gianniniivo ha scritto:...mi sono reso conto, non accorto, reso conto, che faceva un salto di 40V. Errore mio, non c’è dubbio, però, sia pur col senno del poi rilevo che a nessuno è venuto il sospetto che qualcosa non quadrasse.
Non c'e` nessun salto di 40V: se lo hai visto sull'uscita dell'alimentatore c'e` qualcosa di guasto o montato non correttamente.
La tensione di ingresso NON deve influenzare quella di uscita, basta che sia un po' piu` alta di quella richiesta in uscita.
In quegli alimentatori la tensione di uscita

e` data dalla tensione di riferimento generata dal 723, nel tuo caso 6.8V, chiamiamola

moltiplicata per il rapporto fra il valore di

, che essendo variabile puo` assumere valori fra 0kΩ e 50kΩ divisa per

, almeno la parte di P2 che e`inserita nel circuito. In una formula unica

I coefficienti alfa e beta rappresentano quanta frazione di potenziometro e` inserita nel circuito, e i loro valori variano con continuita` da 0 a 1, a seconda di come giri il potenziometro. R29 serve a regolare la tensione di uscita, P2 a regolare la tensione massima. Come vedi nella formula non c'e` la tensione di ingresso al regolatore, questa basta che sia di pochi volt maggiore di quella di uscita.
Se vuoi avere una tensione di 80V in uscita, il rapporto delle resistenze deve valere

.
Se vogliamo tenere il potenziometro R29 per la regolazione della tensione di uscita, 50kΩ massimi con una tolleranza del 10%, dobbiamo avere R5+ß P2= 50kΩ/11.8=4.25kΩ, che si possono ottenere con R5=2.2kΩ e P2=4.7kΩ, cosi` usi quello che c'era gia`. [Per i pignoli: mi piacerebbe in realta` di piu` 3.3kΩ e 2kΩ, ma usiamo il componente che c'era all'inizio dei tempi].
Operazioni preliminari. Bisogna mettere in uscita un carico che assorba un po' di corrente, ad esempio se avessi due o tre resistenze da 1kΩ da 10W sarebbero ottime, ma anche una lampada a filamento da una ventina di watt puo` andare bene (quelle a filamento da frigorifero non arrivano a 20W ma vanno bene). Bisogna fare un po' di prove con il raddrizzatore collegato a ponte e a duplicatore. In questa fase NON bisogna usare il commutatore automatico, collega a mano le due configurazioni, oppure se il rele` (da 24 V) e` gia` nel circuito, alimentalo separatamente.
PRIMA COSA DA FARE: monta i due valori indicati per R5 e P2. Poi con il raddrizzatore a ponte (circa 55V in ingresso), regola il potenziometro R29 per vedere che la tensione vada da 0V fino a circa 45V quando arrivi a meta` corsa del potenziometro. Se vai oltre con R29, la tensione non sale comunque perche' non c'e` tensione in ingresso. Ora torna a zero con R29, collega il raddrizzatore a duplicatore (circa 100V in ingresso), alza R29 e dovresti vedere la tensione di uscita che sale da 0V fino a circa 80V.
Seconda cosa: gia` che c'e` il duplicatore inserito, mettiamo a posto la tensione massima. Metti il potenziometro R29 a fondo corsa e misura la tensione di uscita, che non sara` di sicuro 80V. Regola il potenziometro P2 in modo da avere in uscita 80V. Fine della taratura.
TERZA COSA: ritorna con il raddrizzatore a ponte e regola la tensione di uscita a 40V. Senza toccare piu` R29, metti il duplicatore (puo` darsi che debba spegnere e riaccendere) e la tensione di uscita dovrebbe ancora essere 40V, indipendentemente che entrino nel regolatore 55V o un centinaio di volt.
Il salto di tensione sull'uscita quando si passa da ponte a duplicatore non c'e` e non ci deve essere! La tensione di ingresso NON controlla quella di uscita, deve solo essere maggiore. Questa e` la ragione per cui nessuno e` venuto nessun sospetto!
gianniniivo ha scritto:Il relè: ho utilizzato un relè da 12V perché ho visto che la tensione di alimentazione veniva prelevata dai 18V ausiliari e mi era sembrato logico sostituire il relè da 24 V che probabilmente era la causa principale del mancato funzionamento iniziale.
E` vero che il materiale e` tuo e il divertimento pure, ma io domanderei prima di apportare un qualsiasi cambiamento. La tensione sul condensatore C1 e` di 24 V circa, il rele` e` collegato fra +15.3V e -8.4V che fanno circa 24 V (un po' di caduta sul transistore, ma ci siamo). Il rele` da 24 V ha il vantaggio di avere una resistenza di avvolgimento elevata e quindi consuma solo una cinquantina di milliampere.
gianniniivo ha scritto:Sui motivi per cui il 358 vada meglio dello 081 non vorrei aggiungere altro, eccetto che alla fine ha funzionato come era possibile che funzionasse un commutatore 40/80V, con soglie tutt'al più da calibrare.
Se funziona, per il momento tieni lo 081, e fai le misure di tensione sui sei nodi che ti avevo indicato nel messaggio [129], con una variante. Per i nodi E ed F il nero del tester mettilo sull'alimentazione negativa dell'elettronica, negativo di C1, non sul ground del circuito (positivo dell'alimentazione), le letture sono piu` facili.
Il valore fra parentesi sara` da mettere DOPO, serve a stringere l'isteresi a 1.5V circa. ALLA FINE, quando vedremo i valori esatti delle soglie eventualmente cambieremo anche un'altra resistenza per averli centrati a 40V
gianniniivo ha scritto:Per il piedino 4 dell’operazionale TL081 l’ho collegato dov'era collegato il piedino 4 del 358, al negativo del condensatore elettrolitico di filtro della tensione ausiliaria. Se doveva essere collegato altrove allora sicuramente ho sbagliato.
No e` giusto. Il fatto che non si spegnesse puo` indicare che il 358 e` molto malato, oppure c'era qualche altro errore.
gianniniivo ha scritto:Il trimmer P2 in origine era da 4,7K, ora è da 50K
Rimettilo da 4.7kΩ, e R5 da 2.2kΩ. Se alzi P2 ed R5 puoi solo abbassare la tensione massima, a noi serve alzarla.
PS: vero che i due condensatori presenti sull'uscida dell'alimentatore, mi pare un 100nF e un 47µF sono almeno da 100V di tensione di lavoro?
PS2: speriamo che raddoppiando la tensione di uscita, che fa raddoppiare il guadagno di anello, il circuito sia ancora stabile!