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Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

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[1] Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto Utentefabiosge » 27 set 2019, 10:09

Buongiorno a tutti,
ho il seguente problema: sugli arrivi linea di un quadro MT viene richiesta l'installazione di una terna di TA che vengono rimandati al quadro MT a monte dove è installato un relè per la 87L.

La tratta è molto lunga, in un caso oltre i 700 mt, e per una Isr=5A, e (VA)r=20VA dei TA la sezione del cavo di collegamento dovrebbe essere di 50mm2.

Il problema si potrebbe risolvere utilizzando un TA con Isr=1A, grazie al quale con un S=6mm2 per il cavo di collegamento si coprirebbe una lunghezza di 2500 mt. circa.

Vedete controindicaizoni nell'utilizzo di un TA con Isr=1A per una tratta così lunga?
Grazie in anticipo.

F
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[2] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto UtenteAria » 27 set 2019, 13:08

Si, è sbagliata l'applicazione, devono essere due protezioni distinte ai capi della linea che si trasmettono le informazioni (corrente, intertrip, segnali etc etc) tra loro via software (fibra ottica - nuova soluzione) oppure hardware (filo pilota- vecchia soluzione).
Altrimenti rischi che il TA distante saturi su guasto passante.
Devi aumentare il budget per il sistema di protezione.
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[3] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto Utentefabiosge » 27 set 2019, 13:15

Grazie della risposta. Sì è quello a cui pensavo anche io (filo pilota).

Per quale motivo dovrebbe saturare? Mi interessava capire una eventuale problematica legata alla corrente al secondario di 1A.
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[4] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto Utentefpalone » 27 set 2019, 13:42

fabiosge ha scritto:Per quale motivo dovrebbe saturare

potrebbe saturare nel caso la tensione al secondario del TA (pari al prodotto della corrente per l'impedenza del circuito secondario) superasse il ginocchio della curva di magnetizzazione del TA stesso.
Ipotizzando che la resistenza del cavo sia di R= 4 \frac{m\Omega}{m}, la resistenza totale del circuito secondario su 700 m di lunghezza vale poco meno di 3 Ohm.
Una volta nota la prestazione nominale del TA fai presto a fare i conti!
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[5] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto Utentefabiosge » 27 set 2019, 13:50

fpalone ha scritto:
fabiosge ha scritto:Per quale motivo dovrebbe saturare

potrebbe saturare nel caso la tensione al secondario del TA (pari al prodotto della corrente per l'impedenza del circuito secondario) superasse il ginocchio della curva di magnetizzazione del TA stesso.
Ipotizzando che la resistenza del cavo sia di R= 4 \frac{m\Omega}{m}, la resistenza totale del circuito secondario su 700 m di lunghezza vale poco meno di 3 Ohm.
Una volta nota la prestazione nominale del TA fai presto a fare i conti!


Sì questo lo avevo già fatto come ho scritto qui

fabiosge ha scritto:La tratta è molto lunga, in un caso oltre i 700 mt, e per una Isr=5A, e (VA)r=20VA dei TA la sezione del cavo di collegamento dovrebbe essere di 50mm2.
F


proprio per questo ho scritto che il problema lo avrei risolto valutando un TA con Isr=1A, e chiedevo se vi fossero ulteriori considerazioni da fare su linee così lunghe. Cioè, lo scelgiere un TA con secondario a 5A o 1A ha implicazioni anche di altra natura? Resistenza a disturbi indotti ad esempio?
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[6] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto UtenteAria » 27 set 2019, 18:42

Foto Utentefabiosge hai ragione in generale adottare un secondario a 1A è sicuramente vantaggioso per ridurre il consumo sui cavi e questo impatta sulle caratteristiche del ta. Non ha impatti di alcun tipo.
Nel tuo caso non puoi pero' considerare solo il regime stazionario. Il problema per la protezione infatti si può presentare su un guasto passante, quindi un guasto esterno alla zona protetta dalla differenziale linea. Potrebbe succedere che un ta risponda diversamente dall'altro e quindi la protezione scatta in maniera intempestiva.
Così a spanne se usi 700 metri di caso , è decisamente probabile che accada.

Che taglia ha il tuo ta e che corrente di guasto è prevista.
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[7] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto Utentefpalone » 27 set 2019, 18:58

fabiosge ha scritto:Resistenza a disturbi indotti ad esempio?

avevo dato per scontato che il problema di disturbi condotti ed indotti sia stato risolto con le opportune modalità di installazione/schermatura. Non è un problema banale ma è impossibile aiutarti senza capire come è la situazione di posa, i parallelismi, ecc..

Il punto è che non basta sola verifica a regime permanente per verificare la scelta del TA.
In genere puoi trovare informazioni utili per la scelta sul manuale della protezione.
Faccio un esempio: per una distanziometrica (REL650) devi rispettare le seguenti condizioni:
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[8] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto UtenteAria » 27 set 2019, 19:42

Tutto giusto quello che dice Foto Utentefpalone però l'applicazione con troppo cavo per me è sbagliato.
Parto dall'ipotesi che l'installazione sia in media tensione con neutro isolato o su resistenza, quindi contesto industriale. La differenziale linea è in questo caso un'applicazione abbastanza elitaria perché sostanzialmente "vede" guasti di fase che non sono propriamente i più diffusi.
L'ho vista l'impiegata in impianti con potenziali rischi di esplosione ed in installazioni con elevato budget, quindi a mio avviso l'ingegnerizzazione deve essere quella giusta cioè due protezioni che parlano tra loro.
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[9] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto UtenteBrugio » 29 set 2019, 10:51

Aria ha scritto:[... Il problema per la protezione infatti si può presentare su un guasto passante, quindi un guasto esterno alla zona protetta dalla differenziale linea...


Potresti approfondire, magari con un esempio, non mi è chiaro. Grazie
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[10] Re: Lunghezza "cavetto" di collegamento TA

Messaggioda Foto Utentefabiosge » 30 set 2019, 10:14

Aria ha scritto:Tutto giusto quello che dice Foto Utentefpalone però l'applicazione con troppo cavo per me è sbagliato.
Parto dall'ipotesi che l'installazione sia in media tensione con neutro isolato o su resistenza, quindi contesto industriale. La differenziale linea è in questo caso un'applicazione abbastanza elitaria perché sostanzialmente "vede" guasti di fase che non sono propriamente i più diffusi.
L'ho vista l'impiegata in impianti con potenziali rischi di esplosione ed in installazioni con elevato budget, quindi a mio avviso l'ingegnerizzazione deve essere quella giusta cioè due protezioni che parlano tra loro.


Condivido la tua opinione, ma stiamo parlando di quello che ritengo essere il più grande impianto industriale italiano e in questi ambito la standardizzazione la fa da padrona, comprensibilmente tra l'altro. E in questo genere di installazioni non utilizzando la coppia di relè comunicanti, ma un singolo relè con TA riportati a monte. Se proponi un'alternativa ti senti spesso rispondere che il problema non sussiste in quanto hanno già casi analoghi. That's it!
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