Buongiorno a tutti,
un collega mi ha sollevato un dubbio: in ambito residenziale, la norma CEI 64-8 richiede differenziali con Id=0,03A per le prese fino a 32A; secondo lui utilizzare differenziali puri quadripolari con Idn 0,03A con a valle vari magnetotermici per varie linee non è sicuro come utilizzare differenziali monofase, perché le correnti di guasto potrebbero compensarsi. Voi che ne pensate?
Differenziali quadripolari in ambito civile
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Mike
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Mi ricordo vagamente di aver letto qualcosa in merito, parecchi anni fa, relativamente allo sfasamento vettoriale, ma credo, vado a memoria, fosse un problema relativamente alla tecnologia del differenziale, ora superata. Verifico e ti faccio sapere.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Se la somma vettoriale delle correnti di dispersione sulle fasi è nulla (...si annulla) o meglio è inferiore al valore della corrente differenziale nominale (o comunque quella a cui l'interruttore differenziale interviene) esso non può scattare, il flusso nel toroide risulta nullo e sugli avvolgimenti secondari non si ha induzione di alcuna f.e.m.
O almeno questa è la spiegazione che mi diedi a suo tempo... non credo che la tecnologia dei differenziali elettromeccanici sia cambiata negli ultimi anni, ma aspetto comunque il riscontro di
Mike che con l'occasione saluto
Nella pratica, comunque, mi sembra abbastanza remota come probabilità
O almeno questa è la spiegazione che mi diedi a suo tempo... non credo che la tecnologia dei differenziali elettromeccanici sia cambiata negli ultimi anni, ma aspetto comunque il riscontro di
Nella pratica, comunque, mi sembra abbastanza remota come probabilità
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Vero. Alimentare carichi monofase con differenziali quadripolari espone al rischio di desensibilizzazione su una fase a causa di dispersioni sulle altri fasi. Si trova sui testi di sicurezza elettrica con i vettori (es. Carrescia).
Tuttavia il rischio è ritenuto trascurabile. Mi dicono che è in discussione a livello IEC la raccomandazione di proteggere i circuiti monofase con interruttori differenziali bipolari. In qualche paese la raccomandazione potrebbe diventare obbligo. Questo va letto con la disponibilità di RCBO in un modulo che non comportano un aumento dello spazio nel centralino.
Però credo che tutto ciò abbia un reale interesse nel terziario e nelle abitazioni del centro e nord Europa, ove la trifase è diffusa anche nei piccoli impianti. In Italia ben pochi hanno l'impianto trifase a casa.
Tuttavia il rischio è ritenuto trascurabile. Mi dicono che è in discussione a livello IEC la raccomandazione di proteggere i circuiti monofase con interruttori differenziali bipolari. In qualche paese la raccomandazione potrebbe diventare obbligo. Questo va letto con la disponibilità di RCBO in un modulo che non comportano un aumento dello spazio nel centralino.
Però credo che tutto ciò abbia un reale interesse nel terziario e nelle abitazioni del centro e nord Europa, ove la trifase è diffusa anche nei piccoli impianti. In Italia ben pochi hanno l'impianto trifase a casa.
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In effetti nel testo di Carrescia -Fondamenti di sicurezza elettrica- se ne parla al punto 14.3 (b) Limiti protettivi in particolari condizioni circuitali -b- correnti di dispersione. Nella mia copia del 2014 è a pagina 298
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boobie80 ha scritto:la norma CEI 64-8 richiede differenziali con Id=0,03A per le prese fino a 32A
La norma CEI 64-8 richiede differenziali con Id=0,03A per le prese fino a 20 A nei locali a uso abitativo (64/8-412.5.3 a).
È invece richiesto, in tutti gli ambiti, il differenziale da 30 mA per i circuiti che alimentano le prese a spina con una corrente nominale non superiore a 32 A destinate ad alimentare apparecchi utilizzatori mobili usati all’esterno.
NOTA: Una esenzione può essere fatta per specifiche prese a spina previste per la connessione a particolari componenti.(64-8/412.5.3 b)
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andreandrea
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andreandrea ha scritto:boobie80 ha scritto:la norma CEI 64-8 richiede differenziali con Id=0,03A per le prese fino a 32A
La norma CEI 64-8 richiede differenziali con Id=0,03A per le prese fino a 20 A nei locali a uso abitativo (64/8-412.5.3 a).
È invece richiesto, in tutti gli ambiti, il differenziale da 30 mA per i circuiti che alimentano le prese a spina con una corrente nominale non superiore a 32 A destinate ad alimentare apparecchi utilizzatori mobili usati all’esterno.
NOTA: Una esenzione può essere fatta per specifiche prese a spina previste per la connessione a particolari componenti.(64-8/412.5.3 b)
OK, chiedo perdono per l'errore nella domanda, dovuto al fatto che il succo della discussione era un altro, come era ben chiaro.... grazie comunque della precisazione
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MASSIMO-G ha scritto:In effetti nel testo di Carrescia -Fondamenti di sicurezza elettrica- se ne parla al punto 14.3 (b) Limiti protettivi in particolari condizioni circuitali -b- correnti di dispersione. Nella mia copia del 2014 è a pagina 298
Grazie Massimo, pagina 304 sulla edizione che ho io.
Aggiungo che il problema sollevato dal Carrescia riguarda specificatamente i contatti diretti, ovvero la funzione di protezione addizionale dei differenziali ad alta sensibilità. Mentre il problema non si pone nella protezione dai contatti indiretti, perché la tensione di contatto dipende dalla risultante vettoriale delle correnti verso terra.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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