calcolo potenza convenzionale e di progetto
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[11] Re: calcolo potenza convenzionale e di progetto
Perfetto, la risposta che volevo come conferma. Nel senso, è comunque una decisione progettuale nella scelta dei kc e ku, in funzione 1) del committente e dalle informazioni che può darti, 2) in funzione delle considerazioni fatte dal porgettista che deve comunque rispettare la normativa in primis, e dare al committente una soluzione economica adeguata
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[12] Re: calcolo potenza convenzionale e di progetto
Esatto, valgono di più le conoscenze acquisite dal progettista in fase preliminare che l'applicazione di una formula generica.
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console6
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[13] Re: calcolo potenza convenzionale e di progetto
Bisogna sempre porsi 
EsattoIngMar ha scritto:...è comunque una decisione progettuale nella scelta dei kc e ku...,
Che alla fine è quello che il cliente ti riconoscee dare al committente una soluzione economica adeguata

⋮ƎlectroYou e ne sai di più!
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[14] Re: calcolo potenza convenzionale e di progetto
Come detto e ridetto più volte anche in questo forum, la scelta dei coefficienti di utilizzazione e di contemporaneità è probabilmente la parte più rognosa di tutta la progettazione, perché spesso è affidata...alla buona sorte.
I valori tabellati presenti in letteratura tecnica sono solamente e semplicemente un'indicazione in mancanza di dati più oggettivi. I quali potrebbero venire solo da indicazioni chiare del committente (dopotutto è solo lui che sa - o dovrebbe sapere - con certezza quali carichi fa lavorare in contemporanea e quanto della potenza nominale di quei carichi usa effettivamente. Purtroppo il committente spesso ignora questi dati, o semplicemente non è lui l'utilizzatore finale. In tal caso si ricorre alla seconda carta: ci si riferisce a impianti simili, già installati e funzionanti, e si fanno le considerazioni del caso. Infine, se l'impianto non riveste una particolare importanza dal punto di vista della potenza impegnata (come nel caso di un impianto di civile abitazione) ci si rifà - per la stima della potenza contrattuale - agli standard consueti (3 - 4,5 - 6 - 10 kW), prestando un minimo di attenzione a quanto richiesto da chi utilizzerà l'impianto e, se si tratta di nuova abitazione, a quanto indicato nella normativa riguardo ai livelli prestazionali.
Il caso dei circuiti prese in un certo senso è emblematico: a dar retta ai coefficienti riportati in letteratura verrebbero o potenze ridicole o abnormi. In questi casi una regola semplice può essere la seguente:
- suddividere le prese in più circuiti (il che migliora peraltro la selettività orizzontale);
- per ogni circuito associare un MTD con corrente nominale pari a quella delle prese (prese da 10-16 A --> interruttore automatico da 16 A).
I valori tabellati presenti in letteratura tecnica sono solamente e semplicemente un'indicazione in mancanza di dati più oggettivi. I quali potrebbero venire solo da indicazioni chiare del committente (dopotutto è solo lui che sa - o dovrebbe sapere - con certezza quali carichi fa lavorare in contemporanea e quanto della potenza nominale di quei carichi usa effettivamente. Purtroppo il committente spesso ignora questi dati, o semplicemente non è lui l'utilizzatore finale. In tal caso si ricorre alla seconda carta: ci si riferisce a impianti simili, già installati e funzionanti, e si fanno le considerazioni del caso. Infine, se l'impianto non riveste una particolare importanza dal punto di vista della potenza impegnata (come nel caso di un impianto di civile abitazione) ci si rifà - per la stima della potenza contrattuale - agli standard consueti (3 - 4,5 - 6 - 10 kW), prestando un minimo di attenzione a quanto richiesto da chi utilizzerà l'impianto e, se si tratta di nuova abitazione, a quanto indicato nella normativa riguardo ai livelli prestazionali.
Il caso dei circuiti prese in un certo senso è emblematico: a dar retta ai coefficienti riportati in letteratura verrebbero o potenze ridicole o abnormi. In questi casi una regola semplice può essere la seguente:
- suddividere le prese in più circuiti (il che migliora peraltro la selettività orizzontale);
- per ogni circuito associare un MTD con corrente nominale pari a quella delle prese (prese da 10-16 A --> interruttore automatico da 16 A).
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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