Ciao a tutti, ho un dilemma che mi affligge! Ho acquistato un igrometro a capello per misurare al meglio l’umidità relativa in casa, capire quando magari ventilare o usare il climatizzatore in modalità dry ed evitare muffe ecc. Quello che non capisco è che accendendo il climatizzatore in modalità dry, l’umidità relativa aumenta invece di diminuire..??immagino che il motivo sia che “L'umidita relativa aumenta con il diminuire della temperatura..” mi chiedo, allora come faccio per capire se sto riuscendo a deumidificare bene la stanza?se l’umidità relativa aumenta ottengo l’effetto contrario di quel che cerco..ma allora a cosa serve la modalità dry se aumenta l’umidità..?
grazie a chiunque sappia spiegarmi
umidità relativa non scende
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Magari l'umiditá relativa risulta aumentare perché il climatizzatore reffredda l'aria di piú che deumidificarla (evidentemente nonostante la modalitá dry). La deumidificazione avviene sulla serpentina interna (evaporatore) e la si puó "aiutare" impostando un valore basso del ventilatore.
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littlesaint ha scritto:allora come faccio per capire se sto riuscendo a deumidificare bene la stanza?se l’umidità relativa aumenta ottengo l’effetto contrario di quel che cerco..ma allora a cosa serve la modalità dry se aumenta l’umidità..?i
Se il deumidificatore funziona correttamente e cioè riempie la boccia di scarico condensa non c'è dubbio che la deumidificazione avvenga.
La contraddizione è solo apparente e temporanea; la deumidificazione avviene normalmente, (a meno di non usare sali igroscopici), con la sottrazione di acqua dall'aria, ma questo, ed è qui il problema, significa raffeddare l'aria ambiente a livello di condensazione, (cosidetto dew point), cioè un significativo numero di °C sotto la temperatura ambiente. Questo fatto rende temporaneamente inaffidabiii le letture dell'igromatro ambientale.
Tuttavia, se il deumidificatore è impostabile, al raggiungimento del livello di umidità relativa letto dal sensore il deumidificatore dovrebbe disattivarsi e l'igrometro ambientale misurare correttamente.
Più velocemente puoi fare dei controlli con l'aiuto di una carta psicrometrica che puoi liberamente scaricare da internet. All'inizio, con deumidificatore spento da un po', prendi la lettura dell'igrometro e la temperatura ambiente; dalla carta psicrometrica puoi risalire all'umidita assoluta (tipicamente qualche decina di g/m3).
Accendendo il deumidificatore potrai vedere riempirsi progressivamente la boccia di scarico: e questo vuol dire che il deumidificatore fa il suo mestiere. Valutando la quantità d'acqua della boccia con la cubatura del locale dovresti poter risalire approssimativamente alla nuova UR%. Comunque puoi risparmiarti la fatica spegnendo il deumidificatore dopo un certo tempo e con una congrua quantità d'acqua nella boccia; da quel momento (locale chiuso), le pareti della stanza riporteranno, in una venti-quaranta di minuti circa la temperatura ambiente originaria e l'igrometro prenderà a funzionare correttamente, (beninteso, lui ha sempre funzionato correttamente, siamo noi che gli facciamo gli scherzi).
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Avendo chiarito che fin quando è accesso un deumidificatore, non risulta “attendibile” la misurazione dell’igrometro per via dell’abbassamento della temperatura che farà temporaneamente salire l’UR, come fa il sensore di un deumidificatore a rilevare il raggiungimento della soglia impostata e staccare..?.l’umidità che rileva sarà più alta di quando è stato accesso. Forse riesce a misurare in modo diverso dall’igrometro?
- tornando al mio caso, io ho un climatizzatore ed imposto la modalità “dry” non ho quindi possibilità di vedere l’accumulo della condensa perché defluisce direttamente all’esterno nello scarico.
Mi pare chiaro a questo punto che non è molto utilizzabile un igrometro per rendersi conto se ad esempio aver arieggiato aprendo 30 minuti le finestre di casa, possa aver dato beneficio all’umidità, che è poi mio obiettivo finale.
Volendo scegliere l’unica strada percorribile suggerita:
L’apertura delle finestre o accensione del climatizzatore:
-porterà comunque la temperatura ad abbassarsi e l’umidità a salire temporaneamente.
-quando chiuderò nuovamente le finestre e lascerò la stanza chiusa, dovrò attendere 1 ora circa che la temperatura della stanza torni alla stessa di 30/60 minuti prima e non è detto che lo farà, perché nel frattempo sono trascorse 2 ore ed i muri potrebbero aver variato temperatura causa temperatura esterna.
