Ho un dubbio relativamente all'installazione di un trasformatore di isolamento, in merito alla lunghezza dell'impianto a valle del trasformatore (circa la possibilità di installare il trafo lontano dalla sala operatoria).
Dal punto di vista elettrotecnico il trasformatore d’isolamento medicale può essere installato nel locale, fuori dalla zona paziente, o in prossimità del locale stesso. Se fosse installato lontano dal locale, aumenterebbe, infatti, la capacità verso terra, a causa della linea che collega il trasformatore al locale; conseguentemente aumenterebbe anche la corrente capacitiva di primo guasto a terra.
Detto ciò mi chiedevo se ci fossero dei riferimrnti normativi che indichino il limite di lunghezza per l'impianto a valle del trasformatore.
Grazie mille
Trasformatore isolamento locali medici
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Vado a memoria, l'ultima sala operatoria l'ho progettata nel 2009, ma non ricordo articoli di norma che imponessero dei limiti di lunghezza.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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EMY78 ha scritto:Ho un dubbio relativamente all'installazione di un trasformatore di isolamento, in merito alla lunghezza dell'impianto a valle del trasformatore (circa la possibilità di installare il trafo lontano dalla sala operatoria).
Arrivo in ritardo per una risposta, sono un neofita di electroyou.
Fornisco tuttavia un mio parere perché possa essere di riferimento per altri dubbi in tal senso.
Sto proprio in questo periodo progettando un centro medico polifunzionale con annesse sale operatorie...
La Norma CEI 64-8/7, al punto 710.512.1.1, precisa che:
- i trasformatori devono essere installati all’interno o, nelle immediate vicinanze,
all’esterno, dei locali ad uso medico
- la tensione nominale Un secondaria dei trasformatori non deve superare 250 Vc.a.
- i trasformatori devono essere in accordo con la Norma CEI EN 61558-2-15
(CEI 96-16) per quanto applicabile.
Inoltre, devono rispettare le seguenti prescrizioni:
- la corrente di dispersione verso terra dell’avvolgimento secondario e la corrente
di dispersione sull’involucro, misurate a vuoto e con il trasformatore alimentato
alla tensione ed alla frequenza nominali, non deve superare 0,5 mA
- per realizzare sistemi con trasformatore d’isolamento per uso medicale devono
essere usati trasformatori monofase con potenza nominale di uscita non inferiore
a 0,5 kVA e non superiore a 10 kVA.
- se è richiesta anche l’alimentazione trifase tramite un sistema con trasformatore
d’isolamento per uso medicale, deve essere previsto per questo scopo un trasformatore
trifase distinto, con tensione secondaria nominale non superiore a 250 V.
Saluto
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Nelle vecchie norme CEI (parlo di due edizioni fa o piu') c'era un riferimento che imponeva che il prodotto della tensione per la lunghezza dei circuiti alimentati dal trasformatore di isolamento non superasse un certo valore (a memoria ma prendilo con le pinze mi pare 10.000 o 100.000).
Adesso è stato tolto in quanto hanno specificato come dettto sopra che il trasformatore va posizionato come detto nei post precedenti.
Forse qualche riferimento è rimasto nella guida per i locali ad uso medico.
Un saluto
Adesso è stato tolto in quanto hanno specificato come dettto sopra che il trasformatore va posizionato come detto nei post precedenti.
Forse qualche riferimento è rimasto nella guida per i locali ad uso medico.
Un saluto
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Ciao. In alcuni stati la potenza max prevista per i trasformatori ad uso medicale è di 3,3 kVA. Mi chiedo quali siano le motivazioni di sicurezza che pongono limiti alla potenza del trasfirmatore e all'uso del trifase solo su singolo utilizzatore?
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