi che l'operazionale sia ideale, sappiamo che stante la sua impedenza di ingresso infinita possiamo eguagliare la corrente che scorre in R a quella che circola nel condensatore. E, sempre considerando ideale il nostro op amp, sappiamo che ai suoi ingressi esiste un cortocircuito virtuale. Pertanto:



Ora, a parte la sottigliezza di appellare questo integrale con l'aggettivo definito, oppure indefinito (credo sia solo apparentemente definito in quanto, in realtà, esso non è un numero - ovvero un 'area - ma una funzione dell'estremo superiore di integrazione), il punto in cui ho difficoltà è il seguente:
posso sostituire l'estremo inferiore con un qualunque altro istante temporale, diciamo t1?
Ragionando in termini strettamente fisici mi pare di poter rispondere affermativamente a tale domanda. Infatti, supponendo che la tensione di ingresso sia costante nel tempo e pari a Vi, possiamo scrivere:

Risultato che mi sembra corretto in quanto è nulla sia la quantità:

che la quantità:

Sperando di non aver scritto castronerie, riformulo in termini simbolici il mio quesito:
Dato un integratore ideale, o non limitato, posso scrivere, per la tensione d'uscita, l'espressione:

dove l'estremo inferiore di integrazione rappresenta "la mia origine dei tempi", ovvero l'istante in cui comincio ad osservare il fenomeno?
Ed a tale istante dovrò riferirmi per tener conto della memoria del mio sistema (mi riferisco all'eventuale carica elettrica presente sulle armature di C all'istante t1).

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)



. In linearita` ai capi di questa impedenza non c`è tensione (
) e se ai capi di una Z non c'e` tensione non ci passa corrente differenziale.
molto bassa (molto al di sotto del kiloohm), sono i current feedback, malgrado tutto si usano le stesse regole degli operazionali normali.
(come è il caso del TL081) si ottiene una tensione differenziale di 150 uV circa. Tensione che produce l'assorbimento di una corrente differenziale 0,15 fA. Certamente trascurabile in tutte le applicazioni immaginabili.