A questo punto chiedo: ho altri sistemi oltre all’igrometro per rendermi conto di quanto beneficio ha la casa aprendo le finestre o accedendo il climatizzatore in modalità dry? Oltre ad andare a fiducia
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littlesaint
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Scusa mi sono accorto di aver commesso un errore sulla quantità d'acqua in g/m3 in realtà (chiedo venia), sono
g/kg a.s. cioè grammi d'acqua per chilogrammi d'aria standard; quindi con aria Std ~1.2 kg/m3.
g/kg a.s. cioè grammi d'acqua per chilogrammi d'aria standard; quindi con aria Std ~1.2 kg/m3.
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littlesaint ha scritto:a cosa serve la modalità dry
Serve per poter tenere acceso il condizionatore anche quando ci sono donne in ufficio, sostenendo "non preoccuparti, è in modalità deumidificazione"
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littlesaint ha scritto: come fa il sensore di un deumidificatore a rilevare il raggiungimento della soglia impostata e staccare..?.l’umidità che rileva sarà più alta di quando è stato accesso. Forse riesce a misurare in modo diverso dall’igrometro?
In teoria i sistemi ci sarebbero, ma sono costosi e complicati e infatti in genere, commercialmente non vengono usati. Un sistema bulbo umido/secco o simile risolverebbe il problema ma è costoso e delicato.
In teoria bisognerebbe memorizzare le condizioni iniziali e poi agire di conseguenza, ma le variabili sono tante
littlesaint ha scritto:-quando chiuderò nuovamente le finestre e lascerò la stanza chiusa, dovrò attendere 1 ora circa che la temperatura della stanza torni alla stessa di 30/60 minuti prima e non è detto che lo farà, perché nel frattempo sono trascorse 2 ore ed i muri potrebbero aver variato temperatura causa temperatura esterna.
se le finestre non sono esposte al sole, i muri con la loro inerzia termica dovrebbero riuscire a ricondizionare l'ambiente in tempi limitati. Mi è parso di capire che tu volessi verificare il funzionamento del deumidificatore.
Non ho capito il fatto di aprire e chiudere le finestre; nessuno può dire quale sia l'umidutà esterna e quidi l'effetto per ricambio d'aria su quella interna.
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Goofy ha scritto:littlesaint ha scritto:a cosa serve la modalità dry
Serve per poter tenere acceso il condizionatore anche quando ci sono donne in ufficio, sostenendo "non preoccuparti, è in modalità deumidificazione"

Altrove. .Volutamente Anonimo
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tonnoto ha scritto:In teoria bisognerebbe memorizzare le condizioni iniziali e poi agire di conseguenza, ma le variabili sono tante
Con questo messaggio ho capito forse perché il mio climatizzatore Mitsubishi, in modalitá deumidificazione, attende circa 10 minuti prima di far partire il motore esterno e la ventola interna: misura la temperatura e l'umiditá iniziali.
Geniale
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Temperatura, umidità relativa e umidità assoluta sono tra loro correlati.
Se in un impianto si vuole controllare in maniera esatta, temperatura e umidità desiderata in ambiente si deve raffreddare (deumidificare) e poi post-riscaldare.
Nei clima a split, (quindi con solo un trattamento) di sicuro non si arriva a controllare entrambe la variabili.
La funzione deumidificatore che propongono i costruttori, di solito è realizzata impostando la velocità al minimo e non controllando altro, in questo modo si aumenta la componente deumidificazione ma non si controlla più la temperatura.
Il risultato può essere di rilevare una umidità relativa aumentata e una temperatura ambiente leggermente diminuita.
Per ragionarci su, conviene che prendiate un diagramma psicrometrico e cerchiate di comprendere che ricadute hanno i vari trattamenti termici.
Se in un impianto si vuole controllare in maniera esatta, temperatura e umidità desiderata in ambiente si deve raffreddare (deumidificare) e poi post-riscaldare.
Nei clima a split, (quindi con solo un trattamento) di sicuro non si arriva a controllare entrambe la variabili.
La funzione deumidificatore che propongono i costruttori, di solito è realizzata impostando la velocità al minimo e non controllando altro, in questo modo si aumenta la componente deumidificazione ma non si controlla più la temperatura.
Il risultato può essere di rilevare una umidità relativa aumentata e una temperatura ambiente leggermente diminuita.
Per ragionarci su, conviene che prendiate un diagramma psicrometrico e cerchiate di comprendere che ricadute hanno i vari trattamenti termici.
Altrove. .Volutamente Anonimo
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