Trasformatore o condensatore ?
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Elfo, sappi che certe formazioni professionali rendono immuni dalle provocazioni, dall'università alla pensione e anche oltre, salute permettendo. Per converso, insegnano una tecnica formidabile e, soprattutto, legalmente inattaccabile su come provocare il prossimo. Ad ogni buon conto, se non hai niente da fare continua pure ma non pensare che mi sia iscritto al forum per fare polemica. Per quanto precede, e per quanto ti riguarda, il dialogo è da considerarsi senza seguito.
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gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
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GuidoB ha scritto:elfo ha scritto:... mi riferisco ad una esperienza di circa 40 anni fa in cui avevamo delle rotture "subdole" su un nostro progetto
Avevo comprato un alimentatore usato, anch'esso di marca italiana (V.....y: era la stessa tuaelfo?) che mi bruciava i circuiti
La marca dell'alimentatore era N...... M......
Lo schema dell'alimentatore era "corretto" ma un guasto - non so se congenito o successivo - produceva in modo pseudocasuale uno spike all'accensione.
Lo schema e' assolutamente classico in alimentatore di questa classe (30 V 1 A).
E' disegnato in Fig. 1a con i soli componenti essenziali per evidenziare il meccanismmo di guasto.
Un transistor serie (che - anche se sembra - NON e' connesso ad emitter follower) e' l'elemento di regolazione della tensione di uscita.
Un Op-Amp pilota la base del transistor.
L'Op-Amp e' alimentato a sua volta da un alimentatore realizzato con:
- un trasformatore con secondario a presa centrale
- un ponte con raddrizzamento a doppia semionda
- due condensatori di filtro
- due regolatori a 3 terminali (non rappresentati nello schema)
Da notare che il comune di questo alimentatore e' collegato all'emettitore del transistor di regolazione (ellissi rosse).
Il guasto consisteva in una mancanza di collegamento elettrico tra uno dei secondari del trasformatore ed il ponte di raddrizzamento (X rossa) - Non ricordo se il problema fosse che sul filo era stato tolto male lo smalto isolante o una cattiva saldatura.
Il "nuovo" circuito dell'alimentatore (con il filo del secondario scollegato) e' disegnato in Fig. 1b in cui si vede che il raddrizzamento e' a semplice semionda.
Come si vede, un uscita si hanno le stesse due tensioni "simmetriche e bipolari" ma all'accensione (nel primo periodo della rete) i due condensatori vengono caricati in tempi diversi con un ritardo tra il "primo" ed il "secondo" di un semiperiodo della rete.
Se la tensione sul ramo "positivo" arriva prima di quella sul ramo "negativo" l'operazionale non e' in grado di controllare la base del transitor che va in piena conduzione trasferendo la tensione presente sulla capacita' di filtro dell'alimentatore "principale" sul morsetto di uscita.
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Come già detto io aggiungerei un secondario avvolto con un filo sottile isolato probabilmente non servono molte spire.
Cosi si risolvono sia i problemi di spazio che i problemi di ritardo.
Per sicurezza poi si puo mettere un circuito che si accorga se la tensione di uscita non è piu comandata dalla retroazione e in quel caso tolga completamente la corrente di base ai finali.
Ciao
Cosi si risolvono sia i problemi di spazio che i problemi di ritardo.
Per sicurezza poi si puo mettere un circuito che si accorga se la tensione di uscita non è piu comandata dalla retroazione e in quel caso tolga completamente la corrente di base ai finali.
Ciao
600 Elettra
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stefanopc ha scritto:tolga completamente la corrente di base ai finali
Se il transistor serie va in cortocircuito non c'è corrente di base che tenga. Una soluzione usata spesso è il circuito crowbar
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Ciao, si usa per tensioni fisse, dove le soglie di intervento sono obbligate. Se hai un alimentatore variabile da 30 V e alimenti un circuito a 5, non puoi mettere un crowbar a 5,5 V, saresti a cambiare fusibili ogni volta che aumenti la tensione di uscita.
Se si potesse progettarne uno con tracking della soglia, non riparerebbe comunque dagli errori dell'operatore.
Se si potesse progettarne uno con tracking della soglia, non riparerebbe comunque dagli errori dell'operatore.
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Ah, ecco, infatti leggendo il tuo link mi era venuto il dubbio, così ho chiesto conferma, potevo aver equivocato. Beh, se ti viene in mente qualche buona idea fai un fischio.
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gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
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Non serve smontare il ferro del trasformatore.
Non in tutti probabilmente ma in molti ci sono sempre due o tre millimetri tra L'ultima nastratura e il ferro con un po' di pazienza una 30 di spire con un filo sottile non smaltato ma isolato in teflon è un gioco da ragazzi.
Poi ce ne sono col nucleo a grani orientati (brevetto italiano regalato ai tedeschi ) che hanno la fascetta che si svita e poi rimuovi i due semi toroidi sistemi il secondario nastri e richiudi tutto.
Questi trasformatori non scaldano a vuoto.
A lavoro ne hanno mandati al macero una quantità...
Per quanto riguarda il CROWBAR variabile lo avevo fatto nel mio secondo alimentatore variabile con due comparatori.
Entrambi controllano la differenza tra l'ingresso invertente del operazionale principale (retroazione ) e una seconda tensione di riferimento identica a quella sull ingresso non invertente aumentata di 0.5 v per la soglia sup. e diminuita di 0.5 v per quella inferiore.
Cosi è tutto sotto controllo: finale, operazionale e tensione di riferimento.
Se qualcosa va storto uno dei comparatori interviene, il finale viene spento e un bel Scr mette in corto l'uscita per sicurezza.
In tutti gli alimentatori professionali di qualche anno fa il CROWBAR era fatto cosi con un scr.
Se si alimenta una batteria va previsto un fusibile in uscita altrimenti l'scr fa il corto sulla batteria e non va tanto bene.
Volendo vi metto uno schemino di esempio.
Ciao.
Non in tutti probabilmente ma in molti ci sono sempre due o tre millimetri tra L'ultima nastratura e il ferro con un po' di pazienza una 30 di spire con un filo sottile non smaltato ma isolato in teflon è un gioco da ragazzi.
Poi ce ne sono col nucleo a grani orientati (brevetto italiano regalato ai tedeschi ) che hanno la fascetta che si svita e poi rimuovi i due semi toroidi sistemi il secondario nastri e richiudi tutto.
Questi trasformatori non scaldano a vuoto.
A lavoro ne hanno mandati al macero una quantità...
Per quanto riguarda il CROWBAR variabile lo avevo fatto nel mio secondo alimentatore variabile con due comparatori.
Entrambi controllano la differenza tra l'ingresso invertente del operazionale principale (retroazione ) e una seconda tensione di riferimento identica a quella sull ingresso non invertente aumentata di 0.5 v per la soglia sup. e diminuita di 0.5 v per quella inferiore.
Cosi è tutto sotto controllo: finale, operazionale e tensione di riferimento.
Se qualcosa va storto uno dei comparatori interviene, il finale viene spento e un bel Scr mette in corto l'uscita per sicurezza.
In tutti gli alimentatori professionali di qualche anno fa il CROWBAR era fatto cosi con un scr.
Se si alimenta una batteria va previsto un fusibile in uscita altrimenti l'scr fa il corto sulla batteria e non va tanto bene.
Volendo vi metto uno schemino di esempio.
Ciao.
600 Elettra
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Se davvero sei in grado di produrre uno schema lo valuterei volentieri, dato che sto costruendo un alimentatore variabile. Se fosse possibile cablarlo su una schedina separata lo proverei appena possibile…
Grazie e un saluto.
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gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
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