richiurci ha scritto:Riguardo le batterie al sale, mi sembra inredibile vengano ancora usate. Credo vadano mantenute a temperatura interna molto elevata, e questo si traduce in una efficienza bassissima.
Le batterie a sali vengono mantenute a temperature di oltre 250°C, a prezzo di perdite per sistemi di riscaldamento. L'isolamento termico delle batterie viene ottimizzato per evitare un eccessivo surriscaldamento delle batterie durante il normale ciclaggio: ne consegue che esistono una famiglia di cicli "ottimali" per i quali le perdite delle celle compensano le dissipazioni termiche: il rendimento round-trip dc raggiunge in queste condizioni l'85% circa, quello round trip ac il 75-80% circa.
Per le batterie Zebra (e NaS), di tipo energy-intensive, questo ciclo di funzionamento prevede all'incirca una scarica ed una carica completa ogni giorno, in quanto ormai trovano applicazioni sono per impianti off-grid grazie alla loro densità energetica, robustezza e range di temperatura ambiente di lavoro.
Per utilizzazioni meno spinte, il rendimento diminuisce proprio per via dell'energia necessaria per tenere calde le celle.
Nota che il problema dei consumi degli ausiliari per il mantenimento della temperatura di lavoro si verifica anche (seppure in misura ridotta) con le batterie al litio. Abbiamo pubblicato qualche anno fa un lavoro su questo argomento.
per fare un esempio, questi sono i risultati di alcuni impianti sperimentali per batterie NaS:
Le batterie sodio-nickel-cloruro che ho postato hanno una minore dissipazione termica e quindi soffrono un po' meno della riduzione di efficienza ai bassi carichi rispetto alle NaS.
Nel caso specifico l'OP ha due opzioni di utilizzo:
1) baita vuota - impianto inutilizzato ==> non ha senso preoccuparsi del rendimento
2) baita piena - impianto utilizzato pienamente scaricando ogni giorno la batteria ==> la condizione di funzionamento sarà prossima a quella ottima.
Nei casi intermedi tu starai comunque "buttando" parte dell'energia prodotta dall'impianto FV, che non riesci a consumare ogni giorno.
Negli impianti off-grid non ha molto senso preoccuparsi del rendimento, quello che conta è il costo ed il numero delle ore annuali di disalimentazione del carico (quindi availabilty).
Soprattutto in contesti ambientali sfidanti, le batterie a sali fusi possono quindi essere ancora un'opzione interessante.
Negli altri casi ormai concordo che non abbiano più molto senso.

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