Grazie dursino!
Marco.
Rapporto di trasformazione.
Moderatori:
g.schgor,
IsidoroKZ
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Basta un'unica misura perché i risultati che si ottengono sono gli stessi , o meglio differiscono per il quadrato del rapporto di trasformazione.Quella misurata con il secondario in corto e' pari a quella misurata con il primario in corto moltiplicata per il quadrato del rapporto di trasformazione.
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Vorrei, per favore, un chiarimento.
Nella pagina indicatami da mir:
http://www.galileimirandola.it/elettro/ ... ASFO41.HTM
c'è questo discorso:
"Pcct=W-V1cct^2/Rwv-(V1cct^2/Rv) [W]
essendo RWV Ω la resistenza interna voltmetrica del wattmetro e RV Ω la resistenza interna del voltmetro. La potenza così calcolata è quella assorbita dal trasformatore in corto che coincide (a meno delle perdite nel ferro che si possono ritenere trascurabili visto il basso valore della tensione) con le perdite negli avvolgimenti.
cos phi(cct)=Pcct/(V1cct I1)"
Che considera come predominanti nelle misure le R interne degli strumenti.
Visto che molto probabilmente le misure vengono effettuate, nella maggioranza dei casi, con strumenti moderni tipo voltmetri, amporometri e watmetri digitali con R interne dell' ordine di qualche mega mi chiedevo:
Si può considerare come cos phi un valore molto prossimo ad 1 tipo 0,9997?
Grazie.
Marco.
Nella pagina indicatami da mir:
http://www.galileimirandola.it/elettro/ ... ASFO41.HTM
c'è questo discorso:
"Pcct=W-V1cct^2/Rwv-(V1cct^2/Rv) [W]
essendo RWV Ω la resistenza interna voltmetrica del wattmetro e RV Ω la resistenza interna del voltmetro. La potenza così calcolata è quella assorbita dal trasformatore in corto che coincide (a meno delle perdite nel ferro che si possono ritenere trascurabili visto il basso valore della tensione) con le perdite negli avvolgimenti.
cos phi(cct)=Pcct/(V1cct I1)"
Che considera come predominanti nelle misure le R interne degli strumenti.
Visto che molto probabilmente le misure vengono effettuate, nella maggioranza dei casi, con strumenti moderni tipo voltmetri, amporometri e watmetri digitali con R interne dell' ordine di qualche mega mi chiedevo:
Si può considerare come cos phi un valore molto prossimo ad 1 tipo 0,9997?
Grazie.
Marco.
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Se usi strumentazione ad alta impedenza non devi correggere gli autoconsumi, ma il

non cambierà in quanto dipende dalla relazione interna fra Rcc e Zcc

non cambierà in quanto dipende dalla relazione interna fra Rcc e Zcc
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Non capisco
Ho provato a fare due conti, prendendo in esame un caso reale, applicando le formule, di cui al mio post precedente, considerando:
Rint watmetro = 4M
Rint voltmetro = 10M
Con le seguenti grandezze:
V1cct= 15,2V
I1= 0,023A
Facendo i passaggi vari ho ottenuto cos phi = 0,9998
Grazie.
Marco.
Ho provato a fare due conti, prendendo in esame un caso reale, applicando le formule, di cui al mio post precedente, considerando:
Rint watmetro = 4M
Rint voltmetro = 10M
Con le seguenti grandezze:
V1cct= 15,2V
I1= 0,023A
Facendo i passaggi vari ho ottenuto cos phi = 0,9998
Grazie.
Marco.
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dimmi come hai fatto a calcolarlo ... ricorda che devi misurare 3 valori e tu ne hai scritti 2:
Pm= .....
Vm=....
Im= ....
e poi dimmi su che trasformatore hai fatto quelle misure ? ... V1n, V2n, e potenza nominale ... e 23 mA in una prova in corto son pochini
Un'altra cosa, il link al quale hai fatto riferimento, scrive che "la prova deve essere fatta alimentando il lato AT",
Per chiarezza ti ricordo che la prova in corto circuito, come quella a vuoto, possono essere eseguite dal lato AT o BT indifferentemente; normalmente viene scelto il lato più adatto, in relazione ai vincoli del laboratorio e della strumentazione disponibile
Pm= .....
Vm=....
Im= ....
e poi dimmi su che trasformatore hai fatto quelle misure ? ... V1n, V2n, e potenza nominale ... e 23 mA in una prova in corto son pochini
Un'altra cosa, il link al quale hai fatto riferimento, scrive che "la prova deve essere fatta alimentando il lato AT",
Per chiarezza ti ricordo che la prova in corto circuito, come quella a vuoto, possono essere eseguite dal lato AT o BT indifferentemente; normalmente viene scelto il lato più adatto, in relazione ai vincoli del laboratorio e della strumentazione disponibile
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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mrc ha scritto:Quello che l' articolo chiama W io la calcolo Vm moltiplicato Im
lo immaginavo .... quel prodotto in corrente alternata fornisce la potenza apparente S e non la potenza attiva P, che sono diverse !
Scusa marco ma viste queste lacune, dobbiamo fare un passo indietro e ripassare prima i circuiti in corrente alternata
Come vedi siamo partiti dal difficile, trasf. a tre avvolg. poi siamo dovuti retrocedere a quelli normali ... e ora alle potenze
Scusami se sono sincero ma devo dirti che non possiamo discutere se non ci sono delle basi minime !
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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