COMMUTAZIONE AUTOMATICA DI TENSIONE
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Scherzare? Spesso sono ironico, a volte anche sarcastico ma non scherzo mai riguardo le caratteristiche di un componente, a maggior ragione quando sono di picchetto. 
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claudiocedrone
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gianniniivo ha scritto:Non saprei anche perché Isidoro non è più tornato sull'argomento partitori, può darsi che non sia così facile.
Lo schema del messaggio [27] e` quello con i partitori! Il partitore che abbassa la tensione di uscita e` formato dalla resistenza da 100kΩ e quella "di sotto" da 12kΩ. La tensione viene attenuata e traslata verso il positivo per cui la tensione minima all'ingresso dell'operazionale e` -4.5V circa, ben all'interno del range di tensione di modo comune del 358 che arriva fino alla tensione di alimentazione negativa.
Questa e` una considerazione che farei anch'io in generale, ma in questo circuito mi sembra meno importante perche' il rele` commuta quando si sta variando la tensione di uscita, ed un eventuale disturbo sull'alimentazione dell'elettronica mentre si sta ruotando il potenziometro della tensione non mi pare possa dare molto fastidio.
D'altra parte c'e` pero` il fatto da te riportato che quando aggiungi anche solo un piccolo carico sulla tensione ausiliaria (in parallelo a C1) la tensione di uscita dell'alimentatore presenta un ripple considerevole.
Questo fatto mi lascia stupito, mi piacerebbe fare una piccola indagine perche' ho l'impressione che si possa eliminare e in questo modo collegare direttamente il rele` sull'alimentazione ausiliaria gia` presente, che e` proprio da 24 V (circa).
Pertanto, con l'alimentatore senza nessun carico ulteriore sulla tensione ausiliaria, prova a misurare con il multimetro la tensione su C1 e con l'oscilloscopio il ripple picco picco sempre su C1 e sul piedino 3 del 723. Inoltre misura anche la tensione di ripple in uscita con 20V e poi 60V continui in uscita.
Poi collega il rele` in parallelo a C1, il rele` ovviamente si eccita ma non e` collegato a null'altro, usa dei fili non troppo lunghi, e rimisura tensione su C1, ripple su C1, ripple sul pin 3 del 723 e il ripple in uscita a 20V e a 60V.
La ragione delle due misure a tensioni diverse in uscita e` per vedere da dove entra il ripple, se attraverso il potenziometro di controllo oppure da altre parti.
Good luck!
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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gianniniivo ha scritto:Edgar ma perché devo mettere il LM358 che è doppio?
IsidoroKZ ha scritto:Usa il 358, con il 741 e lo 081 il transistor non si spegne. Anche le soglie potrebbero esse un po' diverse.
Per non sprecare l'altro opamp puoi fare così
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Per non lasciarlo inutilizzato può fare sicuramente così o anche in altro modo, l'importante è non lasciarlo con i terminali al vento...
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claudiocedrone
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Guarda, guarda, ho scoperto che a
edgar piacciono i trenini fatti con gli operazionali e
claudiocedrone, quando non è di picchetto, fa il filosofo… Beh, non c’è niente di male, ognuno ha i suoi hobby…
A breve seguirà la relazione sui risultati delle prove. Non mancate…
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gianniniivo
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Niente da fare, non solo non funziona ma non fa più funzionare neppure l’alimentatore. In uscita si leggevano -10mV (negativi). Ho pensato ad un mio errore ma ho controllato e non ho visto nessun errore, anche se il fatto che non abbia visto errori non è garanzia di esatta esecuzione. Angustiato da un senso d'inquietudine e di dubbio, ho tolto tutti i componenti dalla breadboard e ho cablato di nuovo il circuito. Risultato? Tutto invariato. E’ stato di conforto constatare che scollegando il tutto, l’alimentatore ha ripreso a funzionare.
Sentenza in nome del Popolo di EY: (sperando che nessuno ci rimanga male) ho capito, collegando i fili dalla breadboard alla PCB, che questo tipo di modifica non è proponibile a PCB già costruita. Questo tipo di controllo, si giustifica soltanto come test ma qualora avesse funzionato non sarebbe stato utilizzabile. Sarebbe invece stato utile e logico inserirlo nella PCB, ma a PCB già esistente non ha senso, troppa fileria che gira, e collegamenti quasi improponibili. Duole dirlo ma questa strada credo non porti da nessuna parte. Se non esiste un modo per alimentare un circuito che possa gestire la commutazione in modo indipendente dai componenti collocati sulla PCB, non resta che rassegnarsi alla commutazione manuale, oppure utilizzare il precedente circuito pilotato dall'uscita, dimensionando i componenti che scaldano e ignorando il consumo, oppure oppure oppure, c’è da sperare in qualche soluzione accennata e non ancora testata o all'individuazione di qualche asso sistema tutto dimenticato distrattamente in qualche manica.
Domanda: ma se si utilizzasse un relè da 40 o 45V non potrebbe essere una mezza soluzione per ridurre temperatura e consumo?
Sentenza in nome del Popolo di EY: (sperando che nessuno ci rimanga male) ho capito, collegando i fili dalla breadboard alla PCB, che questo tipo di modifica non è proponibile a PCB già costruita. Questo tipo di controllo, si giustifica soltanto come test ma qualora avesse funzionato non sarebbe stato utilizzabile. Sarebbe invece stato utile e logico inserirlo nella PCB, ma a PCB già esistente non ha senso, troppa fileria che gira, e collegamenti quasi improponibili. Duole dirlo ma questa strada credo non porti da nessuna parte. Se non esiste un modo per alimentare un circuito che possa gestire la commutazione in modo indipendente dai componenti collocati sulla PCB, non resta che rassegnarsi alla commutazione manuale, oppure utilizzare il precedente circuito pilotato dall'uscita, dimensionando i componenti che scaldano e ignorando il consumo, oppure oppure oppure, c’è da sperare in qualche soluzione accennata e non ancora testata o all'individuazione di qualche asso sistema tutto dimenticato distrattamente in qualche manica.
Domanda: ma se si utilizzasse un relè da 40 o 45V non potrebbe essere una mezza soluzione per ridurre temperatura e consumo?

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gianniniivo
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claudiocedrone ha scritto:Per non lasciarlo inutilizzato può fare sicuramente così o anche in altro modo, l'importante è non lasciarlo con i terminali al vento...
Sagge parole, non lasciare mai degli ingressi scollegati, sono dei ricettacoli di rogne. Mentre per una porta logica e` facile togliersi il problema, si collegano all'alimentazione positiva (livello alto) o negativa (livello basso), con gli operazionali la cosa e`piu` rognosa.
Il suggerimento e` di collegarli a voltage follower e mettere in ingresso una tensione che li tenga in linearita`. Se il circuito e` alimentato con tensione duale, si puo` collegare l'ingresso a ground. Se invece il circuito e` a singola alimentazione allora e` opportuno cercare una tensione intermedia che tenga l'operazionale in linearita`.
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Allora ClaudioCedrone non scherzava. Non riesco mai a capire quando scherza e quando è serio... 
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gianniniivo
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Però non è vero che il 358 è quadruplo ma doppio, ho controllato meglio...
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gianniniivo
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Se ben ricordo si riferiva al TL084.
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