GTE, Siemens, Italtel, Nokia e poi il nulla
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jordan20
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In realtà io chiamo Siemens quella che era GTE, la branca telecom radio di Siemens con sede, appunto, in Cassina de Pecchi.
Poi diventata se ricordo bene NSN (Nokia Siemens Network)
La casamadre Siemens tedesca e tante sue sedi anche in Italia continuano ad esistere.
Poi diventata se ricordo bene NSN (Nokia Siemens Network)
La casamadre Siemens tedesca e tante sue sedi anche in Italia continuano ad esistere.
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speedyant ha scritto:Ma quando si parla di Siemens, per caso sarebbe la "Società Italiana Telecomunicazioni Siemens"?
Che al telefono rispondeva "AusoSiemens".
Faceva apparecchiature per rete telefonica, tubi a microonde, convertitori di energia e nel campo consumer registratori Revox, ricevitori per filodiffusione e modem.
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richiurci ha scritto:La casamadre Siemens tedesca e tante sue sedi anche in Italia continuano ad esistere.
Mi pare che tra miliardi di altre cose siano Siemens i diodi dell'elettrodotto Basslink, che è relativamente recente. Mi riguardo imbambolato le foto da non so quanto tempo, senza mandarle mai nel dimenticatoio

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Cercando di evitare multe, potrei farvi una foto di due cartelline raccogli documenti in plastica marchiate appunto "Società Italiana Telecomunicazioni Siemens".
Son quello delle domande strane!
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Ho postato qui, ma ero in dubbio se metterlo nell'argomento Vintage.
Sono due immagini della parte a RF di un ricevitore di un ponte radio, prodotto dalla Siemens Auso, presumo negli anni '70.
Insieme ad altre parti lo avevo comprato decenni fa da un rottamaio.
Li avevo messi in funzione, ma mai utilizzati seriamente. Troppo obsoleti.
Non sono molto competente, ma la costruzione mi pare ricca:
lamierini argentati, abbondanza di schermi, componenti di buona qualità.
La configurazione elettronica era tradizionale e conservativa:
Primo stadio a FET, stadio di filtri passa banda, stadio prima conversione frequenza,
filtro a cristallo a 10,7 MHz. Oscillatore locale a quarzo con stadio triplicatore frequenza.
Quante ore di lavoro sarà costato costruirlo ?
Era proprio il periodo delle vacche grasse per i "fat cats" della Grande Elettronica.
Sono due immagini della parte a RF di un ricevitore di un ponte radio, prodotto dalla Siemens Auso, presumo negli anni '70.
Insieme ad altre parti lo avevo comprato decenni fa da un rottamaio.
Li avevo messi in funzione, ma mai utilizzati seriamente. Troppo obsoleti.
Non sono molto competente, ma la costruzione mi pare ricca:
lamierini argentati, abbondanza di schermi, componenti di buona qualità.
La configurazione elettronica era tradizionale e conservativa:
Primo stadio a FET, stadio di filtri passa banda, stadio prima conversione frequenza,
filtro a cristallo a 10,7 MHz. Oscillatore locale a quarzo con stadio triplicatore frequenza.
Quante ore di lavoro sarà costato costruirlo ?
Era proprio il periodo delle vacche grasse per i "fat cats" della Grande Elettronica.
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Beh era un periodo di vacche grasse come qualsiasi settore negli anni di innovazione e espansione iniziale.
Gli anni 70 erano proprio i primi anni, se ricordo bene, di espansione delle comunicazioni moderne come le intendiamo adesso, anni nei quali alcuni ingegneri e professionisti di allora inventavano e brevettavano soluzioni del tutto nuovo, penso al prof Carassa e le sue comunicazioni satellitari per esempio
Gli anni 70 erano proprio i primi anni, se ricordo bene, di espansione delle comunicazioni moderne come le intendiamo adesso, anni nei quali alcuni ingegneri e professionisti di allora inventavano e brevettavano soluzioni del tutto nuovo, penso al prof Carassa e le sue comunicazioni satellitari per esempio
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richiurci ha scritto:anni nei quali alcuni ingegneri e professionisti di allora inventavano e brevettavano soluzioni del tutto nuovo, penso al prof Carassa e le sue comunicazioni satellitari per esempio
Ricordo una pubblicazione dei professori Stracca e Carassa, edita da GTE o addirittura Marelli / Lenkurt degli anni 60/70 sugli amplificatori parametrici raffreddati ad azoto liquido per ricezione di segnali da satellite.
Dopo aver sviluppato la tecnologia per applicazioni terrestri, vennero sviluppati anche amplificatori parametrici per la banda 14-14.5 GHz per l'utilizzo a bordo satellite. Figura di rumore minore di 3 db, molto buono per i tempi. Credo non ci fossero concorrenti al mondo.
I GaAs FET sarebbero arrivati qualche lustro dopo.
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Stracca è stato mio prof di microonde, praticamente mi ha rovinato
Se ricordo bene uno di quegli amplificatori parametrici era in una bacheca (non ricordo se in Siemens o al Politecnico) perché risultava ancora funzionante dopo bagno del satellite nell'oceano
Se ricordo bene uno di quegli amplificatori parametrici era in una bacheca (non ricordo se in Siemens o al Politecnico) perché risultava ancora funzionante dopo bagno del satellite nell'oceano
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richiurci ha scritto:Stracca è stato mio prof di microonde, praticamente mi ha rovinato![]()
Perché? Perfido all'esame e/o ti ha conquistato alla disciplina e questa poi non ti ha soddisfatto professionalmente in tempi successivi?
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