Semplice partitore di tensione
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Stavo pensando, ma perché nei libri quando si parla di un semplice partitore di tensione non si specifica mai che esso vale solo se i valori delle resistenze sono finiti? perché un circuito aperto è una resistenza infinita quindi se considero un generatore di tensione connesso a due resistenze in serie di cui quella connessa con un morsetto a massa ha valore infinito, quindi se facessi il partitore verrebbe V*inf/(inf + R1) quindi verrebbe fuori una forma indeterminata, in realtà se la seconda resistenza ha valore infinito al posto di questa c'è un circuito aperto, la corrente dentro non ci passa e quindi non passa neanche in R1 quindi non ho caduta di tensione su R1 e la tensione ai capi di R2 è uguale a V, quindi questo lo deduco dalla legge della tensione sulla maglia non dal partitore di tensione.,.il partitore funziona solo se entrambi i valori di R sono finiti, ma nessuno lo dice però.
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Scusa se mi permetto ma a me questa sembra piu filosofia che elettrotecnica.
Se non ricordo male tutti i libri che ho consultato spiegano il partitore con la legge di ohm, la quale afferma che:
"la differenza di potenziale tra due punti di un conduttore è direttamente proporzionale alla corrente che scorre tra di essi"
da ciò mi verrebbe da dire che se non scorre corrente non ha senso parlare di differenza di potenziale.
Io la vedo così, prego i più esperti di correggermi se sbaglio.
Se non ricordo male tutti i libri che ho consultato spiegano il partitore con la legge di ohm, la quale afferma che:
"la differenza di potenziale tra due punti di un conduttore è direttamente proporzionale alla corrente che scorre tra di essi"
da ciò mi verrebbe da dire che se non scorre corrente non ha senso parlare di differenza di potenziale.
Io la vedo così, prego i più esperti di correggermi se sbaglio.
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marco77na ha scritto:ma perché nei libri quando si parla di un semplice partitore di tensione non si specifica mai che esso vale solo se i valori delle resistenze sono finiti?
Perché il mondo funziona secondo le leggi della fisica e non secondo regolette imparate a memoria, banalmente.
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rugweri
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Qui non ci siamo proprio.
Non hai capito il concetto di quantità infinita, il problema non è elettrotecnico, ma concettuale, in questo caso.
Non hai capito il concetto di quantità infinita, il problema non è elettrotecnico, ma concettuale, in questo caso.
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PietroBaima
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Ad esempio ho un generatore di tensione V con in serie R1 e R2 , R1 ha un valore fisso e finito, R2 è veriabile, faccio variare R2 e la porto ai valori estremi ma non infinito, per R2 grandissima effettivamente al limite la tensione su essa coincide con V, piu aumento R2 piu la tensione su essa tende a V. Ora fisso R2 e faccio variare R1, piu aumento R1 piu la tensione su R2 tende a 0 a limite per R1 infinito la tensione su R2 sarà sempre nulla qualunque sia R2, quindi questo bilancio delle tensioni descritto dal partitore di tensione funziona anche per valori limite, ovviamente questo tipo di ragionamento si ripete facendo variare sia R1 che R2, la forma indeterminata che scaturisce dalla fredda applicazione del partitore di tensione è normale che accada, ci vuole un'operazione al limite con eliminazione della forma indeterminata, accade anche nei limiti quando danno come risultato l'inaccettabile valore di una forma indeterminata, ma il partitore di tensione funziona anche con i valori limite di R1 e R2. Ieri ero stanco mentre pensavo a questa cosa:)
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Il problema è affrontabile in due modi :
-Il modo filosofico
-il modo scientifico.
Il filosofo non si preoccupa di risolvere i problemi gli basta sapere che esistono.
Lo scienziato invece deve sempre arrivare ad una soluzione analitica e a un risultato.
Quindi per il filosofo esiste la resistenza infinita.
Per lo scienziato no, con lo strumento adatto qualsiasi resistenza si può misurare.
Avrà un valore di 999 YottaOhm che tende a infinito senza esserlo.
Forse in un forum tecnico scientifico questa discussione non troverà molto consenso.
Ciao
-Il modo filosofico
-il modo scientifico.
Il filosofo non si preoccupa di risolvere i problemi gli basta sapere che esistono.
Lo scienziato invece deve sempre arrivare ad una soluzione analitica e a un risultato.
Quindi per il filosofo esiste la resistenza infinita.
Per lo scienziato no, con lo strumento adatto qualsiasi resistenza si può misurare.
Avrà un valore di 999 YottaOhm che tende a infinito senza esserlo.
Forse in un forum tecnico scientifico questa discussione non troverà molto consenso.
Ciao
600 Elettra
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Che cosa significa YottaOhm?
Che significa 999 YottaOhm che tende a infinito?
Non direi, per fortuna. Se fosse cosi', andremmo in giro ancora con la clava, probabilmente.
Che significa 999 YottaOhm che tende a infinito?
stefanopc ha scritto:Lo scienziato invece deve sempre arrivare ad una soluzione analitica e a un risultato.
Non direi, per fortuna. Se fosse cosi', andremmo in giro ancora con la clava, probabilmente.
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Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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EdmondDantes
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marco77na ha scritto:V*inf/(inf + R1) quindi verrebbe fuori una forma indeterminata
Peggio. In algebra, inf non è un numero, quindi la scrittura inf + numero non ha alcun senso.

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