Rimangono due problemi che mi piacerebbe comprendere.
1. In un transitorio induttivo (batteria, resistore, induttore ed interruttore tutti in serie), come sappiamo, la tensione ai capi dell'induttanza, all'istante di chiusura dell'interruttore, è pari a quella del generatore.
In questo caso, invece, devo desumere che all'istante iniziale la tensione ai capi dell'induttore è nulla (a causa del condensatore che, in quanto scarico, è assimilabile ad un corto circuito). Questa cosa, se è così, mi confonde le idee che mi sto formando su questi fenomeni.
2. Come scrivevo in apertura del thread, ciò che mi interessa, in modo particolare, è comprendere la fisica del fenomeno. Mi piacerebbe, in sostanza, ricevere una spiegazione analoga a quella che in genere si fa per quanto concerne la carica di un condensatore inizialmente scarico. Del tipo ...
... alla chiusura dell'interruttore il condensatore si comporta come un corto circuito e la corrente è massima. Poi, al trascorrere del tempo, l'armatura superiore (diciamo) comincia a popolarsi di cariche positive e quella inferiore di cariche negative. Cariche che sono lì trasportate, attraverso il circuito, grazie alla f.e.m. del generatore presente.
Ciò porta ad affermare che ora, tra le armature, vi è una tensione. D'altronde, sappiamo anche che ai capi di un condensatore vi è presenza di d.d.p. se sulle armature vi è presenza di cariche (Q = C * V).
Al trascorrere del tempo la tensione ai capi di C cresce opponendosi a quella del generatore in misura via via maggiore. Ciò conduce ad avere una corrente via via minore e tendente a zero.
Ecco, so che per l'induttore le spiegazioni fisiche non sono così semplici. Si potrebbe, però, richiamare la legge di Faraday Neumann Lenz e, partendo da quella ...
Insomma, se è possibile, mi piacerebbe avere una spiegazione fisica, del funzionamento del circuito proposto.
Comprendo che una spiegazione del genere aiuterebbe solo in termini qualitativi e che per sapere esattamente, ovvero in termini quantitativi, come vanno le cose (in termini di evoluzione nel tempo di i e v) è necessario risolvere l'equazione differenziale che governa il fenomeno (oppure passare per Laplace, non saprei). Però, per come ragiono e come cerco di comprendere il mondo, mi farebbe tanto comodo (e piacere) una spiegazione qualitativa.
Ringrazio ancora per tutto il tempo che mi state dedicando.

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